Prezzi benzina e diesel, l’accordo USA-Iran cambia i listini: dove costa meno il pieno oggi, la mappa delle regioni

La firma ufficiale dell’accordo di pace è prevista per venerdì 19 giugno a Ginevra, ma i mercati hanno già iniziato ad anticipare la fine del doppio blocco marittimo nello Stretto di Hormuz.

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L’intesa geopolitica tra Washington e Teheran sta già ridisegnando i prezzi di benzina e diesel, con un impatto diretto sui bilanci di imprese e famiglie. Con il prezzo del brent scesi sotto gli 80 dollari (in calo di oltre un terzo rispetto ai massimi recenti), i listini dei carburanti ai distributori registrano i primi cedimenti.

Quanto costa fare un pieno oggi

I prezzi nelle stazioni di rifornimento nazionali sono in flessione da alcuni giorni, spinti all’ingiù di circa 5 centesimi dall’avanzamento delle trattative. Per la prima volta dopo settimane di tensioni, il prezzo medio del gasolio in modalità self-service è sceso sotto la soglia psicologica dei 2 euro.

Secondo gli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), la situazione dei prezzi medi alla pompa in modalità “self service” è la seguente:

Tipologia di ReteCarburantePrezzo attuale (€/litro)Prezzo precedente (€/litro)variazione (€/litro)
Rete stradale nazionaleBenzina1,8811,890 (il 15 giugno)-0,009
Gasolio1,9851,997 (il 15 giugno)-0,012
Rete autostradaleBenzina1,9731,983 (il giorno precedente)-0,010
Gasolio2,0692,077 (il giorno precedente)-0,008

Prezzi benzina e diesel, la mappa delle regioni

Il trend a ribasso dei prezzi nelle stazioni di rifornimento nazionali è tale anche a livello regionale, con alcune regioni che hanno registrato diminuzioni maggiori di altre. I dati evidenziano come il gasolio sia ormai stabilmente sotto la soglia dei 2 euro in quasi tutta Italia (con la sola eccezione della Provincia di Bolzano a 2,018 €/l), registrando i valori più bassi nelle Marche (1,955 €/l) e in Veneto (1,958 €/l). Per la benzina, i listini minimi si registrano in Lombardia (1,858 €/l) e nelle Marche (1,859 €/l).

Ecco la mappa dei prezzi medi aritmetici self-service su base regionale comunicati dagli esercenti al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), aggiornati alla mattina del 17 giugno 2026.

Regione / Provincia autonomaGasolio self (€/litro)Benzina self (€/litro)
Abruzzo1,9741,875
Basilicata1,9951,906
Calabria1,9961,890
Campania1,9741,893
Emilia Romagna1,9681,866
Friuli Venezia Giulia1,9881,887
Lazio1,9701,863
Liguria1,9741,867
Lombardia1,9681,858
Marche1,9551,859
Molise1,9991,897
Piemonte1,9701,860
Puglia1,9811,886
Sardegna1,9951,883
Sicilia1,9891,887
Toscana1,9751,864
Umbria1,9711,871
Valle d’Aosta1,9861,893
Veneto1,9581,860
Prov. Aut. Bolzano2,0181,910
Prov. Aut. Trento1,9911,892

Come l’accordo USA-Iran sblocca il mercato del petrolio

La flessione dei prezzi è guidata dal progressivo ritorno dell’offerta di greggio iraniano sui mercati mondiali. La revoca delle sanzioni statunitensi e dello storico blocco navale in vigore da metà aprile permetterà a Teheran di riprendere immediatamente le esportazioni.

L’Iran ha già riattivato i transponder di diverse navi collegate al Paese. Almeno quattro imbarcazioni, tra cui due superpetroliere capaci di trasportare fino a due milioni di barili ciascuna, si sono messe in navigazione nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman.

Secondo la società di analisi Kpler, l’accordo libererà circa 68 milioni di barili di petrolio iraniano attualmente stoccati e bloccati dalle sanzioni.

La scadenza delle accise e la tenuta del patto

Anche se nel brevissimo termine il calo dei carburanti darà un po’ di respiro a imprese e famiglie, il calo dei prezzi alla pompa rischia di essere parzialmente frenato in Italia. Il 3 luglio scadrà infatti il taglio delle accise e, secondo le previsioni, non sarà prorogato. Il mancato rinnovo comporterà un aumento automatico di 6 centesimi al litro (IVA inclusa) sul gasolio, rallentando l’effetto benefico del calo internazionale.

Inoltre, il blocco di tre mesi a Hormuz ha ridotto le riserve petrolifere USA ai minimi dal 1983. Anche l’Europa deve ripristinare le scorte a cui ha dovuto attingere. La Cina, dal canto suo, ha finora calmierato i prezzi globali riducendo gli acquisti e attingendo alle proprie riserve strategiche, ma la sua imminente strategia di riacquisto resta un’incognita.

I flussi di approvvigionamento globali non torneranno immediatamente ai livelli di febbraio 2026. Saranno necessari mesi per normalizzare la produzione nell’area e anni per riparare gli impianti danneggiati dal conflitto. Inoltre, l’intesa del 19 giugno è un memorandum di principi: eventuali intoppi nei successivi negoziati o l’introduzione di pedaggi e tasse doganali potrebbero spingere l’Iran a chiudere nuovamente lo stretto. Nel medio termine, dunque, i prezzi scenderanno ma senza un crollo verticale.

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