Imposta di successione e donazioni: tutte le novità della riforma

In attuazione della riforma fiscale, il Governo punta alla modifica di alcune norme sull'imposta di successione e sulle donazioni con l'obiettivo di semplificare i procedimenti.

di Laura Pellegrini

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  • Novità in arrivo sull’imposta di successione e sulle donazioni: il Governo ha approvato un decreto legislativo ad hoc per semplificare le procedure e ridurre la documentazione necessaria.
  • Grazie alla dichiarazione di successione precompilata, che si potrà presentare anche in via telematica, sarà più facile completare la procedura di successione.
  • Le imposte di bollo, quella ipotecaria e catastale potrebbero essere sostituite da un tributo unico da versare in misura fissa.

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera, nella giornata di martedì 9 aprile, ad un decreto legislativo (attuativo della delega fiscale) sulle imposte indirette, esclusa l’Iva: tra le principali novità del provvedimento ci sono delle modifiche all’imposta sulla successione, di registro e sulle donazioni.

Come ha spiegato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, le modifiche apportate dal decreto riguardano le discipline dei trust, del trasferimento d’azienda in ambito familiare, la dichiarazione di successione, la liquidazione dell’imposta e l’adeguamento della disciplina delle donazioni.

Imposta di successione: le novità

Nel recente comunicato stampa1 pubblicato sul sito web del Governo vengono descritte le novità derivanti dal DEF 2024, il Documento di Economia e Finanza, in tema di successione: al primo punto si possono leggere le modifiche apportate al Testo Unico successioni e donazioni.

Vengono semplificate le procedure e le tasse relative ai bolli e al registro, riducendo gli oneri per i cittadini e le imprese. Le franchigie e le aliquote di imposta applicabili, secondo quanto stabilisce il decreto, dipendono dal valore dei beni e dal rapporto di parentela tra disponente e beneficiario all’atto del trasferimento.

Importante è anche la prima precisazione del decreto, che prevede l’applicazione dell’imposta di successione ai trasferimenti di beni e diritti per causa di morte e anche per donazione o a titolo gratuito, “compresi i trasferimenti derivanti da trust e altri vincoli di destinazione”.

Il Governo ha poi eliminato il riferimento all’istituto di affiliazione, chiarendo che ai fini dell’imposta sono considerati parenti in linea retta anche gli affilianti e gli affiliati.

La dichiarazione di successione precompilata

Sempre in tema di semplificazione delle procedure e di riduzione della documentazione da presentare, il Governo ha intenzione di introdurre la dichiarazione di successione precompilata, da presentare entro i 12 mesi dall’apertura della procedura anche in via telematica.

La bozza del provvedimento introduce una sorta di autoliquidazione dell’imposta di successione, che consentirebbe ai contribuenti (compresi i residenti all’estero) di determinare in autonomia l’importo dell’imposta dovuta, senza dover attendere una valutazione da parte dell’Agenzia dell’Entrate (come già previsto, per esempio per le imposte di bollo o le tasse ipotecarie). 

Il pagamento dell’imposta, inoltre, dovrebbe essere effettuato entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione.

Con la dichiarazione telematica, quindi, sarà possibile liquidare in un’unica soluzione le imposte di successione e quelle accessorie, mentre gli altri atti (l’imposta di bollo, quelle ipotecaria e catastale, e i tributi speciali catastali) saranno sostituiti da un tributo unico, da versare eventualmente in misura fissa.

La disciplina del Trust

In materia di successione, la bozza del decreto stabilisce le regole di territorialità per i trasferimenti derivanti da trust e altri vincoli di destinazione, in base alle quali si possono definire due diverse situazioni:

  1. se il promotore del trust è residente in Italia al momento della separazione patrimoniale, l’imposta sarà dovuta su tutti i beni e diritti trasferiti ai beneficiari;
  2. se il promotore è residente all’estero, invece, l’imposta sarà dovuta solo sui beni e diritti trasferiti al beneficiario presenti nel territorio dello Stato italiano.

Un’altra novità che viene introdotta dal decreto, seppur già prevista dalla circolare n. 34/2022 dell’Agenzia delle Entrate sulla tassazione, riguarda la possibilità di versare anticipatamente e volontariamente il tributo al momento del conferimento dei beni, ovvero dell’apertura della successione: ciò sarà valido sia per i trust testamentari, sia per quelli già costituiti.

Come cambiano le donazioni

Per quanto riguarda le regole sulle donazioni invece, le modifiche inserite nel decreto mirano a raggiungere una sorta di uniformità della normativa.

Non cambia nulla per ciò che riguarda le erogazioni liberali, mentre invece si prospetta l’introduzione di una previsione che riguarda la detrazione sulle imposte versate all’estero per la stessa, in relazione a beni esistenti.

L’imposta di donazione rimane quindi all’8% da calcolare sul valore complessivo, ovvero senza applicare alcuna franchigia.

  1. Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n.76, Governo Italiano, governo.it ↩︎
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Laura Pellegrini

Giornalista e content editor

Dopo la Laurea in Comunicazione e Società, ho iniziato la carriera da freelance collaborando con diverse realtà editoriali. Ho scritto alcuni e-book sui bonus e ad oggi mi occupo della redazione di articoli di economia, risparmio e lavoro.

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