Il prossimo venerdì 29 maggio 2026 si preannuncia come una giornata ad altissimo rischio per la mobilità in Italia. È stato infatti proclamato uno sciopero nazionale del settore aereo della durata di 24 ore che rischia di causare la più grave perturbazione del traffico aereo della stagione.
Per le PMI e i professionisti che hanno in programma viaggi d’affari, trasferte o incontri commerciali, è fondamentale conoscere l’impatto dello stop, le fasce orarie tutelate e le modalità per tutelare i propri diritti economici in caso di disagi.
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Sciopero aerei 29 maggio: i numeri del blocco
L’agitazione, indetta dal sindacato CUB Trasporti, coinvolgerà il personale di assistenza a terra degli aeroporti e delle società collegate. A rendere lo scenario ancora più complesso è la concomitanza con uno sciopero generale nazionale che interesserà anche la rete ferroviaria e quella autostradale. Secondo le stime di AirAdvisor:
- sono a rischio cancellazione fino a 1.150 voli nell’arco della giornata;
- si prevede il blocco di circa 179 mila passeggeri in partenza, senza contare i pesanti effetti a catena sui voli in arrivo;
- i trasporti terrestri subiranno disagi, creando potenziali criticità nei trasferimenti da e verso gli scali aeroportuali.
Fasce orarie protette e voli garantiti: come salvare la trasferta
Per limitare i disagi ai viaggiatori, l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) ha confermato l’applicazione delle tutele di legge. Se la trasferta non è rimandabile, le aziende dovrebbero privilegiare le prenotazioni all’interno dei voli inseriti nelle fasce orarie protette.
Tutti i voli in partenza nelle fasce 07–10 e 18–21 sono garantiti. Fuori dalle fasce protette è autorizzato soltanto il 20% dei collegamenti programmati. Quelli I voli intercontinentali in arrivo sono sempre garantiti, mentre per quelli in partenza deve essere assicurata un’operatività minima del 50%. Ogni compagnia aerea è obbligata a garantire almeno una rotazione giornaliera di andata e ritorno per le isole.
Diritti dei passeggeri business: rimborsi e tutele UE261
Un aspetto cruciale per il bilancio aziendale riguarda le compensazioni economiche in caso di cancellazione del volo. Come evidenziato da Anton Radchenko, avvocato specializzato e CEO di AirAdvisor, gli scioperi del personale di terra non rientrano automaticamente tra le “circostanze eccezionali”. Di conseguenza, le compagnie aeree potrebbero essere tenute a pagare un risarcimento.
In base al Regolamento Europeo UE261, il professionista o l’azienda hanno diritto a:
- scegliere tra il rimborso integrale del biglietto entro 7 giorni, la riprotezione sul primo volo disponibile o la riprenotazione in una data successiva;
- pasti, bevande e assistenza nelle comunicazioni durante l’attesa, garantiti dal vettore;
- sistemazione alberghiera e relativi trasferimenti se il nuovo volo richiede il pernottamento;
- un indennizzo compreso tra 250 e 600 euro (variabile in base alla distanza della tratta), a meno che la compagnia non dimostri l’esistenza di reali cause di forza maggiore.
Cosa fare in caso di volo cancellato
Se i dipendenti o i collaboratori dell’azienda si trovano coinvolti nei disservizi del 29 maggio, è consigliabile seguire questa procedura standard per tutelare la posizione legale e finanziaria della società :
- conservare la documentazione di spesa. Tenere traccia e conservare ogni scontrino o ricevuta fiscale relativa a pasti, trasporti integrativi e alberghi per richiederne il rimborso;
- consultare l’elenco dei voli garantiti sul sito dell’ENAC e contattare tempestivamente il vettore;
- verificare lo stato di treni e viabilità stradale per evitare di rimanere bloccati nel tragitto verso l’aeroporto;
- rifiutare soluzioni vincolanti affrettate. Non accettare voucher o soluzioni alternative proposte dalla compagnia prima di aver verificato se si ha diritto al rimborso in denaro;
- raccogliere le prove (fotografie di tabelloni aeroportuali, comunicazioni ufficiali) e chiedere una motivazione scritta del diniego all’imbarco.










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it