È stato ufficialmente presentato da Invitalia il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026, lo strumento agevolativo volto a sostenere gli investimenti produttivi in specifici territori del Centro Italia. La misura si rivolge alle imprese attive nel settore manifatturiero in Lazio e Marche.
Indice
Cos’è e come funziona il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026
Il Fondo è un incentivo espressamente progettato per sostenere i programmi di investimento delle imprese manifatturiere e per contrastare i fenomeni di declino industriale attraverso il supporto finanziario diretto alle realtà imprenditoriali che investono nel territorio.
I capitali stanziati sono destinati a favorire tre precise tipologie di interventi su unità produttive esistenti o da insediare, ovvero:
- avvio di nuove unità produttive;
- potenziamento delle capacità produttive di stabilimenti già operativi;
- riqualificazione complessiva di strutture manifatturiere esistenti.
La delimitazione geografica dell’agevolazione circoscrive l’efficacia del fondo ad alcuni territori comunali che rientrano nella diretta competenza dei consorzi industriali delle regioni Lazio e Marche.
L’incentivo è promosso direttamente dal Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è gestito operativamente da Invitalia.
Requisiti di accesso
Possono presentare la richiesta di agevolazione le imprese manifatturiere che siano già insediate o che abbiano intenzione di insediarsi nei Comuni appartenenti ai consorzi industriali di Lazio e Marche. Queste devono risultare regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese. Inoltre, alla data di presentazione della domanda d’accesso, non si devono in stato di liquidazione, fallimento o essere soggette a procedure concorsuali o di concordato preventivo.
Per consorzi industriali (spesso denominati consorzi di sviluppo industriale o ASI – area di sviluppo industriale) si intendono enti pubblici economici o consorzi a partecipazione mista (pubblica e privata) istituiti per promuovere la nascita, la crescita e l’aggregazione di attività produttive in specifiche aree geografiche. La funzione principale di questi organismi è quella di pianificare, realizzare e gestire le infrastrutture e i servizi necessari alle imprese manifatturiere e artigianali all’interno dei cosiddetti agglomerati industriali.
L’ingresso di un’impresa all’interno di un consorzio industriale può avvenire secondo due modalità principali, a seconda che si tratti di un consorzio di gestione dell’area (ASI) – dove l’adesione coincide con l’insediamento fisico nel territorio di competenza – o di un consorzio volontario tra imprese per l’erogazione di servizi comuni.
Quanto spetta
Il Fondo concede un contributo in conto capitale fino a un massimo di 300.000 euro per singola impresa. L’intensità dell’aiuto può raggiungere una percentuale non superiore al 100% delle spese ammesse.
Quali spese sono ammissibili al finanziamento
Sono ritenuti ammissibili tutti i costi sostenuti all’interno di un arco temporale ben definito, che si estende dall’8 maggio 2024 fino al 31 dicembre 2028. L’incentivo copre un ampio spettro di investimenti legati all’ammodernamento e all’efficienza dello stabilimento manifatturiero. Nello specifico, le agevolazioni possono essere erogate per l’acquisto e la realizzazione presso la sede dell’attività di:
- opere murarie, impiantistiche e strumentali strettamente inerenti agli specifici ambiti di sviluppo proposti;
- macchinari, impianti e attrezzature industriali;
- arredi nuovi di fabbrica;
- beni materiali e immateriali funzionali all’attività .
Scadenze e modalità di presentazione della domanda
La presentazione delle domande avverrà esclusivamente per via telematica, attraverso l’utilizzo della piattaforma informatica dedicata di Invitalia, a partire dalle ore 12 del 31 agosto 2026 e fino al 30 ottobre 2026, entro e non oltre le ore 12.












Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it