Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il decreto carburanti quater è entrato ufficialmente in vigore. Il provvedimento non conferma solo il taglio delle accise, ma una una serie di misure volte a contrastare gli effetti della crisi dei mercati internazionali. Dalla proroga dei versamenti fiscali ai crediti d’imposta per l’agricoltura e l’autotrasporto fino alle semplificazioni burocratiche, le novità per imprese e professionisti sono diverse.
Indice
- Proroga taglio accise fino al 6 giugno: i prezzi di benzina e diesel
- Le aliquote
- Proroga scadenze fiscali per forfettari e soggetti ISA
- Aiuti per il settore autotrasporto: crediti d’imposta e burocrazia dimezzata
- Agricoltura: bonus fertilizzanti e gasolio agricolo
- Quanto è costato al governo il decreto carburanti quater
- Entrata in vigore
Proroga taglio accise fino al 6 giugno: i prezzi di benzina e diesel
La guerra tra Stati Uniti e Iran, unitamente alla conseguente crisi e chiusura dello stretto di Hormuz, ha determinato un repentino aumento dei prezzi dei carburanti sul mercato globale e, senza un intervento statale immediato, la scadenza dello sconto fiscale fissata proprio per venerdì 22 maggio avrebbe comportanto un pesante aggravio per i bilanci di professionisti e imprese.
Secondo le stime diffuse dal Codacons, una mancata estensione delle misure avrebbe spinto immediatamente il prezzo della benzina sopra i 2 euro al litro (attestandosi a circa 2,01 euro sulla rete ordinaria, con un rincaro di 6,1 centesimi al litro e un aggravio di circa 3 euro a pieno). Per il gasolio la situazione si preannunciava ancora più critica: l’assenza dello sconto avrebbe comportato un balzo di 24,4 centesimi al litro, portando il prezzo medio a 2,22 euro al litro, equivalente a una stangata da 12,2 euro per ogni pieno effettuato.
Con il decreto carburanti quater, la proroga degli sconti già applicati nei mesi scorsi continuerà invece ad assicurare una riduzione di circa 5 centesimi al litro per la benzina e 10 centesimi al litro per il gasolio. Tuttavia, l’efficacia del provvedimento è limitata al periodo compreso tra il 23 maggio e il 6 giugno 2026.
Le aliquote
le aliquote di accisa sui prodotti petroliferi e combustibili usati come carburante vengono rideterminate alle seguenti misure temporanee:
| Carburante | Nuova aliquota di accisa |
| Benzina | 622,90 euro per mille litri |
| Gasolio (Oli da gas) | 572,90 euro per mille litri |
| GPL (Gas di petrolio liquefatti) | 242,77 euro per mille chilogrammi |
| Gas naturale | 0 euro per metro cubo |
| Gasoli paraffinici (HVO) e Biodiesel | 572,90 euro per mille litri (se immessi al consumo tal quali) |
Proroga scadenze fiscali per forfettari e soggetti ISA
Il Consiglio dei ministri ha deciso inoltre di concedere più tempo per i versamenti fiscali originariamente in scadenza al 30 giugno 2026, ovvero il saldo 2025 e il primo acconto 2026 derivanti dalle dichiarazioni dei redditi. La proroga è stata concessa ai soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e ai contribuenti in regime forfettario e di vantaggio. Questi hanno ora tempo fino il 20 luglio 2026 per pagare senza alcuna maggiorazione. Inoltre, possono usufruire di un ulteriore differimento di trenta giorni, pagando dal 21 luglio al 19 agosto 2026 con una maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo.
Aiuti per il settore autotrasporto: crediti d’imposta e burocrazia dimezzata
Per scongiurare lo stop dei tir, il governo ha prorogato al mese di giugno 2026 il credito d’imposta per i maggiori costi di carburante sostenuti nel quadrimestre marzo-giugno 2026. Inoltre, a partire dal 1° ottobre 2026, il termine per la formazione del silenzio assenso sui crediti d’imposta per gli autotrasportatori si dimezza, passando da 60 a 30 giorni. Le istanze andranno presentate esclusivamente per via telematica, accelerando i tempi di compensazione per le imprese.
Le risorse stanziate per l’anno 2026 vengono triplicate, passando da 100 milioni di euro a 300 milioni di euro.
Agricoltura: bonus fertilizzanti e gasolio agricolo
Infine, il decreto carburanti quater ha introdotto un bonus che riconosce alle imprese del settore agricolo fino al 30% della spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026 per l’acquisto di fertilizzanti. Il limite massimo di spesa è di 40 milioni di euro – erogati nel rispetto del quadro temporaneo UE sugli aiuti di Stato – e il credito deve essere utilizzato esclusivamente in compensazione entro il 31 dicembre 2026. Inoltre, non concorre alla formazione del reddito d’impresa né alla base imponibile IRAP ed è cumulabile con altre agevolazioni per gli stessi costi, a patto che il cumulo non superi il costo totale effettivamente sostenuto.
Tra queste, sul fronte del carburante per i mezzi agricoli (coltivazione, allevamento e silvicoltura), c’è un’agevolazione già esistente (il credito d’imposta fino al 20% sui carburanti) rifinanziata dal governo. Preso atto che i 30 milioni di euro stanziati inizialmente non avrebbero coperto tutte le richieste delle aziende, la dotazione finanziaria è stata triplicata, passando da 30 a 90 milioni di euro grazie a un’iniezione fresca di 60 milioni. I criteri di dettaglio e i controlli saranno definiti con decreto del Ministero dell’agricoltura di concerto con il ministero dell’economia entro 60 giorni.
Quanto è costato al governo il decreto carburanti quater
L’articolo 7 del decreto quantifica gli oneri complessivi derivanti dalle misure introdotte (indicati in un blocco fisso di 480 milioni di euro per il 2026 e 80 milioni annui dal 2027, a cui si aggiungono oneri valutati in base alle fluttuazioni delle scadenze per le annualità dal 2026 al 2030) e ne individua l’esatta copertura finanziaria mediante riduzioni e accantonamenti di fondi ministeriali o riserve preesistenti.
Entrata in vigore
Il decreto è entrato in vigore il 23 maggio 2026, disponendone la presentazione per la successiva conversione in legge. A differenza delle leggi ordinarie, che solitamente richiedono un periodo di attesa (vacatio legis), i decreti-legge producono effetti immediatamente dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il Parlamento ha 60 giorni di tempo per esaminare, eventualmente modificare e votare il decreto. Se il decreto viene convertito, diventa una legge a tutti gli effetti, consolidando i suoi effetti nel tempo.










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it