A partire dal 3 giugno 2026, le imprese di produzione e distribuzione cinematografica e audiovisiva possono presentare le domande definitive per il riconoscimento del tax credit relativo ai costi sostenuti negli anni 2024 e 2025. L’agevolazione viene riconosciuta solo nel rispetto di precise condizioni e, in alcuni casi, ai beneficiari spetta anche un credito d’imposta aggiuntivo.
Indice
A chi spetta il tax credit cinema
Il credito d’imposta non è solo per chi gira il film, ma copre tutta la filiera. Infatti possono richiederlo le società che si occupano dello sviluppo e della produzione di opere cinematografiche, televisive, web, di animazione, documentari e cortometraggi.
Il tax credit spetta anche ai proprietari di cinema che ristrutturano le sale o investono in nuove tecnologie e alle aziende in generale – anche non del settore – che investono nel cinema. Le stesse regole di accesso valgono anche per le produzioni estere, cioè per le società italiane che forniscono servizi a film stranieri girati in Italia (es. i grandi blockbuster americani a Roma o Venezia).
Requisiti
Condizione necessaria per ottenere l’agevolazione è che l’opera sia riconosciuta come prodotto culturale italiano. In particolare, è il ministero della Cultura (MIC) che valuta se il progetto ha un valore culturale o artistico (esiste un test a punteggio basato su cast, troupe e location). Inoltre, per evitare frodi, ogni euro speso deve essere tracciato e certificato da revisori contabili. Il mancato adempimento di questo obbligo comparta la perdita del beneficio.
Inoltre, la società richiedente deve:
- avere la sede legale nello spazio economico europeo (SEE);
- essere assoggettata a tassazione in Italia;
- avere codice ATECO J 59.1, forma giuridica di società di capitali (sono escluse le associazioni culturali e le fondazioni senza scopo di lucro) e un capitale sociale minimo e patrimonio netto pari o superiore a 40.000 euro (limite ridotto a 10.000 euro per la produzione di soli cortometraggi).
Le nuove aliquote
La percentuale di rimborso sotto forma di credito d’imposta non è fissa, ma varia in base al ruolo dell’impresa nella filiera e al tipo di progetto. L’aliquota di base per i produttori indipendenti è pari al 40% del costo eleggibile della produzione (Fonte: PwC – Cinema Tax Credit). Questa percentuale può scendere al 35% o al 30% per le grandi imprese con elevata capacità finanziaria quando si superano rispettivamente le soglie di costo di 5 milioni e 10 milioni di euro. Per i produttori non indipendenti, l’aliquota massima è del 25%.
Il credito d’imposta si muove all’interno di una forbice che va dal 15% al 40% delle spese complessive sostenute per la promozione e la diffusione delle opere. Per gli investimenti legati alla ristrutturazione, al ripristino o all’adeguamento tecnologico delle sale si applicano invece aliquote ordinarie tra il 30% e il 60%, con tutele particolari per i cinema storici. Infine, chi fornisce servizi a produzioni straniere sul territorio italiano può beneficiare di un’aliquota fino al 40% delle spese ammissibili sostenute in Italia
Tetto massimo
Per garantire una distribuzione equa delle risorse pubbliche ed evitare concentrazioni di fondi su pochi progetti, il ministero prevede un tetto massimo di credito d’imposta concedibile per ogni singolo film o progetto audiovisivo. Nel dettaglio, all’interno dei costi eleggibili del film, il credito d’imposta massimo calcolabile sul compenso di singole figure chiave (come registi, attori principali o sceneggiatori) non può superare i 241.000 euro per ciascun professionista
Come di ottiene il tax credit cinema nel 2026
Per accedere al beneficio l’impresa deve registrarsi sulla piattaforma online DGCOL, gestita dalla Direzione generale cinema e audiovisivo del ministero della Cultura, possedere un indirizzo PEC valido e un dispositivo per la firma digitale.
Prima di avviare o completare i lavori, l’impresa deve presentare una richiesta preventiva che illustra il progetto, il budget stimato e i requisiti culturali dell’opera. Una volta conclusi i lavori e sostenute le spese, si passa alla fase conclusiva (dal 3 giugno 2026 per le spese degli anni precedenti). In questa fase si inseriscono i dati definitivi e la certificazione contabile delle spese effettivamente sostenute.
Completata l’istruttoria ministeriale e pubblicato il decreto di riconoscimento sul sito della Direzione generale, l’impresa può utilizzare il credito d’imposta in compensazione tramite modello F24. Il credito diventa utilizzabile a partire dal giorno 10 del mese successivo a quello della pubblicazione del provvedimento.
Termini e scadenze domanda
La domanda di accesso al credito d’imposta 2026 – come stabilito dal decreto direttoriale n. 1244 del 19 maggio 2026 della Direzione generale cinema e audiovisivo del ministero della Cultura – può essere inviata a partire dalle ore 12 del 3 giugno 2026 e fino alle ore 23:59 del 31 agosto 2026.
Durante questa specifica sessione è possibile presentare sia le richieste preventive (basate sul budget e sui costi previsti) sia le richieste definitive (a consuntivo, basate sui costi effettivamente sostenuti e certificati).













Patrizia Penna
Giornalista professionista