Il mondo dello spettacolo non segue le regole ordinarie. Per attori, cantanti, tecnici e professionisti del settore, la previdenza è gestita dal Fondo pensione lavoratori dello spettacolo (FPLS) dell’INPS. Nonostante l’incorporazione dell’ex ENPALS nel 2012, il fondo mantiene un impianto normativo specifico, basato su una logica di contribuzione in giornate e suddivisione in gruppi.
Ecco tutto quello che professionisti e PMI devono sapere per navigare il sistema previdenziale nel 2026.
Indice
Chi deve iscriversi al FPLS?
L’iscrizione al FPLS è obbligatoria per tutti i lavoratori, dipendenti o autonomi (anche con partita IVA), operanti nel settore. La platea è stata recentemente ampliata (DL 73/2021) e include:
- artisti e tecnici (cantanti, attori, registi, doppiatori, sceneggiatori, ballerini, truccatori);
- settore intrattenimento e sport (dipendenti di ippodromi, sale scommesse, case da gioco e impianti sportivi);
- categorie di ttività connesse alla produzione di spettacoli introdotte dalle recenti circolari INPS (83/2016 e 155/2021).
I tre gruppi e il requisito delle giornate
A differenza dell’assicurazione generale obbligatoria (AGO), dove l’anzianità si misura in settimane, nel FPLS si ragiona in giornate lavorative. L’anno convenzionale è di 312 giorni. I lavoratori sono divisi in tre categorie:
| Gruppo | Tipologia di lavoratore | Giornate per 1 anno di contributi |
| Gruppo A | Tempo determinato (Attività artistica/tecnica diretta) | 90 giornate |
| Gruppo B | Tempo determinato (Attività non direttamente connessa) | 260 giornate |
| Gruppo C | Tempo indeterminato (Tutti i settori) | 312 giornate |
Per il gruppo A, dal 1° luglio 2021, il requisito è sceso a 90 giornate (contro le precedenti 120), facilitando la maturazione dell’annualità per chi svolge attività saltuarie.
Requisiti pensionistici 2026: quando si può smettere di lavorare?
Per il 2026, il Fondo conferma requisiti specifici per la pensione di vecchiaia anticipata per alcune categorie professionali, a patto di avere un’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995:
- i ballerini e tersicorei possono accedere alla pensione a 47 anni con 20 anni di contributi;
- per artisti lirici, cantanti, orchestrali il requisito è fissato a 62 anni con 20 anni di contributi;
- attori, conduttori e figure della moda maturano il requisito a 65 anni con 20 anni di contributi.
Per le prestazioni decorrenti dal 2021, è fondamentale la regola dei due terzi: almeno il 66% della contribuzione totale deve derivare da effettive prestazioni nel settore spettacolo (il resto può essere figurativo o da riscatto).
Massimali e contribuzione nel 2026
Il calcolo dei contributi e dell’assegno pensionistico deve tenere conto di tetti specifici aggiornati annualmente dall’INPS (circolare 6/2026):
- per gli iscritti prima del 1996 si applica un massimale giornaliero di 892 euro per gli artisti. Sulla retribuzione eccedente si versa un contributo di solidarietà del 5%;
- per gli iscritti dopo il 1995 il massimale annuo della base contributiva per il 2026 è di 122.295 euro. Oltre questa soglia, non si versano contributi e non si matura pensione.
Il calcolo della pensione: quote A, B e C
L’importo finale della pensione ex ENPALS è spesso un mosaico composto da tre quote:
- quota A riferita ai periodi fino al 1992, calcolata sulla media delle migliori 540 giornate di sempre;
- quota B riferita ai periodi 1993-1995 (o fino al 2011 per chi aveva 18 anni di contributi nel ’95), calcolata su medie che variano da 1.900 a 3.120 giornate a seconda del gruppo di appartenenza;
- quota C basata sul sistema contributivo per tutti i periodi successivi alle riforme.
Il contenzioso sulla quota B
Un punto critico per i professionisti ad alto reddito riguarda la quota B. Dopo anni di incertezze, la Cassazione (sentenza 38018/2022) ha stabilito che i massimali storici del 1971 si applicano anche al calcolo della Quota B. Questo significa che le retribuzioni molto elevate non vengono considerate integralmente, riducendo l’importo dell’assegno. È attualmente in discussione alla Camera una proposta di legge (AC 1793) per correggere questa interpretazione a favore dei lavoratori, ma al momento il testo è fermo.
Cumulo e totalizzazione: come non perdere i contributi
Chi ha lavorato sia nello spettacolo che in altri settori (es. dipendente privato o commerciante) può unificare i periodi. Grazie alla convenzione INPS/ENPALS, i contributi FPLS e FPLD si sommano automaticamente per una prestazione unica (totalizzazione gratuita).
È possibile utilizzare anche i contributi versati nelle gestioni autonomi, purché vengano rispettate le proporzioni di lavoro nello spettacolo richieste per il diritto alla pensione (ricongiunzione e cumulo).













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it