Diventare wedding planner: formazione, requisiti, guadagno e Partita Iva

Per diventare wedding planner la Legge italiana non stabilisce particolari requisiti, ma quando l’attività diventa continuativa bisogna aprire la Partita Iva. Leggi la guida con tutte le informazioni per avviare l’attività di organizzatore di matrimoni.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Diventare wedding planner: formazione, requisiti, guadagno e Partita Iva
  • Il wedding planner è una figura che si occupa dell’organizzazione dei matrimoni, della pianificazione e della logistica dell’evento.
  • Non è previsto secondo la Legge italiana un percorso formativo obbligatorio, ma è consigliabile frequentare corsi specifici offerti dai wedding planner professionisti.
  • Per svolgere la professione di wedding planner in autonomia in modo continuativo è necessario aprire la Partita Iva. Il guadagno può andare dai 1.000 euro ad evento fino a raggiungere cifre anche molto più elevate per singolo matrimonio.

Diventare wedding planner può essere un’ottima idea per quelle persone che amano il mondo delle cerimonie e hanno uno spiccato gusto estetico, oltre ad un’elevata dote di organizzazione. Il wedding planner è una figura professionale in costante evoluzione, legata al mondo delle feste e delle cerimonie.

In genere, per diventare wedding planner e avviare un’attività in proprio diventa necessario aprire Partita IVA. Questa professione oggi è molto richiesta, soprattutto dalle giovani coppie che non hanno il tempo necessario e le competenze adatte per organizzare il proprio matrimonio. Per questo motivo preferiscono affidarsi ad un’agenzia specializzata o ad un professionista.

Chi è il wedding planner e cosa fa

L’espressione inglese “wedding planner” indica la professione dell’organizzatore di matrimoni, una figura che si sta espandendo in Italia negli ultimi anni, ma che è presente già dagli anni Ottanta. Il wedding planner, tuttavia, non si occupa solamente di organizzare i matrimoni e offrire una consulenza alle coppie per il giorno del matrimonio, ma organizza anche feste e cerimonie private di altro tipo.

Di conseguenza, non solo si occupa di organizzare l’evento, ma fornisce anche una consulenza completa su tutti gli aspetti che riguardano la cerimonia, come l’accoglienza degli ospiti, l’intrattenimento e tanto altro. Il wedding planner, quindi, individua la location più adatta per i festeggiamenti e pianifica il ricevimento nuziale, dalla scelta del menù e alle bomboniere, dai fiori all’allestimento della chiesa.

Si tratta, quindi, di una figura professionale che aiuta gli sposi con la pianificazione, organizzazione e gestione del grande giorno. Il suo lavoro si basa sulla sua grande conoscenza del mercato, che consente di guidare gli sposi nella selezione e di suggerire i migliori fornitori, rispettando il budget previsto.

Diventare wedding planner

Cosa bisogna fare per diventare wedding planner: formazione

Per diventare wedding planner professionista non è prevista una formazione specifica. Tuttavia, per esercitare tale professione è molto importante, pur non essendo obbligatorio, seguire un corso di formazione. La Legge italiana non stabilisce un percorso formativo specifico, tuttavia è necessario seguire almeno un corso per imparare il mestiere, aprire la Partita Iva e fare esperienza nel settore.

Un bravo professionista deve formarsi e continuare ad aggiornarsi costantemente per scoprire o persino anticipare le nuove tendenze. Questo, infatti, è un settore che si evolve di anno in anno basandosi soprattutto sulle mode del momento.

I corsi di formazione non solo rilasciano un certificato di partecipazione o di frequenza, ma permettono anche ai professionisti di specializzarsi in un settore specifico. Infatti, in questo ambito si possono distinguere diverse professioni specializzate, come:

  • wedding planner;
  • wedding designer;
  • event planner;
  • wedding coordinator;
  • destination wedding planner.

Pur essendoci oggi numerosi corsi disponibili dedicati alla professione di wedding planner, con nessuno di questi si ottiene una qualifica ufficiale per la professione, in quanto dallo stato non è ancora riconosciuta. Di conseguenza non è richiesto alcun requisito specifico per la formazione.

Ricordiamo, quindi, che ad oggi non è obbligatorio seguire dei corsi per diventare un professionista nell’organizzazione dei matrimoni.

Diventare wedding planner: la Partita Iva

È molto raro che un wedding planner sia dipendente di un’azienda o di un’agenzia. Infatti, in genere lavora come freelancer, e svolge la professione in modo autonomo. Si rivolge, quindi, in modo diretto ai propri clienti. Nel momento in cui l’attività diventa continuativa bisogna aprire la Partita Iva.

L’inquadramento fiscale del wedding planner, tuttavia, dipende dal modo in cui si sceglie di operare, se come consulente indipendente o creando un’agenzia. Si parla in quindi di libero professionista o ditta individuale.

Se decide di operare in autonomia come consulente, viene inquadrato come libero professionista, di conseguenza dovrà aprire Partita IVA, ma senza iscriversi al Registro delle Imprese.

Invece, il wedding planner che vuole avviare un’agenzia sarà inquadrato come ditta individuale con il vantaggio di poter offrire un servizio completo, operando come una vera e propria agenzia. In questo caso, però, la procedura è più lunga e complessa, perché oltre all’apertura della Partita Iva dovrà anche effettuare l’iscrizione al Registro delle Imprese.


Aprire la Partita Iva come wedding planner

In base all’inquadramento fiscale scelto, il procedimento e i costi legati all’apertura della Partita Iva come wedding planner cambiano. I liberi professionisti, infatti, non devono sostenere spese iniziali di grande entità, e possono aprire la Partita Iva online in appena 24 ore. Invece, per le ditte individuali, è previsto un iter più lungo che prevede anche un costo per l’iscrizione alla Camera di Commercio.

Ma per aprire la Partita Iva come wedding planner bisogna anche analizzare altri aspetti. Infatti, al momento della richiesta, attraverso il Modello AA9/12 per le ditte individuali o il Modello AA7/10 Comunicazione Unica, per le società, è necessario comunicare all’Agenzia delle Entrate:

  • il codice Ateco scelto;
  • il regime fiscale adottato;
  • la cassa previdenziale.
Cosa fa il wedding planner

Codice ATECO da wedding planner: quale scegliere?

Il Codice Ateco è un codice numerico a cui corrisponde una specifica attività commerciale appartenente alla classificazione adottata dall’Istat. Per quanto riguarda la figura professionale del wedding planner, il codice Ateco da scegliere cambia in base all’inquadramento fiscale.

Per i wedding planner che lavorano come organizzatori di eventi in prima persona il codice Ateco da scegliere è:

Questo codice Ateco prevede un coefficiente di redditività pari al 67%. Invece, per i wedding planner che lavorano come consulenti freelance il codice Ateco più adatto è:

Il coefficiente di redditività per il codice Ateco 74.90.99 è pari al 78%. Tra le attività incluse in questo codice Ateco ci sono:

  • Attività di intermediazione aziendale, ad esempio per la compravendita di piccole e medie imprese, inclusi gli studi professionali;
  • Attività di intermediazione per l’acquisto e la vendita di licenze d’uso;
  • Attività peritali non inerenti al settore immobiliare o assicurativo (per antiquariato, gioielleria, ecc.);
  • Attività dei periti calligrafici, sommelier, ecc.;
  • Agenzie finalizzate alla ricerca di acquirenti tra gli editori, produttori eccetera per i libri, le opere teatrali, le opere d’arte e le fotografie dei propri clienti;
  • Servizi di gestione dei diritti d’autore e loro ricavi;
  • Gestione dei diritti connessi alla proprietà industriale: licenze, ecc.;
  • Attività degli archeologi;
  • Attività di informazione scientifica di prodotti farmaceutici (ad esempio, farmaci).

La tassazione del wedding planner

Sia i wedding planner liberi professionisti che coloro che istituiscono una ditta individuale possono aderire al regime forfettario e versare l’imposta sostitutiva. Questo regime fiscale prevede l’applicazione di un’aliquota pari al 15% (5% per le startup nei primi 5 anni) sulla base imponibile.

La base imponibile si calcola in base al coefficiente di redditività che varia in base al codice Ateco dell’attività. Quindi, pur essendo uguali le aliquote applicate, i due Codici Ateco che abbiamo visto sopra,  74.90.99 e 96.09.05, prevedono due coefficienti di redditività differenti.

Il primo è pari al 78% mentre per i liberi professionisti è del 67%. Ma vediamo meglio in cosa consiste il regime forfettario e quali sono i vantaggi per i wedding planner.

Regime forfettario per il wedding planner

Come abbiamo appena visto, il regime forfettario offre il grande vantaggio di poter risparmiare sulle tasse. Ma questo non è l’unico aspetto positivo di questo regime contabile che, al contrario, offre un ventaglio molto ampio di agevolazioni.

Un altro aspetto interessante del regime forfettario è la franchigia IVA, che permette al wedding planner di non applicare la maggiorazione del 22% dell’Iva, consentendo ai professionisti e alle ditte individuali di mantenere i prezzi concorrenziali.

Altri vantaggi riguardano anche la gestione della contabilità e gli adempimenti burocratici previsti nel corso dell’anno. La Partita Iva forfettaria, infatti, prevede l’obbligo della fatturazione elettronica solamente se supera un fatturato annuo di 25.000 euro, almeno fino al 2024.

È anche esonerata dagli studi di settore, dalla presentazione dell’esterometro, dalla tenuta della contabilità e dalla registrazione delle fatture. Infatti è sufficiente conservarle e numerarle in ordine progressivo.

Partita Iva wedding planner

Contributi previdenziali del wedding planner

Un’ulteriore differenza tra wedding planner che esercita la libera professione e colui che si costituisce come ditta individuale riguarda l’ambito previdenziale.

Infatti, in base all’inquadramento, cambia la cassa previdenziale a cui fare riferimento. I wedding planner liberi professionisti devono iscriversi alla Gestione Separata INPS, invece il wedding planner che è inquadrato come ditta individuale deve iscriversi alla Gestione Artigiani e Commercianti.

Di conseguenza, sono anche differenti le modalità di calcolo e di versamento dei contributi previdenziali. I wedding planner inquadrati come liberi professionisti devono iscriversi e versare i contributi alla Gestione Separata INPS che sono pari al 25,98% del reddito imponibile.

Invece, per le ditte individuali, i wedding planner con inquadramento da commerciante devono versare i contributi alla Gestione Commercianti e Artigiani dell’INPS. Questa prevede i seguenti contributi previdenziali:

  • per i redditi fino a 15.953 euro: circa 3.850 euro di contributo fisso;
  • per redditi superiori a 15.953 euro: 3.850 euro di contributo fisso più un contributo pari al 24,09% della parte eccedente.

Quanto guadagna un wedding planner

Colui che esercita la professione di wedding panner può guadagnare cifre molto varie, sulla base di quanti matrimoni o cerimonie organizza durante il mese o annualmente. In Italia organizzare un matrimonio può costare da 10.000 a 50.000 euro, per cui il guadagno di un wedding planner può variare tra 1.000 e 75.000 euro a cerimonia.

Si possono quindi raggiungere guadagni molto elevati svolgendo questa professione, sia come freelance autonomo che come ditta individuale. Molto dipende all’esperienza dell’organizzatore, dal tipo di matrimonio, dal numero di servizi che si inseriscono nella cerimonia, come ad esempio il catering, o il servizio fotografico.

Per un wedding planner che è alle prime armi e vuole essere conosciuto, l’ideale è iniziare con il passaparola, e creare una pagina web in cui presentarsi al pubblico. Da questo momento in poi il guadagno è molto variabile anche in base alle capacità di networking del professionista.

Diventare wedding planner – Domande frequenti

Per diventare wedding planner serve la laurea?

No, la Legge italiana non ha stabilito una formazione obbligatoria per diventare wedding planner professionista. Ecco la formazione consigliata.

Quanto guadagna in media un wedding planner?

Il guadagno di un wedding planner varia in base ai costi relativi all’organizzazione del matrimonio, ma può andare dai 1.000 ai 75.000 euro per cerimonia.

Cosa bisogna fare per diventare wedding planner?

Per diventare wedding planner bisogna frequentare un corso, anche se non è obbligatorio, e aprire la Partita Iva se l’attività è continuativa. L’inquadramento fiscale può essere: libero professionista o ditta individuale. Nella guida trovi tutte le differenze.

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 4 Ottobre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.

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