Ricorsi tributari in calo in Italia, ma arrivano nuovi magistrati: chi rischia ora

Mentre i ricorsi crollano, il MEF accelera sulle assunzioni entro l'estate per chiudere le liti

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Secondo i dati del ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), in Italia c’è stato un calo dei ricorsi tributari. Tuttavia, il valore delle controversie resta molto alto. Per questo è stato necessario procedere con il potenziamento dell’organico dei magistrati, così da smaltire rapidamente le pendenze, soprattutto in alcune regioni del Paese.

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Ricorsi tributari in Italia: a quanto corrisponde il calo

Grazie agli investimenti del PNRR e a una spinta decisa verso la digitalizzazione, come riferito da Fiorenzo Sirianni, direttore del dipartimento della Giustizia tributaria del MEF, dai 315.000 nuovi ricorsi degli anni 2006-2007 l’Italia è scesa stabilmente a circa 200.000 del triennio 2023-2025.

Inoltre, nell’ultimo biennio c’è stato un calo del 10% delle controversie pervenute, mentre solo nel 2025 i ricorsi in primo grado sono scesi del 14,6%. Questo trend è proseguito anche nel 2026, anno in cui il primo trimestre ha registrato un calo dell’8,1% rispetto al biennio precedente.

La distribuzione geografica

Nonostante il calo nazionale, il Sud Italia detiene il primato per litigiosità, con la Campania saldamente in testa alla classifica. Per le PMI e i professionisti del Mezzogiorno, il rischio resta elevato: il valore complessivo delle liti pendenti lo scorso anno ha toccato i 24,2 miliardi di euro, suddivisi tra i 16 miliardi del primo grado e gli 8,2 miliardi in appello. Una massa finanziaria enorme che il sistema punta ora a sbloccare attraverso una maggiore efficienza.

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L’arrivo dei nuovi magistrati

La vera notizia per chi ha pendenze aperte con il Fisco è però il potenziamento del corpo giudicante. La riduzione dei ricorsi non significa un allentamento della pressione, ma una maggiore velocità di giudizio. “Il sistema informativo della giustizia tributaria (SIGIT) consente oggi un processo totalmente dematerializzato a supporto della funzione giurisdizionale”, ha spiegato Sirianni. Tuttavia, a supporto della tecnologia, sono state decise nuove assunzioni.

Nel dettaglio, 173 magistrati tributari sono già stati assunti tramite decreto MEF, mentre 177 nuovi magistrati saranno oggetto di un secondo bando entro l’estate 2026 (così da poter arrivare a un organico di 576 magistrati in totale per il 2029 tra primo e secondo grado).

Cosa cambia per chi ha una lite in corso

Il calo dei ricorsi, combinato con l’aumento delle controversie definite (+2,8%), suggerisce che la riforma fiscale e gli strumenti deflattivi stanno funzionando. Tuttavia, per le imprese litigiose – specialmente quelle al Sud – l’arrivo di nuovi magistrati togati e l’utilizzo del SIGIT significano una sola cosa: tempi certi e sentenze più rapide.

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