Flat tax al 5% per gli under 30 alla prima assunzione, l’emendamento arriva in Senato

La misura si tradurrebbe con un netto in busta paga più elevato.

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Flat tax assunzione under 30 2026

La Lega ha proposto di introdurre una flat tax al 5% per i giovani under 30 alla prima assunzione. Il beneficio sarebbe sperimentale e limitato ai nuovi inserimenti con contratto a tempo indeterminato. La misura è stata inserita tra gli emendamenti segnalati alla commissione Bilancio del Senato in sede di esame della manovra 2026. Non sono stati ancora forniti diversi dettagli, ma i destinatari e la durata sono stati definiti.

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Come funziona la flat tax al 5% per gli under 30 alla prima assunzione

La flat tax proposta dalla Lega non è altro che un’aliquota fiscale sostitutiva del 5% per i giovani under 30 assunti con contratto a tempo indeterminato. Per i lavoratori che abbiano meno di 30 anni al momento dell’assunzione, l’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali verrebbe così fissata al 5% sull’intero reddito imponibile.

Il beneficio verrebbe riconosciuto in via sperimentale. Con una durata iniziale di circa 2-3 anni, andrebbe ad affiancare alla decontribuzione triennale per le imprese che assumono giovani nel 2026. È prevista inoltre l’ipotesi di estendere la platea fino agli under 36 per i casi di “rientro dei cervelli“. Ovvero per i giovani italiani qualificati che tornano dall’estero e vengono assunti in Italia.

Resta da chiarire quali saranno le coperture e le risorse messe a disposizione e se ci saranno dei limiti reddituali per accedere all’agevolazione. L’emendamento è infatti in fase di proposta e dovrà essere approvato nelle commissioni e nelle aule parlamentari. Non sono da escludere, quindi, possibili modifiche. La flat tax al 5%, per essere operativa, dovrà essere definita nel testo normativo e passare l’esame parlamentare, per poi essere inclusa nella manovra 2026 prima della pubblicazione in Gazzetta.

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Cosa cambierebbe rispetto all’attuale regime

Attualmente, un giovane assunto con contratto a tempo indeterminato è soggetto alle aliquote ordinarie dell’IRPEF (più addizionali regionali e comunali). Per i redditi da lavoro dipendente fino a 28.000 euro annui, si applica l’aliquota del 23%. La percentuale sale al 35% (ma dovrebbe scendere al 33% nel 2026) per quelli compresi tra 28.001 euro a 50.000 euro. Per chi guadagna invece più di 50.000 euro l’aliquota applicata è pari al 43%.

Esistono già incentivi contributivi per l’assunzione di giovani. Ad esempio si può richiedere lo sgravio contributivo per assunzioni under 30 alla prima occupazione stabile. Ma non c’è ancora, allo stato attuale, un’aliquota sostitutiva così bassa (del 5%) applicata in modo generale per under 30 neoassunti con contratto a tempo indeterminato.

Con l’introduzione della flat tax al 5%, il reddito da lavoro dipendente verrebbe tassato in misura fissa (non si sa ancora però se entro determinati limiti). Questo significherebbe un netto in busta paga più elevato, con incidenza fiscale molto più bassa rispetto a oggi.

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