Decreto Omnibus 2026: arriva l’iperammortamento senza limiti e cambia la tassazione di rendite e guadagni

Il nuovo decreto servirà a chiudere i cantieri ancora aperti della delega fiscale contenuta nella manovra 2026

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Decreto Omnibus 2026, le novità annunciate dal viceministro Leo

Il viceministro all’Economia, Maurizio Leo, ha confermato che il governo è al lavoro sul decreto Omnibus 2026. Il provvedimento, per completare l’attuazione della riforma fiscale, si focalizza sulla revisione strutturale dell’iperammortamento, la semplificazione burocratica e interviene anche in materia di giustizia tributaria. Sono diverse le novità che interessano sia le grandi che le piccole e medie imprese, ma anche gli investitori.

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Iperammortamento: cosa prevede il decreto Omnibus 2026

Fino ad ora, l’accesso all’iperammortamento è stato limitato ai beni prodotti all’interno dell’Unione europea, ma il decreto Omnibus prevede di eliminare questo vincolo. L’agevolazione, quindi, scatterebbe indipendentemente dal paese di origine dei beni e coprirebbe anche soluzioni avanzate per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Di conseguenza le imprese, comprese le PMI, potranno acquisire macchinari e software da mercati leader nel settore tecnologico fino ad ora esclusi (come Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud e altri Paesi del G7), dotandosi di software e hardware più avanzati per la transizione.

Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (CNDCEC), per voce del presidente Elbano De Nuccio, ha espresso parere favorevole su questa modifica, sottolineando come risponda a una necessità oggettiva del mercato, data la localizzazione di molti fornitori oltre i confini europei.

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Più semplificazione, meno adempimenti

Un altro obiettivo del decreto è quello della semplificazione burocratica e amministrativa. Il governo vuole cioè creare un quadro di regole certo e chiaro. A tal proposito, è prevista una revisione dei processi di giustizia tributaria, per ridurre i tempi dei contenziosi e aumentare la certezza del diritto per il contribuente. Inoltre, si sta lavorando a una rimodulazione delle scadenze e degli adempimenti, con l’intento di alleggerire il carico di lavoro che grava su imprese e professionisti. Infine, il decreto interverrà sul settore giochi, con un riordino delle regole.

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Novità per la tassazione su rendite e guadagni

In ambito finanziario, la riforma propone una modifica delle modalità di tassazione dei risparmi e degli investimenti finanziari. La novità principale è il passaggio dal criterio del “maturato” a quello del “realizzato”. Fino ad oggi, le tasse vengono calcolate ogni anno sulla crescita del valore dei titoli, anche se l’investitore non ha ancora venduto nulla e, quindi, non ha incassato materialmente il guadagno. Con la riforma, l’imposta verrà applicata esclusivamente nel momento in cui il risparmiatore decide di vendere i propri titoli o di riscuotere il rendimento.

Il decreto prevede poi l’adozione di regole identiche per i fondi mobiliari e quelli immobiliari. Questa armonizzazione facilita la cosiddetta compensazione tra plusvalenze e minusvalenze. Vuol dire che i guadagni ottenuti da un investimento potranno essere compensati più facilmente con le eventuali perdite subite in un altro, pagando le tasse solo sul profitto netto reale.

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Prudenza per i conti pubblici

Il viceministro Leo, durante il suo intervento pubblico all’evento Telefisco, ha comunque ribadito che ogni passo sarà guidato dal principio della prudenza finanziaria. L’Italia non farà ricorso al deficit per finanziare la riforma, una scelta che ha permesso di mantenere lo spread sotto controllo e di uscire positivamente dalle procedure di infrazione dell’Unione europea.

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