Il decreto Infrastrutture, approvato nel Consiglio dei ministri, ha disposto il rinvio al 1° ottobre 2026 della tassa italiana di 2 euro sui mini-pacchi provenienti da Paesi extra-UE con valore fino a 150 euro (introdotto dalla Legge n. 199/2025).
L’avvio della misura era inizialmente fissato al 1° luglio 2026, data in cui entrerà comunque in vigore il dazio europeo di 3 euro previsto dal Regolamento UE 2026/382. Il differimento del contributo nazionale serve infatti a evitare la sovrapposizione immediata dei due prelievi, concedendo agli operatori più tempo per adeguare i sistemi doganali, ma non cancella l’obbligo per i consumatori e le piattaforme di e-commerce di far fronte alla tassa comunitaria, che inciderà comunque sul costo finale dei piccoli acquisti online.
Come funziona la tassa sui pacchi
La nuova normativa prevede una gestione distinta a seconda che il destinatario sia un consumatore privato o un’azienda. Nel dettaglio, per le vendite online destinate a privati con un valore non superiore a 150 euro (escluse spese di spedizione e assicurazione), già da luglio si applicherà una modalità semplificata: un dazio fisso di 3 euro per ogni singolo articolo contenuto nella dichiarazione di importazione, tranne nei casi in cui sia applicabile un’origine preferenziale.
Per i flussi commerciali tra imprese, invece, non si applica la tariffa fissa. Il dazio continuerà a essere calcolato in modo analitico, applicando l’aliquota specifica prevista dalla voce doganale della merce, mantenendo valide le consuete riduzioni o esenzioni per origine preferenziale.
| Voce di costo | Canale privati (B2C – dazio fisso) | Canale aziende (B2B – dazio analitico) |
| Valore merce + trasporto | 120,00 € | 120,00 € |
| Calcolo dazio | 3 articoli × 3,00 € = 9,00 € | Calcolo analitico sulle singole voci = 10,23 € |
| Calcolo IVA (22%) | 22% su 129,00 € (merce + dazio) = 28,38 € | 22% su 130,23 € (merce + dazio) = 28,65 € |
| Totale oneri doganali | 37,38 € | 38,88 € |
| Spese amministrative corriere | 19,52 € | 19,52 € |
| Totale complessivo (spesa totale) | 176,90 € | 178,40 € |
Questo sistema transitorio rimarrà attivo fino al 1° luglio 2028.
Cosa cambia
Fino al 30 giugno 2026, le spedizioni provenienti da Paesi extra-UE con un valore inferiore a 150 euro saranno esenti dai dazi doganali e su queste si calcolerà soltanto il pagamento dell’IVA. A partire dal 1° luglio 2026 decade l’esenzione e scatta un dazio fisso comunitario di 3 euro per ciascun oggetto contenuto nella spedizione, e non sul pacco complessivo. Trattandosi di un diritto doganale ordinario, la cifra concorre al calcolo della base imponibile e sarà soggetta a IVA. Di conseguenza, i dazi pagati entreranno a far parte della base imponibile per il calcolo dell’imposta, generando un piccolo aumento a catena sul costo complessivo della spedizione. L’esborso extra immediato a luglio sarà quindi pari a 3 euro più l’aliquota IVA applicata all’articolo.
La misura nasce per regolamentare un mercato in forte crescita: secondo i dati doganali europei, il volume dei piccoli pacchi diretti in UE è raddoppiato ogni anno dal 2022, raggiungendo 4,6 miliardi di colli nel 2024, con il 91% delle spedizioni provenienti dalla Cina. Per questo motivo, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha pianificato un aumento dei controlli sulle dichiarazioni, comprese quelle di modico valore.
Perché in Italia si rischia il doppio prelievo
In Italia, oltre al dazio europeo, la legge di bilancio 2026 ha previsto una mini tassa nazionale da 2 euro per le piccole spedizioni, il cui avvio è stato posticipato prima al 1° luglio dal decreto fiscale di maggio (Dl 38/2026) e poi al 1° ottobre dal decreto Infrastrutture (approvato in Cdm il 22 giugno 2026).
A differenza del dazio europeo, la misura italiana è classificata come contributo amministrativo per la gestione delle pratiche e non sarà soggetta a IVA. Quindi, da ottobre i due prelievi si sommeranno. Per un singolo articolo ordinato da un marketplace extra-UE, il costo fisso aggiuntivo salirà a 5 euro complessivi (3 euro di dazio UE più 2 euro di contributo italiano), oltre all’IVA applicata sul dazio.












Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it