Controlli fatturazione elettronica, in arrivo pignoramenti mirati e blocco pagamenti: chi rischia

L’amministrazione finanziaria punta sulla tecnologia per superare le procedure tradizionali

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Come previsto dalla manovra 2026, da quest’anno l’Agenzia delle Entrate (AdE) avrà accesso diretto ai dati presenti nei database di fatturazione elettronica dei contribuenti. La definizione dei passaggi tecnici di questo nuovo sistema è fissata a fine marzo 2026, ma i lavori sono già in corso. L’incrocio delle informazioni permetterà al Fisco di intercettare i crediti vantati dai debitori morosi e bloccarli, e partirà dai soggetti che presentano un profilo di rischio più elevato.

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Fatturazione elettronica, come funziona il monitoraggio dei crediti commerciali

Grazie all’accesso diretto al database della fatturazione elettronica, l’agente della riscossione saprà con precisione quali somme il contribuente-debitore deve ancora incassare dai propri clienti e potrà intercettarle prima che entrino nelle sue disponibilità. Nello specifico, attraverso la mediazione dei funzionari delle Entrate, il riscossore riceverà pacchetti informativi semestrali relativi ai corrispettivi delle fatture emesse dai debitori iscritti a ruolo e dai loro coobbligati. Proprio come accade già oggi con la Guardia di finanza e l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, che ricevono questi dati per avviare o portare a termine le operazioni di controllo o di analisi del rischio.

Secondo la relazione tecnica allegata alla manovra 2026, con questo nuovo sistema si punta a raddoppiare l’attuale percentuale di pignoramenti (da 22,3% a 44,6%).

Obiettivi del nuovo meccanismoDati stimati (regime dal 2027)
Efficacia procedure di pignoramento44,6% (dal precedente 22,3%)
Incremento incassi annui da ruoli140 milioni di €
di cui tributi erariali (IRPEF, IRES)80 milioni di €
di cui contributi previdenziali40 milioni di €
di cui altri Enti20 milioni di €
(Fonte: Relazione tecnica alla legge di Bilancio)
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L’analisi del rischio come driver del recupero

Il nuovo sistema di recupero si basa sull’analisi del rischio, che assegna un punteggio di priorità ai diversi profili di debito. In questo modo, l’attività di recupero non sarà più generalizzata, ma si concentrerà prioritariamente su situazioni specifiche.

Chi rischia di più

Verranno selezionati i soggetti che hanno debiti iscritti a ruolo di entità rilevante e non hanno avviato contestazioni legali o piani di rateizzazione dei pagamenti. L’attenzione si focalizzerà su quelli che presentano un flusso costante di fatture verso altre aziende (operazioni B2B), che rappresentano il 55% del patrimonio informativo totale e offrono maggiori garanzie di tracciabilità. In questo modo si vuole rendere la riscossione più efficiente, evitando di disperdere energie su posizioni di minore entità o già in fase di risoluzione, per concentrarsi invece su chi dispone di crediti commerciali pronti per essere intercettati.

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