Reddito autonomi: tutte le modifiche introdotte con la riforma fiscale

Con la riforma fiscale cambia il modo di calcolare il reddito degli autonomi. Tra le novità più importanti c'è il criterio di onnicomprensività. Scopri tutte le novità in arrivo per gli autonomi e i professionisti.

di Ilenia Albanese

Revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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  • Con la riforma fiscale cambia il modo in cui sarà calcolato il reddito degli autonomi, che seguirà il criterio dell’onnicomprensività.
  • Il criterio dell’onnicomprensività prevede che tutte le somme e i valori conseguiti nell’esercizio dell’attività concorrono alla formazione del reddito.
  • Il reddito degli autonomi è dato dalla differenza di tutte le somme e i valori conseguiti nello svolgimento dell’attività e il totale delle spese sostenute.

La nuova riforma fiscale apporterà importanti novità per quanto riguarda le modalità di calcolo del reddito degli autonomi. Con il decreto attuativo dell’articolo 5 della delega fiscale sono stati modificati i criteri di tassazione dei professionisti.

Tra le novità più importanti c’è l’introduzione del criterio dell’onnicomprensività. Questo stabilisce che tutte le somme e i valori conseguiti nell’esercizio dell’attività andranno a concorrere alla formazione del reddito.

Ma questa non è l’unica novità prevista dalla riforma fiscale. Infatti, la riforma prevede anche di modificare la disciplina dell’ammortamento, della deducibilità dei costi e della neutralità fiscale. In questo articolo andremo ad approfondire il tema per scoprire in che modo cambierà il calcolo della base imponibile con l’attuazione della riforma fiscale.

Reddito autonomi: cosa cambia con la riforma fiscale

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La riforma fiscale in lavorazione apporterà importanti modifiche al sistema del fisco italiano, e punta a ridurre il cuneo fiscale e offrire sostegno a famiglie e imprese. Tra le misure attualmente discusse c’è anche il reddito degli autonomi.

Infatti, con la riforma fiscale cambieranno le regole sulla tassazione del reddito degli autonomi. Questo è quanto si evince dal decreto attuativo dell’articolo 5 della delega fiscale, che prevede l’introduzione del criterio dell’onnicomprensività.

Ma non solo. La nuova riforma andrà a modificare anche le discipline relative al calcolo del reddito. Infatti, con la riforma vengono ridefinite le modalità di calcolo con l’esclusione di voci come i corrispettivi percepiti in caso di cessione della clientela o di altri beni immateriali e i contributi previdenziali.

Tra le novità previste c’è anche la neutralità fiscale sulle operazioni straordinarie, che generano plusvalenze, e una nuova gestione degli immobili strumentali. Ma la nuova riforma introdurrà anche importanti novità in tema di deducibilità e rimborsi.

Con l’introduzione di una serie di deduzioni fiscali, la riforma permetterebbe agli autonomi di ottenere un importante risparmio sulle imposte. Ma vediamo nel dettaglio tutte le misure previste.

1. Criterio dell’onnicomprensività

In base al criterio dell’onnicomprensività, andranno a comporre il reddito dell’autonomo tutte le somme e i valori, a qualunque titolo conseguiti nell’esercizio dell’attività artistica o professionale, a esclusione delle somme percepite a titolo di rimborso delle spese sostenute e riaddebitate al cliente, non deducibili dal reddito dell’esercente arte o professione.

Con questa misura, quindi, la riforma intende estendere il criterio già vigente per i redditi di lavoro dipendente. In base al criterio dell’onnicomprensività, il reddito tassato corrisponderà alla differenza tra le somme e i valori conseguiti nello svolgimento dell’attività e l’ammontare delle spese sostenute nello stesso periodo d’esercizio.

La riforma prevede l’esclusione dal reddito dei corrispettivi percepiti in caso di cessione della clientela o di altri beni immateriali. In più, si escludono dal calcolo anche i contributi previdenziali e assistenziali a carico del soggetto che li corrisponde, con deduzione dal reddito.

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Non andranno a concorrere al reddito neanche il rimborso delle spese sostenute dall’artista o dal professionista per l’esecuzione dell’incarico e addebitate al committente, così come il riaddebito ad altri lavoratori autonomi delle spese sostenute per l’uso comune di immobili strumentali all’esercizio dell’attività.

Di conseguenza, il reddito degli autonomi sarà dato dalla differenza tra i ricavi conseguiti e le spese sostenute. Sono, inoltre, escluse dal calcolo del reddito anche le spese di:

  • viaggio;
  • vitto e alloggio;
  • rimborsi chilometrici.

In più, la riforma introdurrà anche la neutralità fiscale sui conferimenti dell’attività professionale.

2. La neutralità fiscale

Per quanto riguarda le operazioni straordinarie, con la riforma fiscale il governo punta a introdurre la neutralità fiscale sulle operazioni straordinarie che generano plusvalenze.  

Questo significa che non si realizzano plusvalenze o minusvalenze per i conferimenti dell’attività professionale, e ciò vale anche per la clientela, che è inclusa tra le attività immateriali.

Questo è il caso, ad esempio, della cessione di un ramo dell’azienda e di tutte quelle operazioni straordinarie che possono generare plusvalenze.

3. La gestione degli immobili strumentali

Con la riforma fiscale è prevista l’introduzione di una nuova categoria dei beni immobili relativi all’arte o professione. In base alle novità previste, infatti, gli immobili riportati nel registro dei beni ammortizzabili o nel registro degli acquisiti ai fini Iva sono considerati immobili strumentali, e quindi necessari per lo svolgimento dell’attività.

Gli immobili in questione possono essere sia immobili strumentali effettivi che immobili utilizzati in modo promiscuo, sia per l’attività professionale sia per la vita familiare. Questo vale anche per gli immobili in leasing.

Di conseguenza, per gli immobili strumentali (anche promiscui) che non sono iscritti nei registri dei beni ammortizzabili o nel registro degli acquisiti Iva, non è previsto alcun effetto su plusvalenze e minusvalenze.

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La riforma, inoltre, prevede l’indeducibilità delle quote di ammortamento del costo e del canone di leasing non registrati, oltre che alle spese sostenute dal professionista per ammodernare, ristrutturare ed effettuare operazioni di manutenzione straordinaria.

Invece, per quanto riguarda gli immobili iscritti nel registro, la riforma prevede l’introduzione della deducibilità delle quote di ammortamento per il 50% per i beni strumentali anche a uso promiscuo. Il presupposto della deducibilità è che l’immobile sia iscritto nel registro dei beni ammortizzabili, o comunque nel registro degli acquisti ai fini Iva.

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Reddito degli autonomi: deducibilità e rimborsi

Il decreto attuativo introduce importanti novità in tema di deducibilità delle spese. Nel dettaglio, il decreto ha modificato la disciplina relativa alla deducibilità delle spese non rimborsate dal committente.

Infatti, col nuovo decreto queste spese potranno essere dedotte a partire dalla data in cui il committente ha fatto ricorso oppure dalla data in cui è stato assoggettato alla crisi di impresa e di insolvenza, così come a procedure estere equivalenti.

Il decreto, inoltre, chiarisce che restano deducibili le spese anche nel caso in cui la procedura esecutiva nei confronti del committente sia rimasta infruttuosa oppure quando il diritto alla riscossione è andato in prescrizione.

Per quanto riguarda, invece, i rimborsi di modesta entità entro i 2.500 euro, la riforma prevede la deducibilità dei costi se entro un anno dalla loro fatturazione il committente non provvede al rimborso.

Reddito autonomi – Domande frequenti

Come cambia il reddito degli autonomi con la riforma fiscale?

Con la riforma fiscale si introduce il criterio dell’onnicomprensività e la neutralità fiscale per le operazioni straordinarie che generano plusvalenze.

Cosa concorre a determinare il reddito degli autonomi?

Con la riforma fiscale il reddito degli autonomi sarà determinato dalla somme e dai valori conseguiti nell’esercizio dell’attività artistica o professionale. Si escludono i contributi previdenziali e assistenziali e diventano deducibili le spese non rimborsate dal committente.

Come cambia la disciplina degli immobili?

Con la riforma fiscale gli immobili iscritti nel registro dei beni ammortizzabili o nel registro degli acquisiti ai fini Iva, sia strumentali che promiscui, sono considerati strumentali per lo svolgimento dell’attività, con la conseguente deducibilità delle quote di ammortamento. Scopri di più qui.

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Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.
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Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 22 Maggio 2024
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

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