Rimborsi 730: ecco quando scattano i controlli

L’Agenzia delle Entrate può effettuare dei controlli preventivi sui modelli 730 prima di effettuare i rimborsi. Ecco quali sono i criteri che fanno scattare i controlli.

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  • I rimborsi del modello 730 sono riconosciuti con la retribuzione del mese successivo a quello in cui il datore di lavoro riceve il prospetto di liquidazione. Per i pensionati, i rimborsi del 730 vengono effettuati dal secondo mese successivo all’invio.
  • L’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli preventivi sulle dichiarazioni dei redditi nel caso in cui ci siano modifiche che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta.
  • I controlli scattano in caso di scostamento dei dati che risultano nei modelli di versamento, nelle certificazioni uniche e nelle dichiarazioni dei redditi relative all’esercizio precedente.

Dopo l’invio dei modelli 730, i contribuenti che hanno versato le imposte in misura maggiore a quanto dovuto, hanno diritto a ricevere le somme a credito mediante i rimborsi. Ma prima dell’invio di questi, l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli.

Infatti, le operazioni di conguaglio a credito spesso richiedono diverso tempo. Tra i casi principali per cui i tempi si allungano riguardano i controlli preventivi da parte dell’Agenzia delle entrate. Annualmente l’Agenzia delle Entrate stabilisce gli elementi di incoerenza.  

All’interno del nuovo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate sono stati pubblicati i criteri per individuare gli elementi di incoerenza che portano l’Agenzia ad effettuare i controlli preventivi del modello 730/2023 che risultano a rimborso. Si tratta di situazioni anomale che richiedono verifiche più approfondite.

Questi criteri includono lo scostamento rispetto alle certificazioni uniche e alle dichiarazioni dell’anno precedente oltre all’incoerenza rispetto alle informazioni inviate da altri enti. In genere sono previste verifiche approfondite anche per i rimborsi 730 che superano l’importo di 4.000 euro.

Rimborsi 730: i controlli dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha tempo fino a quattro mesi per effettuare i controlli preventivi. Per tale motivo i tempi per l’accredito del rimborso IRPEF si allungano. Ma vediamo quali sono i criteri che fanno scattare i controlli sul modello 730/2023 e quando partiranno le operazioni di conguaglio.

La dichiarazione dei redditi effettuata dai contribuenti può risultare:

  • a credito;
  • a debito;
  • neutra.

In caso di risultato a credito, il contribuente ha diritto ad un rimborso del credito, riconosciuto dal datore di lavoro, o dall’ente pensionistico per i pensionati.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato quelli che saranno i criteri per l’individuazione degli elementi di incoerenza che fanno scattare i controlli sui rimborsi del modello 730/2023.

I criteri sono stati stabiliti con il provvedimento del 9 giugno 2023, che attua quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2016.

Gli elementi che fanno scattare i controlli preventivi sui modelli 730/2023 sono:

  • lo scostamento dei dati che risultano nei modelli di versamento, nelle certificazioni uniche e nelle dichiarazioni dei redditi dell’anno precedente;
  • la presenza di altri elementi di incoerenza rispetto ai dati comunicati da enti esterni.

I controlli dell’Agenzia delle Entrate coinvolgono sia i modelli inviati dal contribuente o tramite sostituti d’imposta, sia le dichiarazioni trasmesse tramite CAF o da professionisti abilitati.

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Rimborsi 730: elementi di incoerenza che fanno scattare i controlli

Il provvedimento del 9 giugno 2023 con cui l’Agenzia delle Entrate approva i criteri per individuare gli elementi di incoerenza utilizzati per i controlli sui rimborsi, attua quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2016.

Tale disposizione stabiliva la possibilità, per l’Amministrazione finanziaria, di effettuare controlli preventivi sulle dichiarazioni dei redditi presentate:

  • autonomamente dal contribuente;
  • dal sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale;
  • dai CAF;
  • dai professionisti abilitati.

In base a quanto stabilito dal provvedimento, l’Amministrazione finanziaria può effettuare controlli preventivi in via automatizzata o mediante la verifica della documentazione giustificativa entro 4 mesi:

  • dalla scadenza della dichiarazione dei redditi;
  • dalla trasmissione della dichiarazione, se è avvenuta oltre la scadenza.

Riportando il provvedimento del 9 giugno 2023 qui, vediamo che l’Agenzia delle Entrate stabilisce che i criteri per l’individuazione degli elementi di incoerenza delle dichiarazioni dei redditi modello 730/2023 sono i seguenti:

“Gli elementi di incoerenza delle dichiarazioni dei redditi modello 730/2023 con esito a rimborso, presentate dai contribuenti con modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta, sono individuati nello scostamento per importi significativi dei dati risultanti nei modelli di versamento, nelle certificazioni uniche e nelle dichiarazioni dell’anno precedente, o nella presenza di altri elementi di significativa incoerenza rispetto ai dati inviati da enti esterni o a quelli esposti nelle certificazioni uniche.

È altresì considerato elemento di incoerenza delle dichiarazioni dei redditi modello 730/2023 con esito a rimborso la presenza di situazioni di rischio individuate in base alle irregolarità verificatesi negli anni precedenti”.

Controlli con la dichiarazione precompilata

Come previsto nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, i controlli possono essere rivolti a tutte le dichiarazioni dei redditi, indipendentemente dai soggetti che la presentano.

Quelle viste sopra sono solamente alcune delle tipologie di controllo che possono essere effettuate sulle dichiarazioni fiscali.

Tuttavia, in caso di accettazione dei dati del modello 730/2023 precompilato, senza apportare ulteriori modifiche, l’Amministrazione finanziaria generalmente non effettua controlli aggiuntivi.

Se invece sono apportate delle modifiche, il fisco può decidere di verificare tali cambiamenti applicando controlli specifici.

Modello 730 2023 rimborsi

Quando arrivano i rimborsi 730

I rimborsi IRPEF risultanti dopo l’invio del modello 730/2023 sono erogati sulla busta paga o sulla pensione dei contribuenti rispettando tempistiche differenti.

Infatti, per calcolare la data in cui verranno emessi i rimborsi da parte dell’Agenzia delle Entrate, è necessario considerare la data in cui è stato trasmesso il modello 730/2023. Questo, infatti, è il fattore da cui dipendono i tempi per le operazioni di conguaglio che verranno poi effettuate dal sostituto d’imposta.

In caso di trasmissione della dichiarazione dei redditi entro il 31 maggio, il rimborso viene erogato in busta paga dall’Amministrazione finanziaria a luglio. Tale termine, però, slitta di un mese per i pensionati.

Il rimborso IRPEF risultante dalla presentazione del modello 730 viene effettuato solitamente con la retribuzione del mese successivo a quello in cui il datore di lavoro ha ricevuto il prospetto di liquidazione. Quest’ultimo è il calcolo del credito spettante o del debito d’imposta dovuto.

L’attesa del rimborso è ancora più lunga per i pensionati. Infatti, per i contribuenti pensionati che risultano a credito, le operazioni di conguaglio vengono effettuate a partire dal secondo mese successivo all’invio.

Le date dell’invio dei rimborsi

Le tempistiche per l’invio dei rimborsi spettanti ai contribuenti a credito sono stabilite dal decreto 16-bis del decreto Fiscale n. 124/2019. Questa normativa fissa al 31 maggio la prima scadenza da monitorare.

Grazie al prospetto di liquidazione è possibile gestire le operazioni che conseguono la presentazione della dichiarazione dei redditi. Le date previste per l’elaborazione del prospetto di liquidazione sono le seguenti:

  • 15 giugno per le dichiarazioni presentate entro il 31 maggio;
  • 29 giugno per quelle presentate dal 1° al 20 giugno;
  • 23 luglio per quelle presentate dal 21 giugno al 15 luglio;
  • 15 settembre per quelle presentate dal 16 luglio al 31 agosto;
  • 30 settembre per quelle presentate dal 1° al 30 settembre.

Di conseguenza, dal mese di maggio fino alla fine del mese di settembre, i datori di lavoro sono tenuti a gestire in busta paga gli accrediti e gli addebiti IRPEF dei dipendenti. Lo stesso vale anche per gli enti pensionistici che effettuano le operazioni di conguaglio a partire dal mese di agosto.

Inoltre, occorre ricordare che l’importo a credito risultate al datore di lavoro dal prospetto di liquidazione viene erogato con la prima retribuzione utile, oppure dall’ente pensionistico entro il secondo mese successivo.

Rimborsi 730 – Domande frequenti

In quali casi l’Agenzia delle Entrate effettua i controlli sui modelli 730?

I controlli dell’Agenzia sui modello 730 scattano nel momento in cui si presentano elementi di incoerenza: riguardano lo scostamento dei dati risultanti dai modelli di versamento, nelle certificazioni uniche e nelle dichiarazioni dei redditi.

Quando arriverà il rimborso del 730?

Il rimborso del 730 è corrisposto dal datore di lavoro con la prima retribuzione utile successiva all’arrivo del prospetto di liquidazione fornito dall’Agenzia delle Entrate. Per i contribuenti che hanno presentato il 730 entro il 31 maggio, il rimborso arriva entro il 15 giugno.

Perché non mi è ancora arrivato il rimborso del 730?

Il rimborso del modello 730 può richiedere tempistiche più lunghe in caso di controlli effettuati dall’Amministrazione finanziaria. Inoltre, l’arrivo del rimborso dipende dalla data in cui è stato presentato il modello 730. Scopri di più qui.

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Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.

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