- La ditta individuale è la forma più semplice di impresa commerciale finalizzata alla vendita di beni e servizi.
- L’apertura di una ditta individuale può essere fatta online in autonomia o rivolgendosi a un professionista.
- Può essere utile richiedere un conto aziendale separato da quello personale. Tra i conti con un’offerta dedicata alle ditte individuali c’è Finom.
La ditta individuale o impresa individuale è tra le forme più semplici di impresa commerciale. Facile da costituire, basta una sola persona e senza la presenza di un notaio.
L’apertura può essere fatta anche online e in completa autonomia tramite il sistema ComUnica. Grazie ad esso si ricevono in poco tempo partita IVA e registrazione alla Camera di Commercio.
La sua costituzione è solo la prima fase per aprire una ditta individuale. È necessario anche scegliere il regime fiscale, valutare se richiedere o no un conto bancario business e calcolare i costi fissi e di avviamento. Di seguito abbiamo creato una guida completa con tutti i passaggi e le informazioni utili per iniziare un’attività come impresa individuale.
Indice
Cos’è una ditta individuale
Una ditta individuale è la forma giuridica più semplice per chi svolge un’attività d’impresa. Per aprirla basta un singolo soggetto, che sarà il rappresentante legale della società. Rispetto all’attività di libero professionista, che ha come oggetto una prestazione intellettuale, la ditta individuale include la vendita o l’acquisto di beni e servizi (commercio) o un’attività manuale (artigianato).
Non ha una personalità giuridica. Questo significa che il patrimonio dell’attività non è separato da quello del legale rappresentante. Quest’ultimo è responsabile illimitatamente con i propri beni per qualunque debito sottoscritto in nome proprio o della ditta. Un aspetto che la differenzia da una Srls (Società a responsabilità limitata semplificata) che invece ha una responsabilità limitata solo al capitale versato.
La gestione economica e fiscale è semplificata, rendendola adatta sia per attività svolte da soli sia per quelle di natura familiare.
Come si apre
Stabilire la ragione sociale ovvero come si chiamerà l’attività è il primo passaggio, per l’apertura di una ditta individuale. Il nome è quello con cui verrà registrata l’impresa presso la Camera di Commercio in cui ha sede legale.
Può essere utilizzata qualunque nomenclatura. Tuttavia, la legge obbliga ad inserire il nome e il cognome del legale rappresentante nella dicitura.
L’apertura può essere fatta rivolgendosi a un commercialista o a un CAF. Oggi sono disponibili diversi servizi online che semplificano la procedura.
Un’altra opzione è quella di fare tutto in autonomia, tramite lo sportello ComUnica sul sito registroimprese.it. Grazie ad esso si compila un unico documento con cui si otterranno: partita IVA, registrazione presso il Registro delle Imprese e iscrizione alla posizione contributiva.
Inoltre, sempre con un unica procedura è possibile richiedere anche la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per dichiarare al comune di riferimento l’inizio di un’attività d’impresa.
Codice ATECO
Nella procedura ComUnica un’attenzione particolare va posta nella scelta del codice ATECO. È un numero che identifica la tipologia di attività svolta dalla ditta. Indicare il giusto codice ATECO è importante, dato che andrà ad influire su cosa la società potrà fare. Inoltre, andrà ad influenzare la tipologia di regime fiscale.
L’apertura è solo il primo passo con cui si costituisce la forma giuridica dell’attività. A questo punto è necessario effettuare una serie di scelte:
- regime fiscale;
- conto corrente aziendale;
- fatturazione elettronica e POS;
- gestione contabile;
- contributi previdenziali;
- calcolo dei costi fissi e variabili.
Ditta individuale e regime forfettario
Il regime fiscale indica la modalità con cui vengono calcolate le tasse sull’attività e l’importo da versare.
Le nuove ditte individuali possono aderire al regime forfettario. È l’unico regime agevolato rimasto, nato per semplificare la gestione contabile e dedicato alle attività che hanno un fatturato fino agli 85.000€.
Il calcolo delle tasse non è effettuato sottraendo alle entrate le uscite nel corso dell’anno, ma in modo forfettario. Si applica un’imposta sostitutiva sul cosiddetto coefficiente di redditività: una percentuale applicata ai guadagni che varia in base alla tipologia di attività. L’imposta sostitutiva è del 5% per i primi 5 anni e successivamente del 15%.
Un altro vantaggio è l’esenzione IVA, che non dovrà essere inserita nell’emissione delle fatture. Inoltre, la contabilità è semplificata, dato che non si devono compilare i registri previsti per altri regimi, come quello IVA, il libro inventari e il libro giornale.
Il regime fiscale forfettario è indicato per le attività in fase di avviamento. Dato il calcolo dei guadagni su base forfettaria, non è possibile ottenere detrazioni o deduzioni fiscali.
Se l’attività supera gli 85.000€ si dovrà passare al regime ordinario. In questo caso il calcolo delle tasse è fatto in base agli scaglioni IRPEF, sottraendo le spese alle entrate.
Il conto corrente aziendale per imprese individuali
Le ditte individuali non sono obbligate ad avere un conto corrente intestato a loro, ma è possibile utilizzare anche quello personale. Se questo è vero, non è però consigliabile. Con un unico conto è difficile dividere il patrimonio personale da quello generato dall’attività. Lo stesso vale per le uscite. Inoltre, un’unica contabilità può essere rischiosa in caso di controlli da parte del fisco.
Oggi esistono dei conti online specifici proprio per le ditte individuali, come Finom. È un istituto di moneta elettronica olandese che offre conti aziendali per ditte individuali con IBAN italiano. E possibile pagare gli F24 direttamente online, oltre ad addebitare utenze o versare gli stipendi agli eventuali dipendenti.

I piani tariffari dedicati alle imprese individuali con pagamento annuale sono:
- Finom Solo: 0€;
- Finom Basic: da 17€ al mese;
- Finom Smart: da 37€ al mese.
La differenza tra i piani è legata alla tipologia di servizi inclusi. Confronta i piani sul sito Finom. Ad esempio, il conto Finom Solo può essere adatto alle piccole imprese in fase di avviamento, dato che include solo una carta di debito virtuale.
Invece i piani Basic e Smart sono indicati alle ditte individuali che hanno almeno un dipendente: includono nel costo fino a 3 carte fisiche e un numero illimitato di carte virtuali da affidare ai collaboratori per gestire trasferte o spese aziendali.
Inoltre, le carte collegate al piano Basic hanno un cashback dell’1% per tutte le spese superiori ai 1.500€, mentre per il piano Smart, il cashback è del 3% su ogni acquisto.
Fatturazione elettronica e POS
Una ditta individuale anche se in regime forfettario è obbligata a registrarsi a un servizio di fatturazione elettronica con una spesa che si aggiunge ai costi mensili e annuali (vedi più avanti). Alcuni conti come Finom includono nel canone una piattaforma finanziaria con diverse funzionalità.
Tra queste c’è proprio l’emissione di fatture elettroniche in pieno rispetto della normativa fiscale italiana. L’operazione è direttamente dal conto Finom, risparmiando così su un abbonamento aggiuntivo e rendendo più veloce la contabilità. Grazie ad altri servizi come la riconciliazione delle fatture, in automatico ogni uscita o entrata sarà collegata alla fattura emessa o alla ricevuta.
A questo si aggiunge che i conti Finom Basic e Smart includono la funzionalità multi-utente: è possibile dare accesso al conto ed altri utenti, con regole precise da attribuire ad ognuno.
Servizio POS
Dal 30 giugno 2022 tutte le attività d’impresa, comprese quelle professionali e le ditte individuali che svolgono attività commerciale, hanno l’obbligo di fornire un servizio POS. Anche in questo caso ci sono conti online che includono questo servizio, tra cui c’è anche Finom che ha chiuso una partnership con la società britannica SumUp. Quest’ultima è leader in Europa per la fornitura di dispositivi mobile e da bancone per i pagamenti elettronici.
Le ditte individuali che hanno sottoscritto un piano tariffario Basic o Smart hanno la possibilità di acquistare un terminale POS SumUp (Solo Lite, Solo, Solo+Stampante) con prezzi scontati e convenienti e senza canone mensile: si paga una commissione a partire dall’1,95% dell’importo della transazione.
La gestione contabile
Per le ditte individuali che aderiscono al regime forfettario, la contabilità è semplificata. Non è richiesta la compilazione dei registri presenti invece in una Srls o una Srl. È però necessario avere una visione completa del flusso di cassa dell’azienda, con uno scadenziario dei pagamenti e, se possibile, una funzionalità che aiuti a collegare pagamenti e fatture in modo da essere sempre puntuali con i fornitori o i clienti.
In questo contesto è essenziale integrare al proprio conto aziendale un software di contabilità. Ovviamente la licenza di un software ha un costo, che può essere azzerato se si sceglie una piattaforma all-in-one che includa una serie di funzionalità: conto bancario, gestione della contabilità, emissione di carte e fatturazione.
Costi ditta individuale
Per aprire un’attività individuale è necessario avere un resoconto completo di entrate e uscite. Può quindi essere utile fare un business plan in cui indicare tutti i possibili guadagni futuri e le spese della società. Qui ci soffermeremo su queste ultime.
Le ditte individuali hanno il vantaggio di non richiedere la costituzione davanti a un notaio. Si devono versare solo l’imposta di bollo e i diritti di segreteria per la registrazione in Camera di Commercio. Inoltre, ogni anno è richiesto il pagamento del diritto camerale, che varia in base al Comune in cui ha sede la ditta.
In totale, per aprire una ditta individuale in autonomia tramite il portale ComUnica sono necessari circa 300€. Nel caso di apertura tramite commercialista o CAF, si deve aggiungere anche il costo del professionista, che varia in base a chi ci si rivolge.
Ai costi fissi si aggiungono le spese variabili: tasse, contributi previdenziali e spese di avviamento.
Tasse
Le ditte individuali in regime forfettario pagano le tasse non in base agli scaglioni IRPEF, ma tramite un’imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni e del 15% per quelli successivi. Non c’è tassazione in caso di mancata attività.
Inoltre, come abbiamo già indicato prima, non c’è IVA da versare, ma solo un’imposta di bollo di 2€ per ogni fattura emessa con un importo superiore a 77,47€.
Contributi previdenziali
Ci sono però altre spese, legate ai versamenti previdenziali. Le ditte individuali in regime forfettario sono iscritte alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS. Ogni anno è richiesto un versamento fisso, ridotto grazie al regime agevolato, pari a 2.899€ per gli artigiani e di 2.957€ per i commercianti. L’importo deve essere versato anche se non sono emesse fatture.
Spese di gestione
Tra le spese che servono per iniziare un’attività con una ditta individuale c’è quella di un servizio di fatturazione elettronica, che si può azzerare scegliendo un conto online che integra questo servizio come Finom.
Il conto aziendale stesso incide sul bilancio di fine anno, anche se oggi i migliori conti business offrono diversi piani tariffari, tra cui uno a costo zero ideale per provare le potenzialità del servizio offerto.
Altro costo è quello di un servizio PEC, che va dai 25€ ai 50€ all’anno. Infine, si devono aggiungere gli investimenti legati agli strumenti necessari per avviare un’attività come macchinari, software e hardware, locazione di un locale ecc.
Pro e contro di una ditta individuale
Pro:
- apertura semplificata anche online;
- costituzione con un solo soggetto;
- spese di costituzione basse;
- accesso al regime fiscale forfettario;
- ideale per l’impresa familiare;
- disponibilità di conti online dedicati alle ditte individuali (come Finom).
Contro:
- responsabilità illimitata nei confronti dei creditori;
- il capitale per l’attività è fornito dall’unico socio;
- non ci sono altri soci;
- ideale solo per alcune tipologie di attività.
Domande frequenti
Per aprire una ditta individuale è necessario essere maggiorenni. Basta un solo titolare, che sarà anche il legale rappresentante. Nella ragione sociale dovrà essere inserito obbligatoriamente il nome e il cognome del legale rappresentante.
Occorre ottenere la partita IVA e iscriversi al Registro delle Imprese, operazione che può essere fatta con un’unica procedura online presso lo sportello ComUnica.
No, un conto business non è obbligatorio, ma consigliato. È possibile così separare le proprie entrate e uscite personali da quelle aziendali.











Gennaro Ottaviano
Esperto di economia aziendale e gestionale