Proroga taglio accise e rinvio scadenze fiscali: cosa cambia per partite IVA e PMI con il decreto carburanti quater

Verso il Dl Carburanti-Quater: proroga in arrivo per gli sconti su benzina e gasolio e aiuti all'autotrasporto per scongiurare lo sciopero.

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Proroga taglio accise e credito imposta contro caro carburanti

L’atteso Consiglio dei ministri di venerdì 22 maggio 2026 si appresta a varare il quarto decreto carburanti (Dl accise-quater). Sul tavolo dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni non c’è solo la proroga del taglio delle accise su benzina, diesel e GPL per contrastare il caro energia, ma anche il rinvio dei versamenti fiscali per le partite IVA.

Taglio accise carburanti: quanto rischiano di salire i prezzi senza la proroga

La guerra tra Stati Uniti e Iran, unitamente alla conseguente crisi e chiusura dello stretto di Hormuz, ha determinato un repentino aumento dei prezzi dei carburanti sul mercato globale. Senza un intervento statale immediato, la scadenza dello sconto fiscale fissata proprio per venerdì 22 maggio comporterebbe un pesante aggravio per i bilanci di professionisti e imprese.

Secondo le stime diffuse dal Codacons, una mancata estensione delle misure spingerebbe immediatamente il prezzo della benzina sopra i 2 euro al litro (attestandosi a circa 2,01 euro sulla rete ordinaria, con un rincaro di 6,1 centesimi al litro e un aggravio di circa 3 euro a pieno). Per il gasolio la situazione si preannuncia ancora più critica: l’assenza dello sconto provocherebbe un balzo di 24,4 centesimi al litro, portando il prezzo medio a 2,22 euro al litro, equivalente a una stangata da 12,2 euro per ogni pieno effettuato. Finora, il pacchetto di sconti introdotto a partire dallo scorso 18 marzo è costato alle casse statali 1,3 miliardi di euro, pari a un impatto di circa 20 milioni di euro al giorno.

La proposta di rinvio al vaglio del governo

Ora l’obiettivo del governo è salvaguardare lo sconto pari a 24,4 centesimi sul diesel e 6,1 centesimi sulla benzina (calcolando anche l’impatto dell’IVA). Per evitare l’aumento dei prezzi al distributore, l’esecutivo punta a un ponte normativo fino all’8-9 giugno, che richiede lo stanziamento di circa 260 milioni di euro. Successivamente, si potrà attivare la nuova tranche di accise mobili con il gettito IVA di maggio. Complessivamente, per estendere la misura fino al 12 giugno, il governo necessita di circa 340 milioni di euro.

Il nodo delle risorse

La sfida principale risiede però nel reperimento immediato delle risorse finanziarie. In questa fase non è infatti possibile attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili – che consente di utilizzare l’extragettito IVA derivante dall’aumento dei prezzi dei carburanti – poiché le risorse maturate nel mese di maggio saranno materialmente disponibili soltanto a partire dalla seconda metà di giugno.

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha confermato la direzione del provvedimento, evidenziando la complessità della ricerca di coperture in assenza di deroghe europee al Patto di stabilità. A margine del G7 Finanze di Parigi, il titolare di via XX Settembre ha spiegato che l’Italia sta esplorando diverse soluzioni in sede UE, avanzando la richiesta di allargare la clausola di salvaguardia (già prevista per la difesa) anche al comparto dell’energia. “Stiamo lavorando, c’è la consapevolezza della situazione eccezionale”, ha chiarito Giorgetti.

Bonus autotrasporto, credito d’imposta e rischio paralisi

Oltre alla generalità delle imprese, il testo del decreto quater destinerà risorse specifiche ai settori più colpiti dai rincari, a partire dall’autotrasporto e dal trasporto pubblico locale. Il provvedimento prevede l’estensione per ulteriori 2 mesi (giugno e luglio) del credito d’imposta per gli acquisti di carburante effettuati dai vettori tra marzo e maggio. Questa misura richiede un investimento di poco inferiore ai 100 milioni di euro.

La definizione dei dettagli tecnici, curata dal ministero dei Trasporti, si rende urgente anche per scongiurare uno sciopero nazionale proclamato dalle sigle dell’autotrasporto dal 25 al 29 maggio 2026, che rischierebbe di paralizzare l’intera filiera logistica del Paese.

Rinvio scadenze fiscali per le partite IVA, ma con maggiorazione allo 0,8%

Nel decreto quater è stata inserita anche la proroga dei versamenti fiscali originariamente in scadenza al 30 giugno. Il rinvio si applicherà ai contribuenti titolari di partita IVA obbligati alle pagelle fiscali (i parametri ISA) e ai soggetti a essi collegati, inclusi i contribuenti in regime forfettario. Al momento è in corso il consueto ballottaggio tecnico per fissare la nuova scadenza dei versamenti tra il 20 luglio (opzione già adottata nel 2023 e nel 2025) e il 31 luglio (soluzione applicata nel 2024, anno di debutto del concordato preventivo biennale).

Tuttavia, a differenza degli anni precedenti, lo slittamento dei termini non sarà del tutto gratis per chi sceglierà di avvalersi dei 30 giorni di tempo supplementari concessi dalla normativa per pagare ad agosto. La maggiorazione dello 0,4%, applicata per chiudere i conti nel mese successivo alla scadenza, dovrebbe infatti raddoppiare salendo allo 0,8%.

Questo incremento della maggiorazione è stato strutturato dai tecnici ministeriali come un vero e proprio deterrente economico, così da contenere il numero di contribuenti che rinvieranno i pagamenti alla seconda metà dell’estate, attenuando in questo modo l’impatto negativo sui flussi di cassa dello Stato nel corso di una stagione estiva che si preannuncia complessa dal punto di vista della gestione dei conti pubblici. La quadratura definitiva del testo e l’ufficializzazione delle cifre saranno formalizzate nel consiglio dei ministri programmato per il 22 maggio alle ore 19.

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