Decreto bollette, agevolazioni fiscali per l’edilizia e bonus affitto: le misure in arrivo per imprese e famiglie

Nell'agenda parlamentare l'edilizia residenziale pubblica, la regolamentazione dei proventi commerciali e il decreto per il contenimento dei costi di elettricità e gas.

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Decreto milleproroghe 2026 approvato dal Parlamento

Nella giornata di oggi la Camera è stata convocata per discutere di agevolazioni fiscali, edilizia pubblica e riduzione dei costi energetici, con provvedimenti che interessano famiglie e imprese nel breve e nel lungo termine. Oltre all’avvio dei lavori per la conversione in legge del decreto bollette, sono al vaglio un nuovo sostegno per il pagamento dei canoni di locazione nei centri urbani ad alta densità e un disegno di legge relativo alla tassazione dei proventi derivanti dalla vendita di beni.

Rilancio dell’edilizia residenziale pubblica e sostegno alle locazioni

Il primo fronte d’intervento riguarda la proposta di legge C. 1562-A, un testo che introduce una programmazione organica per l’edilizia residenziale pubblica e prevede un pacchetto di agevolazioni fiscali destinate al recupero degli immobili.

Nel dettaglio, si tratta di incentivi diretti per gli interventi di riqualificazione strutturale ed energetica e contributi specifici per il sostegno all’accesso alla locazione, pensati per ridurre l’incidenza del canone sui redditi medi e bassi, specialmente nelle aree metropolitane dove il mercato immobiliare presenta le maggiori criticità.

Decreto energia 2026: competitività e decarbonizzazione industriale

Lunedì 30 marzo è stato avviato anche il processo di conversione del decreto bollette. Il provvedimento introduce un contributo straordinario di 115 euro per i nuclei familiari già percettori del bonus sociale elettrico (che riceveranno in questo modo un sostegno doppio). Rientrano in questa categoria le famiglie che nel 2026 presentano un ISEE inferiore a 9.796 euro o, nel caso di nuclei numerosi con almeno 4 figli a carico, non superiore a 20.000 euro. Sono invece ammessi al contributo extra a prescindere dal reddito, invece, gli utenti in condizioni fisiche vulnerabili, ovvero che necessitano di apparecchiature elettromedicali per il mantenimento in vita.

Per il biennio 2026-2027, inoltre, conferma un contributo fino a 60 euro sulla bolletta elettrica per i soggetti esclusi dal bonus sociale, ma comunque con un reddito ISEE inferiore a 25.000 euro. Lo sconto viene applicato direttamente sulla bolletta elettrica, a copertura dei costi di acquisto dell’energia relativi al primo bimestre utile dell’anno (solitamente le prime fatture del 2026 e del 2027) ed è riconosciuto su base volontaria dalle imprese venditrici di energia elettrica. Le aziende che decidono di farsi carico dello sconto riceveranno un riconoscimento ufficiale. Questo può essere utilizzato nelle loro campagne di marketing e comunicazione per accrescere la propria reputazione, presentandosi come realtà attente al sociale e al sostegno dei consumatori (una sorta di “bollino di sostenibilità sociale”).

Cosa cambia per imprese e PMI

Per alleggerire le fatture elettriche delle imprese italiane, il decreto ha istituito poi un fondo che opererà su un orizzonte di tre anni. Questa misura non peserà sulle casse pubbliche generali, poiché viene finanziata attraverso un prelievo mirato. Le grandi aziende del settore energetico vedranno infatti un aumento di due punti percentuali dell’aliquota IRAP, una sorta di contributo di solidarietà applicato ai profitti della filiera dell’energia.

Il beneficio per le imprese si tradurrà in uno sconto diretto sul costo di ogni megawattora consumato, con un impatto variabile nel tempo. In particolare, nel 2026, grazie a uno stanziamento di 431 milioni di euro, le aziende potranno contare su una riduzione di 3,4 euro per MWh. Nel 2027, invece, il fondo salirà a 500 milioni di euro, portando lo sconto in bolletta a 4 euro per MWh. E infine, nel 2028 è prevista una fase di chiusura della misura con gli ultimi 68 milioni di euro, che garantiranno un risparmio residuo di 0,54 euro per MWh.

Recupero oneri di sistema

Un’altra novità riguarda lo sblocco di 850 milioni di euro, grazie al recupero delle risorse bloccate nelle casse dei distributori di energia. Si tratta degli oneri di sistema che i fornitori incassano dai clienti e che, solitamente, sostano in cassa prima di essere trasferiti agli enti competenti. Ebbene, il provvedimento interviene accorciando questi tempi di giacenza. E grazie a questa semplificazione tecnica, recupera liquidità per restituirla sotto forma di agevolazioni all’intero sistema produttivo. In questo modo verrà garantito – alla generalità delle imprese – uno sconto pari a 6,8 euro per ogni megawattora di energia elettrica consumata.

Gas release e valorizzazione degli stoccaggi

Il decreto interviene infine sulla gestione del metano per contenere i costi energetici. Nel dettaglio, viene semplificata la procedura del cosiddetto gas release per aumentare i volumi di gas estratti direttamente nel nostro Paese e offrirli a prezzi calmierati (ovvero più bassi di quelli di mercato) alle industrie energivore. Inoltre, è prevista una gestione più dinamica del gas conservato nei depositi nazionali da parte di GSE e SNAM. Questo gas stoccato sarà venduto ai prezzi correnti di mercato. I ricavi ottenuti non verranno trattenuti, ma saranno utilizzati per abbattere gli oneri generali e altre componenti delle tariffe del gas. In questo modo, il beneficio economico non riguarderà solo i grandi impianti, ma si rifletterà positivamente sulle bollette di tutte le imprese.

Per abbassare il prezzo finale dell’elettricità, il governo ha inoltre previsto un sistema di rimborsi che copriranno una parte dei costi del gas e delle relative spese di trasporto. Nello specifico, il rimborso sul costo del combustibile sarà calcolato da ARERA entro i limiti del valore dei permessi di emissione (ETS). Tuttavia, poiché si tratta di un intervento che incide sulle dinamiche di mercato, la misura è attualmente in attesa del via libera definitivo da parte della Commissione europea.

Nuove regole per la vendita di prodotti

Infine, i lavori in aula interesseranno anche il disegno di legge C. 1704-A, che disciplina la destinazione dei proventi derivanti dalla vendita di beni. Questa norma punta a creare un perimetro chiaro per la gestione dei flussi finanziari in contesti specifici di vendita, garantendo una maggiore tracciabilità e una destinazione vincolata delle risorse a fini di utilità pubblica o sociale. Per le imprese, ciò si traduce in una necessaria revisione delle procedure di rendicontazione per garantire la conformità con i nuovi standard di trasparenza commerciale.

Quando entrano in vigore le nuove disposizioni

Le tempistiche per l’effettiva operatività delle norme variano. Le misure relative ai contributi straordinari in bolletta (i 115 euro per i nuclei vulnerabili e i 60 euro per le fasce ISEE fino a 25.000 euro) sono già entrate in vigore il 21 febbraio 2026, giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Tuttavia, l’iter parlamentare avviato il 30 marzo è fondamentale per la conversione in legge. Le Camere hanno tempo fino al 21 aprile 2026 per confermare il testo, pena la decadenza dei benefici. Per le imprese, lo sconto calcolato sui megawattora consumati inizierà a riflettersi nelle fatture relative al primo bimestre utile dopo la definizione delle modalità attuative da parte di ARERA.

Diversa è la situazione per la proposta di legge sulla programmazione edilizia (C. 1562-A) e per il disegno di legge sulla destinazione dei proventi (C. 1704-A). In questi casi si tratta di leggi ordinarie che richiedono il completamento dell’intero ciclo legislativo (Camera e Senato). Per quanto riguarda edilizia e locazioni, l’entrata in vigore è prevista entro la metà del 2026, una volta ottenuta la firma del presidente della Repubblica e trascorsa la canonica vacatio legis di 15 giorni dalla pubblicazione.

Sulla trasparenza proventi, invece, il legislatore sta valutando una clausola di salvaguardia che sposti l’obbligatorietà delle nuove rendicontazioni al 1° luglio 2026, per evitare impatti improvvisi sulle catene di distribuzione. In questo modo le imprese avrebbero più tempo per adeguare i processi interni.

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