Nuovi bonus bollette per le imprese nel 2026: ecco gli sconti e gli aiuti in arrivo

Il Consiglio dei ministri, su proposta della presidente Giorgia Meloni e del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha dato il via libera a un nuovo decreto finalizzato alla riduzione dei costi energetici

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Con l’approvazione del nuovo decreto bollette 2026, il governo ha deciso di introdurre nuovi bonus bollette per le imprese. Si tratta, nel dettaglio, di interventi strutturali e congiunturali volti a mitigare l’impatto delle tariffe elettriche e del gas sul sistema produttivo. La linea di intervento prevede sconti diretti, risorse aggiuntive per la gestione degli oneri e meccanismi di rimborso per i produttori.

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Bonus bollette imprese: gli sconti in arrivo nel 2026

Come previsto, alle attività produttive verrà applicato uno sconto direttamente sulle bollette della luce, che sarà tuttavia distribuito lungo un arco di 3 anni. Per quanto riguarda l’entità economica, il governo ha stanziato risorse specifiche per ogni singola annualità. Nel 2026, sono stati messi a disposizione 431 milioni di euro, che corrispondono a uno sconto di 3,4 euro per MWH. Lo stanziamento sale a 500 milioni di euro nel 2027, portando il beneficio a 4 euro per MWH. Mentre nel 2028 le risorse saranno di 68 milioni di euro, con una riduzione in bolletta pari a 0,54 euro per MWH.

AnnoRisorse stanziateImpatto stimato (sconto/MWH)
2026431 milioni di euro€3,4/MWh
2027500 milioni di euro€4/MWh
202868 milioni di euro€0,54/MWh

Il finanziamento di questi interventi non graverà sulla fiscalità generale, bensì deriverà da un incremento di due punti percentuali dell’aliquota IRAP applicata alle imprese operanti in alcuni comparti del settore energetico.

Risorse aggiuntive dalla gestione degli oneri di sistema

Oltre allo stanziamento triennale, il decreto bollette prevede una riduzione immediata della spesa energetica delle imprese pari a 6,8 euro per MWH, grazie a un ulteriore contributo di 850 milioni di euro. In questo caso, l’intervento non verrà finanziato con nuove tasse, ma attraverso una gestione più efficiente del denaro che già circola nel settore energetico.

Il provvedimento interviene sui tempi con cui i venditori di energia trasferiscono i cosiddetti oneri di sistema (le voci fisse presenti in ogni bolletta) alle società che gestiscono le reti e i contatori. Invece di lasciare che questi capitali restino fermi nelle casse dei distributori, il governo ha deciso di accelerarne il recupero. Grazie a questa ottimizzazione dei flussi, le somme verranno rimesse immediatamente in circolo per finanziare il taglio delle bollette a favore delle imprese.

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Interventi per la riduzione dei costi del gas

Il decreto non si limita a tagliare le bollette di chi consuma, ma interviene anche alla fonte, agendo direttamente sui costi sostenuti da chi produce l’energia elettrica. L’idea alla base è che se produrre elettricità costa meno, allora anche il prezzo finale di vendita dovrà essere più basso. Per raggiungere questo obiettivo, l’autorità per l’energia (ARERA) stabilirà un rimborso per il gas usato nelle centrali elettriche. Questo aiuto economico sarà calcolato in base al valore dei permessi per le emissioni di CO2 (i cosiddetti “diritti ETS”), che rappresentano un costo ambientale per le industrie.

È previsto poi un indennizzo per coprire parte delle spese necessarie a trasportare il gas naturale fino alle centrali che generano elettricità. L’obiettivo, anche in questo caso, rimane quello di alleggerire i costi operativi dei produttori per evitare che questi si riflettano poi sulle tariffe pagate dai cittadini e dalle imprese.

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Quando entrano in vigore

Il decreto legge è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 18 febbraio 2026. Secondo la prassi per i provvedimenti come questo, entrerà ufficialmente in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Da quel momento le norme diventano legge dello Stato, ma per vedere gli sconti applicati concretamente nelle fatture elettriche, bisogna attendere l’intervento dell’autorità di regolazione (ARERA).

Per quanto riguarda invece i rimborsi sui costi del gas per la produzione elettrica, i tempi sono leggermente più lunghi. Essendo configurabili come aiuti di Stato, queste misure devono essere prima notificate e approvate dalla Commissione europea. Solo dopo il via libera di Bruxelles e la successiva delibera nazionale attuativa, i produttori potranno accedere ai rimborsi, con un effetto a cascata sui prezzi all’ingrosso.

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