Pignoramento sul conto corrente: come funziona e quali sono i limiti

Il debitore inadempiente rischia il blocco del conto corrente, o il pignoramento sul conto. Di cosa si tratta e quali sono i limiti previsti dalla legge? Continua a leggere la guida per conoscere tutte le informazioni.

Revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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  • Il pignoramento sul conto corrente è un tipo di pignoramento presso terzi, con cui il creditore può rivalersi sulle somme presenti sul conto bancario o postale del debitore.
  • Il limite al pignoramento varia in base al tipo di debito, tuttavia la somma pignorabile è quella eccedente al triplo dell’assegno sociale, quindi per il 2023 è 1.509,81 euro.
  • In caso di conto cointestato, è pignorabile solo il saldo pari alla quota del debitore cointestatario.

Il creditore che intende recuperare il credito non pagato dal debitore può procedere con la richiesta di pignoramento sul conto corrente. Si tratta di una forma di pignoramento presso terzi disciplinato dall’articolo 492 del Codice di procedura civile.

Tuttavia, che si tratti di un privato o dell’Agenzia delle Entrate, ci sono alcuni limiti al pignoramento. Per rendere effettivo il pignoramento, il creditore deve seguire una procedura stabilita dalla legge, che prevede diversi passaggi obbligatori.

In questa guida vedremo come funziona il pignoramento sul conto corrente, quali sono i limiti e tutte le informazioni utili sul procedimento giudiziario previsto dalla legge.

Pignoramento sul conto corrente: cos’è e come funziona

I pignoramenti previsti dalla legge sono tre:

  • immobiliare: colpisce case, fabbricati, terreni, uffici e negozi;
  • mobiliare: colpisce beni mobili come auto, moto, barche, gioielli e opere d’arte e di lusso;
  • prezzo terzi: colpisce il conto corrente, lo stipendio o la pensione.

Il pignoramento sul conto corrente, quindi, rientra nella tipologia dei pignoramenti presso terzi. Si tratta di una particolare forma di espropriazione forzata, che ha come oggetto i beni del soggetto debitore in possesso di terzi. In questo caso il “terzo” è la banca in cui il debitore ha il conto corrente.

Il pignoramento funge da “blocco”, e se il debitore continua ad essere inadempiente nei confronti del creditore, terminato il periodo di 60 giorni, nel caso dell’Agenzia della Riscossione, o con i tempi stabiliti dal tribunale, l’importo pignorato andrà accreditato al creditore mediante un provvedimento diretto da parte della banca.

Il procedimento che precede il pignoramento varia in base al tipo di creditore. Ma vediamo nel dettaglio come funziona il pignoramento e quali sono i passaggi previsti.

Pignoramento da parte dell’Agenzia delle Entrate

Nel caso di debiti fiscali, e quindi quando il creditore è l’Agenzia Entrate Riscossione, il pignoramento può essere fatto senza l’autorizzazione del giudice. Infatti, la richiesta di pignoramento viene inoltrata direttamente alla banca in cui il debitore ha aperto il conto corrente 60 giorni dopo la notifica della cartella.

Infatti, la cartella esattoriale rappresenta un atto esecutivo, per cui il debitore ha tempo ulteriori 60 giorni per pagare la somma bloccata.

Una volta trascorso anche questo lasso di tempo, l’Agenzia delle Entrate riceverà la somma dall’istituto di credito che aveva eseguito il blocco.

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Pignoramento da parte di un privato

Per poter diventare esecutivo, al contrario del pignoramento richiesto dall’Agenzia delle Entrate, il pignoramento richiesto da un privato, cittadino o azienda, deve essere preceduto da una notifica di atto di precetto.

Di conseguenza, i passaggi da seguire sono differenti e prevedono diverse fasi. Prima di tutto il creditore dovrà attendere la sentenza di un giudice, e notificare l’atto esecutivo. A questo punto si procede con la notifica dell’atto di precetto, ossia l’intimazione al pagamento entro 10 giorni dalla notifica.

Nel caso in cui neanche dopo i 10 giorni stabiliti dalla legge il debitore ha effettuato il pagamento, a questo punto si notifica il pignoramento, alla quale poi segue l’atto di pignoramento vero e proprio.

Di conseguenza, l’istituto blocca le somme disponibili, e la cifra potrà essere pignorata solamente in seguito a ulteriori disposizioni da parte del Giudice.

Una volta che è stato disposto il pignoramento e, quindi, il blocco del conto corrente, il debitore non potrà più eseguire operazioni come pagamenti o prelievi di contante.

Pignoramento sul conto corrente: i limiti

La legge prevede precisi limiti al pignoramento sul conto corrente. Prima di tutto occorre precisare che il pignoramento può riguardare solamente una somma pari all’importo del credito che deve essere recuperato.

La legge non prevede un importo minimo per cui il creditore può procedere con la richiesta di pignoramento. Tuttavia, vi sono limiti che variano in base al tipo di soggetto pignorato.

1. Lavoratori autonomi e aziende

Ad esempio, nel caso dei lavoratori autonomi e delle aziende non ci sono particolari limiti che impediscono di pignorare l’intero saldo del conto corrente. Gli unici limiti previsti per le società riguardano le eventuali limitazioni previste dal diritto privato legate alla natura giuridica.

Ad esempio, nel caso di un conto corrente intestato a società a responsabilità limitata semplificata, il saldo non può essere aggredito se i debiti sono stati contratti personalmente solamente da un o dei soci della società. Invece, per quanto concerne i limiti per i dipendenti e i pensionati, qui sono previste norme più ferree.

2. Lavoratori dipendenti e pensionati

Nel caso di lavoratori dipendenti o pensionati, può essere aggredito il saldo del conto corrente, ma in tal caso la somma pignorabile è quella eccedente al triplo dell’assegno sociale, somma che corrisponde al minimo vitale.

Di conseguenza, se l’assegno sociale è di 500 euro ed il saldo del conto corrente è pari a 1.000 euro, non è possibile pignorare alcuna somma sul saldo. Invece, se sul conto sono presenti 2.000 euro, in tal caso la somma pignorabile sarebbe di 500 euro, vale a dire 2000 – 1500, ossia 500*3.

Per il 2023 l’assegno sociale è pari a 503,27 euro, di conseguenza il limite è di 1.509,81 euro. Sarà, invece, pignorabile la somma eccedente.

Un ulteriore limite previsto riguarda le somme che vengono accreditate successivamente alla notifica del pignoramento, che sono pignorabili nella misura massima di un quinto.

3. Quando non si può pignorare

Infine, la banca non può pignorare un conto corrente alimentato da:

  • assegni di accompagnamento per disabili;
  • rendite di assicurazioni sulla vita;
  • pensioni di invalidità.

Inoltre, non si può procedere con il pignoramento sui conti correnti in rosso e che hanno un saldo inferiore a tre volte l’assegno sociale.

Pignoramento su un conto corrente cointestato

Ci sono alcuni casi in cui i limiti possono essere inferiori a quelli ordinari, come nel caso del conto corrente cointestato.

Infatti, nell’ipotesi in cui viene pignorato un conto corrente cointestato a due o più persone, di cui il debitore è solamente uno dei due cointestatari, vi sono ulteriori limiti. In questo caso è pignorabile solamente il saldo pari alla quota del debitore cointestatario.

Ad esempio, se il conto è cointestato a due persone, la quota pignorabile è del 50%. Invece, in caso di conto intestato a 4 persone, come nel caso dei conti deposito, la quota pignorabile è pari al 25%.

In questi casi la procedura prevede un passaggio aggiuntivo. Infatti, la Banca che riceve la notifica del pignoramento sul conto corrente, dovrà avvisare del pignoramento il cointestatario estraneo alla procedura esecutiva.

Questo per far sì che possa far valere i suoi diritti e per dare atto dell’esistenza del rapporto cointestato nella dichiarazione al creditore. In questo modo quest’ultimo potrà notificare il pignoramento anche agli altri comproprietari.

Il soggetto cointestatario potrà, inoltre, dimostrare che la sua quota di contitolarità del conto è superiore al 50% in sede di opposizione al procedimento.

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Pignoramento su un conto corrente estero

Avere un conto corrente estero non protegge il debitore dal pignoramento sul conto. Infatti, tutti i beni mobili, inclusi i conti correnti esteri, possono essere aggrediti in caso di pignoramento. Questo principio vale sia per i debiti con il Fisco che per i debiti verso privati.

Tuttavia, in caso di presenza di conti esteri, spesso la criticità risiede nel fatto che si tratta di conti segreti, di cui non si conosce l’esistenza, soprattutto nel caso di istituti di credito stranieri che non sono iscritti all’anagrafe tributaria e non dichiarati al Fisco dal debitore.

Ma con la sentenza della Cassazione nr. 37136 del 26 luglio 2017, è stato deciso che il caso di alienazione dei propri beni mobili per evitare di pagare un creditore, e nel particolare il pignoramento, costituisce un reato assoggettabile a sottrazione fraudolenta del pagamento. Di conseguenza, il reato è punibile in base alla cifra specifica.

Come difendersi dal pignoramento sul conto corrente

Per evitare di subire il pignoramento sul conto corrente, il debitore che riceve la notifica dell’atto di pignoramento può opporsi con ricorso in opposizione alla cartella di pagamento, entro termini perentori stabiliti dalla legge.

In alternativa, il debitore può richiedere una riduzione del debito mediante una negoziazione, con il supporto di un avvocato. Diventa indispensabile conoscere i termini temporali specifici per cui è possibile procedere a difendersi dal pignoramento.

Pignoramento conto corrente – Domande frequenti

Quanto si può pignorare su un conto corrente?

La legge pone un limite al pignoramento sul conto corrente bancario e postale, che può essere pignorato soltanto le somme che eccedono il triplo dell’assegno sociale, vale a dire di 1.509,81 euro.

Cosa succede quando viene pignorato un conto corrente?

Quando il creditore richiede il pignoramento del conto corrente, la banca blocca e somme presenti sul conto finché il debitore non procede al pagamento. Se ciò non avviene, in seguito ad un procedimento da parte del Giudice, le somme bloccate saranno accreditate al creditore.

Quando un conto corrente non è pignorabile?

Il conto corrente non è pignorabile se risulta in rosso, se il saldo è inferiore al triplo dell’assegno sociale, se il conto è alimentato da assegni di accompagnamento per disabili, rendite di assicurazioni sulla vita o pensioni di invalidità.

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Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.
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Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 27 Marzo 2024
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

16 commenti su “Pignoramento sul conto corrente: come funziona e quali sono i limiti”

  1. Salve,un informazione
    Il mio compagno si è ritrovato per una morosità di pagamenti di un condominio di suo padre e madre (che è venuta a mancare ) il conto corrente pignorato.
    Sul conto corrente in questione non c era nulla solo 150 euro e gli soni stati tolti completamente .non dovrebbe superare una certa soglia per poter essere prelevato in parte?se adesso verra accreditato lo stipendio quanto sarà pignorato?e possibile che avvenga il pignoramento al 100 percento?

    Rispondi
    • Buonasera,
      è una situazione da affrontare senz’altro con un legale, per la questione relativa alla successione e quella relativa al pignoramento.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  2. Buongiorno io percepisco dalla mia busta paga il 50% dello stipendio cosiddetto minino vitale che confluisce sul conto corrente in quanto la mia busta paga e pignorata del restante 50% chiedo possono pignorare il conto corrente ugualmente il minimo vitale?

    Rispondi
    • Buonasera,
      probabilmente no. Tuttavia per essere sicuri meglio avere un parere legale.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  3. Buongiorno volevo un’informazione, mio padre deceduto 6 anni fa’ non ha pagato tasse (io ero all’oscuro di tutto ) per un importo totale ad oggi di 8000 euro,bene mi e’ arrivato il pignoramento del conto corrente cointestato (essendo l’unico figlio ed erede) di 8700 euro che la banca ha subito pagato poi dopo un’ora mi sono trovato sul conto ulteriori 12100 euro.
    Ho guardato attentamente sul precetto e questo dice che la somma precettata e di 8000 euro piu aumenta della meta’ ex art.546 c.p.c per un totale 12100, adesso mi ritrovo che hanno prelevato 20 mila euro e sul conto sono sotto di 2 mila euro con l’affito da pagare a breve.
    vi chiedo cosa puo’essere successo perche’la banca ha fatto tutit questi prelievi? poi il ttutto senza avvisarmi?
    Attendo gentilmente risposta nel piu breve tempo possibile grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      precisiamo che le sanzioni tributarie non si trasmettono agli eredi e che se il padre è deceduto è anomalo il fatto che ancora abbia un conto corrente intestato.

      Dovrebbe rivolgersi a un commercialista per regolarizzare la posizione successoria e quella fiscale, dopodiché potrà richiedere il rimborso di somme eventualmente e indebitamente sottratte.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  4. Salve
    Leggo che il limite per un pignoramento su cc è di 1509,81 La mia pensione é inferiore a tale somna sia che si calcoli al lordo e sia al netto
    Perché sul mio cc viene trattenuto un pignoramento?
    Grazie Saluti

    Rispondi
    • Buongiorno,
      il senso del limite è diverso. E’ il valore assoluto al di sotto del quale non si può pignorare.
      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  5. Salve,a seguito di una situazione molto vecchia cui sarebbe molto lunga raccontare sono stato aggredito al pignoramento di piccole somme che disponevo tra libretto postale smart dove veniva accreditata la mia pensione di 622€ postpay e db contocarta prepagata cui usavo solo per piccoli pagamenti online a zero canone ma senza alcun altro conto .Il totale degli importi sono di circa 1100 €.Vorrei sapere se la legge consente di aggredire queste somme. Grazie mille.

    Rispondi
    • Buongiorno,
      riteniamo sia possibile, il riferimento all’articolo è per la giacenza sul conto, non sull’importo minimo. Le consigliamo di valutare la sua pratica con un legale esperto.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  6. Salve ho avuto un pignoramento perché avevo delle bollette rifiuti urbani non pagate ,ora vorrei chiedere io ho solo un bancoposta e attualmente la tengo in rosso però ogni 18 mi arrivano assegno unico da l’inps per i miei figli .secondo voi può essere eseguito il prelievo forzato dall’ente .possono prendersi gli assegni unici?

    Rispondi
    • Buongiorno,
      il pignoramento del conto corrente può avvenire entro certi limiti economici, può verificare questi limiti approfondendo la lettura dell’articolo.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
    • Buongiorno,
      dovrebbe ricevere una notifica. Si consiglia di verificare con un legale se la procedura è stata svolta correttamente.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  7. Buonasera
    ho già il pignoramento del quinto sulla busta paga.
    Un altro creditori mi ha notificato il pignoramento del conto corrente postale dove verso il mio stipendio.
    Il saldo è sempre sotto il minimo vitale, ma quando mi accreditano la busta paga, la posta mi trattiene un ulteriore quinto ?

    Rispondi
    • Buongiorno,
      se il quinto dello stipendio è già pignorato non è possibile andare oltre, in linea di massima. Tuttavia si consiglia un consulto legale per evitare sorprese.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi

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