Il decreto incentivi MIMIT riscrive le regole per accedere a nuova Sabatini, voucher e contratti di sviluppo: cosa cambia

Ok alla riforma che punta a semplificare l'accesso ai finanziamenti e centra la milestone del PNRR.

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Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo di revisione del sistema degli incentivi alle imprese. Non si tratta di una semplice novità burocratica, ma di un intervento strutturale che cambia l’approccio e le regole per i professionisti e le imprese pianificano investimenti in Italia. Le novità, quindi, interessano chiunque attinge o intende attingere a strumenti di sostegno e aiuti statali (come la nuova Sabatini, i contratti di sviluppo o i voucher per la digitalizzazione).

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Cosa prevede il decreto incentivi MIMIT

L’intervento è stato necessario per allinearsi alle richieste della Commissione europea e assicurare il conseguimento degli obiettivi (milestone) del PNRR. L’obiettivo finale è la creazione di un ecosistema di agevolazioni più razionale, trasparente e fortemente orientato ai risultati attraverso la riorganizzazione della macchina dei bonus e dei finanziamenti pubblici, così da rendere l’accesso alle misure più organico ed efficace.

Il decreto MIMIT interviene in particolare sugli strumenti utilizzati dal tessuto produttivo nazionale per sostenere la competitività e la crescita del tessuto produttivo. Tra i principali rientrano:

  • la nuova Sabatini (per l’acquisto di beni strumentali);
  • i contratti di sviluppo;
  • i voucher (per l’innovazione e la digitalizzazione).

Come dichiarato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il nuovo sistema di incentivi prosegue il percorso di riforma avviato con il Codice degli incentivi, rispettando gli impegni assunti nell’ambito del PNRR e ponendo le basi per completare il riordino di tali strumenti di sostegno con la prossima legge di bilancio.

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Cosa cambia

Ogni imprenditore che ha in corso o sta pianificando una domanda di incentivo deve muoversi conoscendo le tutele introdotte dal decreto. Il testo approvato garantisce la continuità degli strumenti di sostegno agli investimenti. Non c’è rischio di interruzione o di vuoto operativo per le aziende. Le risorse finanziarie già destinate alle imprese sono infatti pienamente salvaguardate.

Chi intende avviare una pratica beneficerà progressivamente di un sistema più semplice, che punta a ridurre la burocrazia per chi scommette su innovazione e crescita. Il percorso di riordino troverà il suo definitivo completamento con la prossima Legge di Bilancio, ma le basi per un accesso più trasparente e snello agli incentivi statali sono ormai ufficialmente tracciate.

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