Contributi agricoli 2026, l’INPS pubblica le aliquote aggiornate e le scadenze F24: cosa cambia e chi deve pagare

Aliquote, reddito convenzionale e importi dei contributi agricoli: la circolare INPS definisce le quattro rate

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L’INPS ha pubblicato le aliquote per il calcolo degli importi dei contributi agricoli obbligatori dovuti per l’anno 2026 da coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali (IAP). L’Istituto ha anche definito le nuove basi di calcolo, stabilendo il calendario delle rate e le scadenze da rispettare.

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Cosa sono i contributi agricoli

I contributi agricoli obbligatori sono versamenti che valgono ai fini dell’assicurazione per invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS) e concorrono a determinare il diritto e la misura della pensione. Oltre alla quota IVS, la contribuzione si compone di altre voci specifiche:

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Come si calcola la base imponibile

La base su cui verranno calcolate le percentuali si chiama reddito convenzionale annuo. Per trovarla, l’INPS moltiplica il reddito medio giornaliero, stabilito ogni anno da un decreto ministeriale (per il 2026 è di 66,86 euro) per il numero di giornate assegnate alla propria fascia di reddito (stabilite dalla legge in base alla dimensione/tipologia dell’azienda).

Le fasce sono quattro:

  • prima fascia, 156 giornate lavorative;
  • seconda fascia, 208 giornate lavorative;
  • terza fascia, 260 giornate lavorative;
  • quarta fascia, 312 giornate lavorative.
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Base di calcolo e importi 2026

L’importo finale che l’agricoltore deve pagare è la somma di quattro componenti distinte:

  • l’aliquota IVS, che per il 2026, come stabilito dalla circolare INPS n. 67 del 18 giugno 2026, è pari al 24% del reddito convenzionale annuo calcolato in base alla propria fascia (per tutte le categorie, senza distinzioni di età o di ubicazione dell’azienda);
  • addizionale giornaliera, una micro-tassa di 0,81 euro a giornata (fino a un tetto massimo di 156 giornate all’anno);
  • contributo di maternità, una quota fissa annuale di 7,49 euro per ogni lavoratore iscritto alla gestione;
  • quota INAIL (assicurazione infortuni), anche questa una quota fissa annuale dovuta solo dai coltivatori diretti, coloni e mezzadri. Gli IAP (imprenditori agricoli professionali) ne sono esenti.
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Agevolazioni e sconti sul totale

I pensionati con più di 65 anni che continuano a lavorare la terra possono richiedere il dimezzamento (riduzione del 50%) dei contributi complessivi. Inoltre, chi ha l’azienda in zone montane o territori svantaggiati gode di uno sconto sulla quota INAIL, pagando 450,12 euro all’anno invece dei 650,00 euro previsti per le zone normali.

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Scadenze F24: quando e come pagare

Il versamento dei contributi obbligatori va effettuato tramite il modello F24. Le deleghe precompilate per il pagamento sono messe a disposizione dei professionisti direttamente all’interno del Cassetto previdenziale del contribuente.

L’INPS ha fissato il pagamento in quattro rate, con le seguenti scadenze ufficiali per il 2026:

  • 16 luglio 2026.
  • 16 settembre 2026.
  • 16 novembre 2026.
  • 18 gennaio 2027 (ultima rata).

Se si interrompe l’attività agricola, i contributi obbligatori si fermano, ma è possibile richiedere il versamento della contribuzione volontaria per non perdere gli anni di anzianità utili alla pensione.

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