Stipendio medio in Italia 2023: classifica retribuzioni annuali, mensili, per età e categoria

In Italia lo stipendio medio di un lavoratore è tra i 22.500€ e i 28.500€, più basso rispetto alle retribuzioni in Francia e Germania. Scopri le tabelle aggiornate per il 2023 e quali sono i fattori che influenzano il reddito annuo.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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Stipendio medio in Italia
  • Lo stipendio medio in Italia nel 2023 si aggira tra i 22.500€ e i 28.500€ con una crescita rispetto al 2022 del 3,6%.
  • Il calcolo delle retribuzioni varia in base a diversi fattori: categoria del lavoratore, età, collocazione geografica, titolo di studio e settore di attività.
  • Gli stipendi in Italia sono in media più bassi rispetto a quelli di altri Stati UE come Francia e Spagna.

In base ai report ISTAT e di Confindustria aggiornati al 31 maggio 2023, lo stipendio medio in Italia si aggira tra i 22.500€ lordi e i 28.500€ con una media di retribuzione mensile tra i 1.250€ e i 1.700€.

Questo dato risulta essere in crescita, rispetto al 2022, del 3% e con un incremento di oltre il 3,6% rispetto al periodo del Covid-19. Complice è stata la fase di ripresa economica, e la lotta all’inflazione che ha portato negli ultimi mesi a un netto calo dei prezzi al consumo.

A questo si devono aggiungere le iniziative del Governo che hanno favorito un incremento degli importi lordi degli stipendi mensili tra i 19,25€ e i 32€ di media. A incidere sul valore dello stipendio vi sono diversi fattori, dalla composizione del nucleo familiare al livello di istruzione fino all’età e alla posizione geografica.

Conoscere la retribuzione media in Italia diventa utile per valutare quali sono i settori in cui ricercare il lavoro del futuro o sviluppare il proprio business. Di seguito avrai accesso a una serie di dati aggiornati e di tabelle su quali sono le medie degli stipendi oggi in Italia.

Qual è lo stipendio medio in Italia 2023

Il calcolo dello stipendio medio è ovviamente collegato alle dinamiche economiche dell’Italia. Gli ultimi anni sono stati complicati per le famiglie italiane ed europee, incidendo anche con la crescita degli stipendi rimasta stabile.

Infatti, prima la pandemia da Covid-19 e successivamente l’aumento dell’inflazione, combinati con lo scoppio della guerra in Ucraina, hanno inciso sui risparmi e ovviamente sulla capacità delle imprese di incrementare gli stipendi.

Tuttavia, nel secondo semestre del 2022 vi sono stati dei cambiamenti in positivo. Ovviamente la dinamica delle retribuzioni cambia in base ai diversi settori.

Ad esempio, per i dipendenti pubblici, pari a circa ¼ dei contribuenti italiani, si è avuta una spinta agli incrementi sui salari anche grazie ai rinnovi dei CCNL avvenuti tra il 2019 e il 2021, sottolineando una crescita del 5% nel 2022, ridimensionata nel 2023 del 1,5%.

Stipendio medio in Italia 2023

Invece, in ambito privato hanno di sicuro contribuito gli interventi delle aziende finalizzati a contrastare le fasi di crisi, con una riorganizzazione degli orari e il potenziamento dei sistemi di welfare aziendale. Come ribadito da Confcommercio, per il 2024 si prevede una media di crescita della retribuzione di circa il 3,6%.

Qual è oggi lo stipendio medio di un lavoratore italiano? I dati per il 2023 per i dipendenti sottolineano un range tra i 22.000€ e i 47.000€, mentre un valore in controtendenza, rispetto agli anni precedenti, è quello collegato al settore dei lavoratori autonomi con importi tra i 23.000€ e i 55.000€. Infine, per i pensionati il range di stipendio è tra i 18.034€ e i 37.000€.

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Retribuzione media in Italia: cosa considerare

Precisiamo che, quando si parla di retribuzione in Italia si deve distinguere tra:

  • stipendio netto: inteso come il valore che viene percepito dal lavoratore a cui sono già state applicate le tasse e versati i contributi;
  • stipendio lordo: è quello presente in busta paga compreso di relativi contributi fiscali e previdenziali.

Inoltre, i dati sulla media delle retribuzioni variano in base a una serie di fattori:

  • tipologia di attività lavorativa: ad esempio se il soggetto ha un contratto come dipendente, pubblico o privato, oppure è un libero professionista;
  • categorie di lavoro: in base alla tipologia di qualifica e ai titoli di studio;
  • caratteristiche personali del lavoratore: età, genere e composizione familiare;
  • collocazione geografica: regione e tipo di comune in cui svolge l’attività lavorativa.

Andiamo a vedere per ogni categoria quali sono le retribuzioni medie percepite.

Retribuzione media 2023: dipendenti e lavoratori autonomi

La prima distinzione riguarda la tipologia di lavoro. Per i dipendenti pubblici, pari a circa 5 milioni, lo stipendio rientra in una forbice tra i 22.000€ e i 47.000€, mentre sale a un valore più alto se un soggetto è impiegato in ambito privato.

In questo caso la soglia varia in base alle tipologie di qualifiche e al settore di competenza, tra i 24.000€ e i 36.000€. Nel comparto del lavoro autonomo i redditi sono nettamente saliti rispetto al 2021.

Oggi un professionista con Partita IVA dichiara in media un guadagno dai 42.000€ ai 60.000€. Invece, per i pensionati inoccupati, il reddito annuo è di 24.000€, mentre è tra i 34.000€ e i 40.000€ per quelli che svolgono un’attività in quanto lavoratori autonomi o come dipendenti part-time.

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Qual è lo stipendio in Italia per categorie lavorative e titoli di studio

L’evoluzione del lavoro, negli ultimi anni, ha evidenziato l’importanza dei titoli di studio e della formazione non solo per favorire le opportunità occupazionali, ma anche per ottenere una retribuzione più elevata.

Nella tabella seguente, abbiamo riportato quali sono gli stipendi annui confrontando i dati ISTAT del 2021-2022, di Confindustria e di Confcommercio.

Tipologia di lavoratoreLicenza scuola elementareLicenza scuola mediaDiplomaLaurea e Master
Dipendente24.000/25.500€30.000/32.000€34.981/36.500€48.000/58.500€
Autonomo27.500/28.500€33.000/35.000€42.000/47.000€56.000/65.000€
Pensionato18.500/20.000€24.700/26.000€34.000/36.000€48.000/51.500€
Altro15.000/16.500€15.500/17.000€21.000/22.450€19.000/21.000€

La differenza contributiva tra un lavoratore con un livello di istruzione basso e chi ha conseguito una laurea o il master oscilla tra il 45% e il 50% in meno. In media uno stipendio mensile di un dirigente è tra i 4.500€ e i 5.000€, contro i 2.600€ lordi di un dipendente in un quadro medio basso.

Importo medio stipendi

Stipendio medio mensile e retribuzione annuale

Di seguito abbiamo riportato gli ultimi dati aggiornati per quanto riguarda le retribuzioni annue lorde per alcune categorie lavorative:

  • agricoltura: 25.000€
  • contabilità e risorse umane: 31.000€
  • architettura e arte: 45.000€
  • istruzione e infanzia: 36.000€
  • finanza e banca: 38.000€
  • ingegneria: 30.000€
  • edilizia, costruzioni e manutenzione: 33.000€
  • turismo e attività recettive: 28.000€
  • tecnologia e innovazione: 33.500€
  • giornalismo: 57.000€
  • forze dell’ordine e sicurezza: 28.000€
  • marketing e pubblicità: 39.000€
  • settore legale: 50.000€
  • trasporti: 21.500€
  • customer service e servizi Retail: 28.000€

Quali sono gli stipendi più ricercati nel 2023

Nel dettaglio può essere interessante valutare quali sono alcune delle attività lavorative più ricercate e con il calcolo del valore degli stipendi medi.

LavoroValore stipendio
Medico3.000€
Infermiere1.750€
Professore universitario3.500€
Insegnante di scuola media e superioreTra i 1.400€ e i 1.600€
Project manager2.500€
Ingegnere2.000€
Chef2.000€
Commessa negozio supermercato1.200€
Apicoltore1.300€
Agronomo1.890€
Bancario1.500€
Avvocato2.100€
Commercialista2.500€

Ad esempio, nel settore sanitario, la media si aggira tra i 5.500€ di un medico anestesista e i 2.200€ degli infermieri, mentre un medico generico guadagna intorno ai 2.500€. Tra le attività di nuova generazione quelle legate la mondo digitale hanno avuto un netto incremento degli stipendi, con un 31% di crescita, grazie all’evoluzione tecnologica e all’aumento della attività online, anche a causa della pandemia.

Si pensi ad esempio a figure come i freelance copywriter e i project manager. Tra i settori più penalizzati rimangono quelli legati alla manodopera. Infatti, un operaio guadagna in media uno stipendio annuo di 22.000€ con un importo mensile di poco più di 1.200€, a cui si affianca anche il settore dell’agricoltura con retribuzioni mensili di 1.300€.

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Stipendio netto per genere

Una tematica sempre attuale è quella del divario retributivo tra uomini e donne. Se da un lato nel 2022 circa il 62% deli laureandi era di sesso femminile, dall’altro si continua ad evidenziare una difficoltà per le donne nel trovare lavoro e nell’essere assunte.

In media si stima che una lavoratrice prende uno stipendio annuale lordo pari a circa il 20% in meno rispetto a quello di un soggetto con pari qualifiche, ma di sesso maschile. In base agli ultimi dati pubblicati sul Sole24Ore, la pandemia da Covid-19 ha peggiorato questa condizione. Basta considerare che tra il 2020-e il 2021, le donne che hanno perso il lavoro sono state circa il doppio rispetto agli uomini.

Inoltre, nel 2022 questo divario occupazionale non si è colmato, ma anzi incrementato. A questo si aggiunge che le nuove assunzioni di donne sono diminuite dopo la fase di emergenza, ritornando ai livelli pre-pandemia, con una percentuale del -20,7%.

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La difficoltà occupazionale delle donne si evidenzia anche per ciò che concerne l’aspetto contributivo. In linea di massima un lavoratore dipendente di sesso maschile prende uno stipendio medio tra i 38.000€ e i 40.000€, contro un range tra i 35.000€ e 37.000€ delle donne.

Questo divario si evidenzia maggiormente nel settore pubblico rispetto a quello privato. Lo stesso vale per quanto riguarda le retribuzioni pensionistiche, con valori che in alcuni casi prevedono una differenza di quasi il 10%.

Tuttavia, grazie agli incentivi per le assunzioni delle donne e le iniziative del Governo al fine di favorire l’attività imprenditoriale, in ambito del lavoro professionale il divario si può ridurre, si ipotizza per una percentuale che va dal 5% all’8%. In media un lavoratore autonomo maschio percepisce 44.000€ all’anno contro i 43.300€ delle donne.

Retribuzione media in Italia: età e posizione geografica

Composizione del nucleo familiare, età e posizione geografica sono altri fattori che incidono sul calcolo complessivo di uno stipendio medio. Ancora oggi rimane una differenza di circa il 17,5% tra il Nord e il Centro-Sud.

Infatti, tra le regioni con una retribuzione media più elevata occupano il primo posto il Piemonte con una media di stipendio per i dipendenti di 38.000€, mentre quella di un lavoratore autonomo è di 44.000€.  

Segue la Lombardia con un range di 41.500€ per i lavoratori subordinati e di 54.000€ per gli autonomi. Invece, la media scende al centro con il Lazio che si attesta sui 42.000€ per i rapporti di lavoro subordinato e sui 43.000€ per le attività con partite IVA, mentre la Campania si colloca con una media rispettivamente di 29.500€ e 40.000€. Infine, nelle isole la retribuzione media scende ulteriormente soprattutto in Sicilia di un ulteriore -15%.

Per ciò che concerne anche l’ambito retributivo in base all’età, gli stipendi degli under 30 sono in media più bassi rispetto a quelli della fascia tra i 35 e i 44 anni, con una differenza di circa 4.000€ annui lordi.

Un dato collegato all’inserimento nel lavoro da parte dei giovani, ma anche alla necessità delle aziende di investire nella formazione. In media un under 30 prende una retribuzione tra i 30.000€ e i 40.000€. Invece, per le fasce tra i 35 e i 45 anni si ha un incremento dello stipendio di circa il 12,50% che sale a 15% per l’età tra i 45 e i 54 anni.

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Redditi in Italia 2023 e retribuzioni in Europa

Completiamo la nostra analisi sugli stipendi medi in Italia con un confronto con le altre realtà economiche in UE. Infatti, se da un lato si nota una crescita media della retribuzione italiana, il nostro Paese si colloca non tra i primi posti in Europa. Basta considerare che:

  • la Danimarca prevede una retribuzione annua lorda media che si aggira sui 60.000€;
  • la Francia di 41.000€;
  • la Germania, di 45.000€.

Invece, l’Italia con un range medio tra i 22.500€ e i 28.500€ si colloca a livello della Spagna e al di sopra della Grecia, che hanno rispettivamente una media di 27.500€ e di circa 16.000€.

Inoltre, se si considera la pressione fiscale sugli stipendi, questa risulta essere tra le più alte, con una media del 46,5%, al di sotto dell’Austria con il 47% e superiore alla Spagna, considerata tra i Paesi con le migliori agevolazioni e che si attesta sul 39%. Vedi il caso degli incentivi per le attività sulle isole Canarie.

Stipendi medi in Italia 2023 – Domande frequenti

Qual è lo stipendio medio netto in Italia?

Secondo gli ultimi dati ISTAT, di Confindustria e della Confcommercio, lo stipendio medio in Italia si aggira tra i 22.500€ e i 28.500€ all’anno, con una media di circa 2.300€ al mese.

Quale può essere considerato uno stipendio buono in Italia?

Lo stipendio medio in Italia varia in base a diversi fattori, come età, titolo di studio, posizione geografica, sesso e comparto di lavoro. Scopri quale può essere la retribuzione considerata oggi adeguata nella nostra guida.

Quali sono gli stipendi medi più alti?

Tra gli stipendi medi più richiesti vi sono quelli dei medici, ingegneri e project manager. Scopri l’elenco completo nella nostra guida.

Autore
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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.
Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 15 Luglio 2023
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

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