Partite IVA: rinviare il pagamento delle tasse al 20 agosto costa di più, ecco quanto

Chi rinvia saldo e acconto al 20 agosto paga lo 0,80%, il doppio degli anni scorsi. I costi reali in euro, il calendario delle rate e cosa conviene.

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  • Chi non ha versato saldo e primo acconto entro il 20 luglio può farlo entro il 20 agosto, ma con una maggiorazione dello 0,80% sull’intero importo;
  • È il doppio dello 0,40% degli anni scorsi: su 3.000 euro di F24 si pagheranno 24 euro invece di 12;
  • La proroga ha eliminato una rata: chi dilaziona dal 20 luglio ha sei scadenze invece di sette, tutte da chiudere entro il 16 dicembre.

Con il 20 luglio è passata la prima scadenza utile per versare senza costi aggiuntivi il saldo 2025 e il primo acconto 2026 delle imposte. Chi non ha pagato ha ancora una finestra, quella del 20 agosto, ma quest’anno costa più del solito: la maggiorazione a titolo di interesse è raddoppiata, passando dallo 0,40% allo 0,80%. Un dettaglio che cambia i conti per chi contava di rinviare sfruttando il costo quasi nullo delle proroghe degli anni passati.

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La proroga al 20 luglio e chi riguarda

Il decreto legge n. 89/2026, poi convertito in legge, ha spostato dal 30 giugno al 20 luglio 2026 il termine per il versamento senza maggiorazione, per via del ritardo con cui l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato i software per il calcolo dei punteggi ISA. La proroga riguarda i titolari di partita IVA soggetti agli ISA, chi presenta cause di esclusione dagli ISA, i contribuenti in regime forfettario e i soci di società in trasparenza in possesso dei requisiti.

Il rinvio si applica a tutti i versamenti che emergono dalla dichiarazione dei redditi: IRPEF, IRES, IRAP, imposte sostitutive, oltre ai contributi INPS eccedenti il minimale e al diritto camerale.

Il rinvio al 20 agosto costa il doppio: quanto in euro

Resta possibile spostare il versamento ai trenta giorni successivi, cioè al 20 agosto (il trentesimo giorno cade il 19, ma slitta per la sospensione feriale). La differenza rispetto agli anni scorsi sta nella misura della maggiorazione: non più lo 0,40% a cui si era abituati, ma lo 0,80%, applicato sull’intero importo dovuto.

Tradotto in euro, per un’unica soluzione posticipata al 20 agosto, il costo del rinvio è questo:

Importo dovuto (F24)Maggiorazione 0,80%
(20 agosto 2026)
Con lo 0,40%
degli anni scorsi
Costo aggiuntivo
1.000 €8,00 €4,00 €+4,00 €
2.000 €16,00 €8,00 €+8,00 €
3.000 €24,00 €12,00 €+12,00 €
5.000 €40,00 €20,00 €+20,00 €
8.000 €64,00 €32,00 €+32,00 €
Costo del differimento al 20 agosto in un’unica soluzione, a seconda dell’importo dovuto.

Cifre contenute in valore assoluto, ma che raddoppiano una voce fino a ieri quasi simbolica. Per chi gestisce la liquidità estiva e programmava il rinvio contando sul “costo zero o quasi” della vecchia proroga, il conto cambia.

Va chiarito un punto che genera confusione: lo 0,40% non è sparito. Continua ad applicarsi a chi non ha usato la proroga e versa entro il 30 luglio, cioè trenta giorni dopo la scadenza ordinaria del 30 giugno. Il raddoppio allo 0,80% riguarda invece chi, partendo dalla proroga del 20 luglio, sposta il pagamento al 20 agosto. Sono due binari distinti, che è facile confondere.

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Il calendario delle rate perde uno slot

Chi non versa in un’unica soluzione può rateizzare, ma la proroga ha ridotto le rate disponibili. Partendo dal 20 luglio le scadenze scendono da sette a sei, tutte da completare comunque entro il 16 dicembre. Sulla prima rata non si applicano interessi; sulle successive matura lo 0,33% per ogni mese di distanza dalla prima.

RataDal 20 luglio
(nessuna maggiorazione)
InteressiDal 20 agosto
(importo +0,80%)
Interessi
20 luglio0,00%20 agosto0,00%
20 agosto0,18%16 settembre0,18%
16 settembre0,51%16 ottobre0,51%
16 ottobre0,84%16 novembre0,84%
16 novembre1,17%16 dicembre1,17%
16 dicembre1,50%
Calendario delle rate dopo la proroga. Chi parte dal 20 agosto ha una rata in meno perché lo slot di luglio non è più disponibile.

Qui si nasconde la combinazione più costosa, quella che conviene conoscere prima di scegliere: rateizzare partendo dal 20 agosto. In questo caso lo 0,80% si applica prima sull’intero importo, poi su quella base maggiorata si calcolano gli interessi di rateazione. I due costi si sommano. Su 3.000 euro, dilazionare dal 20 luglio comporta circa 21 euro di interessi; partire dal 20 agosto ne comporta circa 40. Non una cifra drammatica, ma quasi il doppio, per aver rinviato di un mese la prima rata.

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Cosa conviene fare

La scelta dipende dalla liquidità disponibile, ma l’ordine di convenienza è chiaro. Pagare in un’unica soluzione, per chi può, resta l’opzione a costo zero. La rateizzazione dal 20 luglio distribuisce il carico con un costo contenuto. Il rinvio al 20 agosto, in unica soluzione o a rate, è la strada più cara e va scelta solo se la cassa estiva non lascia alternative.

Un’ultima avvertenza sul calendario di fine anno: l’acconto di novembre non è mai rateizzabile e va versato per intero entro il 1° dicembre (il 30 novembre cade di domenica). Chi imposta un piano di rate contando di spalmare anche quella scadenza si trova un esborso pieno a ridosso delle feste.

Per chi non riesce a rispettare nemmeno il termine del 20 agosto, la strada per regolarizzare senza incorrere nelle sanzioni piene è il ravvedimento operoso, che consente di sanare il versamento tardivo con una sanzione ridotta che cresce con il passare del tempo.

Il calcolatore del ravvedimento operoso di PartitaIva.it permette di quantificare il costo della regolarizzazione in base ai giorni di ritardo.

Domande frequenti

Quanto costa rinviare i versamenti al 20 agosto 2026?

La maggiorazione è dello 0,80% sull’intero importo dovuto, il doppio dello 0,40% degli anni scorsi. Su un F24 da 3.000 euro significa 24 euro, su 5.000 euro 40 euro. Il costo si somma all’imposta e va versato insieme al saldo o all’acconto.

Lo 0,40% non esiste più nel 2026?

Esiste ancora, ma su un binario diverso. Lo 0,40% si applica a chi non ha usato la proroga e versa entro il 30 luglio, cioè trenta giorni dopo la scadenza ordinaria del 30 giugno. Il raddoppio allo 0,80% riguarda invece chi, partito dalla proroga del 20 luglio, sposta il pagamento al 20 agosto.

Conviene rateizzare dal 20 luglio o dal 20 agosto?

Dal 20 luglio. Partendo dal 20 agosto lo 0,80% si applica prima sull’intero importo e solo dopo si aggiungono gli interessi di rateazione: i due costi si sommano. Su 3.000 euro, rateizzare da luglio costa circa 21 euro di interessi, da agosto circa 40. In più, partendo da agosto si perde una rata.

Quante rate sono disponibili dopo la proroga?

Sei, partendo dal 20 luglio, contro le sette degli anni senza proroga. Tutte le rate vanno completate entro il 16 dicembre 2026. Chi parte dal 20 agosto ne ha una in meno, perché lo slot di luglio non è più disponibile.

L’acconto di novembre si può rateizzare?

No. L’acconto di novembre non è mai rateizzabile e va versato per intero entro il 1° dicembre 2026, dato che il 30 novembre cade di domenica. Chi imposta un piano di rate deve tenerne conto per non trovarsi un esborso pieno a fine anno.

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