Scadenze fiscali contributi CNPR 2026: date, importi minimi e pagamenti per ragionieri ed esperti contabili

Le date, gli importi e come pagare i contributi previdenziali Cnpr 2026 per ragionieri e periti commerciali.

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A breve è prevista la scadenza della seconda rata degli iscritti alla CNPR, acronimo di Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei ragionieri e periti commerciali, l’ente privato che gestisce la previdenza e l’assistenza per i professionisti iscritti all’albo dei ragionieri commercialisti e degli esperti contabili. Oltre alla raccolta dei contributi e alla liquidazione delle pensioni, l’ente organizza eventi (come il CNPR Forum) per discutere temi legati al sistema fiscale, all’occupazione giovanile e alla competitività delle imprese italiane.

L’iscrizione al CNPR obbliga i contribuenti al pagamenti di diverse tipologie di contributi nel rispetto delle scadenze fiscali previste dal regolamento interno, per evitare l’applicazione di sanzioni e interessi. Ecco l’elenco completo degli importi e delle date da segnare per il 2026?

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Scadenze fiscali contributi CNPR 2026

Tipo di versamentoScadenza
Prima rata15 febbraio 2026
Seconda rata15 aprile 2026
Terza rata16 giugno 2026
Quarta rata16 luglio 2026
Invio modello A/19 (redditi e volumi di affari prodotti nell’anno precedente)31 luglio 2026
Quinta rata16 settembre 2026
Sesta rata16 ottobre 2026
Settima rata16 dicembre 2026
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Chi deve iscriversi a CNPR

La Cassa nazionale di previdenza e assistenza in favore di ragionieri e periti commerciali, meglio conosciuta come Cassa ragionieri, è una cassa previdenziale professionale di categoria che raccoglie i contributi in vista della pensione futura dei lavoratori iscritti. Inoltre, fornisce servizi di pensionamento e assistenza per i ragionieri e gli esperti contabili, garantendo una sicurezza finanziaria post-carriera.

L’iscrizione a CNPR è obbligatoria per tutti i ragionieri e gli esperti contabili iscritti nelle sezioni A e B dell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. I dottori commercialisti, invece, fanno capo alla CNPADC (Cassa nazionale di previdenza e assistenza dottori commercialisti). Coloro che risultano iscritti a più albi professionali possono scegliere a quale cassa versare i contributi previdenziali.

Il versamento dei contributi previdenziali alla Cassa ragionieri rappresenta un obbligo fondamentale per tutti i professionisti del settore, così come la presentazione della dichiarazione ai fini contributivi. Il mancato rispetto dei termini e delle scadenze comporta l’applicazione di sanzioni.

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Quali sono i contributi CNPR da versare ogni anno

I contributi previdenziali CNPR per ragionieri e periti commerciali sono divisi in tre categorie:

  • contributi soggettivi, pari al 12% del reddito professionale netto;
  • contributi integrativi, pari al 4% del volume d’affari;
  • contributo di maternità, con un importo fisso obbligatorio per tutti gli iscritti.

I professionisti iscritti alla cassa sono tenuti al versamento di alcuni importi minimi, indipendentemente dal reddito prodotto. Tali importi vengono modificati ogni anno in base all’andamento dell’inflazione.

Contributo soggettivo

Il contributo soggettivo si calcola in misura proporzionale al guadagno conseguito nell’anno precedente, ovvero applicando una percentuale variabile (dal 15% al 25%) in base al reddito netto professionale.

Per l’anno 2026 è stato fissato un contributo soggettivo minimo pari a 3.771,10 euro che corrisponde a un reddito minimo di 25.140,68 euro. I nuovi iscritti, al di sotto dei 38 anni di età, hanno diritto alla riduzione dei contributi al 50% per un massimo di 7 anni dalla prima iscrizione.

Esiste anche un contributo soggettivo supplementare determinato applicando una percentuale pari allo 0,75% sul reddito netto professionale prodotto nell’anno precedente, con minimo di 636 euro, che corrisponde ad un reddito minimo di 84.800 euro.

Contributo integrativo

Il contributo integrativo si calcola applicando una percentuale del 4% sul volume d’affari e solitamente si inserisce nella fattura del cliente. L’importo minimo per il 2026 è pari a 936,06 euro.

Contributo di maternità

Il contributo di maternità è obbligatorio per tutti gli iscritti e ha un importo fisso che può variare di anno in anno: per il 2026 ammonta a 12 euro.

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Come si calcolano i contributi per ragionieri commercialisti

Tipo di contributoImporto/aliquota 2026Base di calcoloDeducibilità
Contributo soggettivo minimo3.771,10 euroReddito professionaleDeducibile
Contributo integrativo minimo936,06 euroVolume d’affariDeducibile (se rimane a carico del ragioniere)
Contributo soggettivo15% – 25%Reddito professionaleDeducibile
Contributo integrativo4%Volume d’affariDeducibile (se rimane a carico del ragioniere)
Contributo maternità12 euro–Deducibile
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Come pagare i contributi CNPR 2026

La riforma del regolamento della cassa ragionieri ha introdotto modalità e scadenze per il pagamento dei contributi più flessibili: è possibile versare le quote in un massimo di sette rate annuali. Il saldo è previsto nel mese di dicembre.

I pagamenti si possono effettuare sfruttando diverse modalità online e offline:

  • tramite la piattaforma PagoPA, direttamente all’interno dell’area riservata del portale web della cassa;
  • utilizzando il modello F24, disponibile sul sito web dell’Agenzia delle Entrate;
  • tramite bonifico bancario o postale, specificando nella causale il codice fiscale (proprio e non dello studio), il codice tributo, l’anno iniziale e l’anno finale.

Le sanzioni per il ritardo dei versamenti

Come avviene per ogni cassa previdenziale, il ritardo nel pagamento dei contributi comporta l’applicazione di sanzioni civili e interessi di mora. Il ritardo nel pagamento dei contributi soggettivo, supplementare, integrativo o di maternità comporta l’applicazione di un interesse pari al tasso legale +2% dell’importo dovuto. Agli stessi contributi, e al contributo soggettivo, si applica inoltre una sanzione pari al:

  • 1% mensile del contributo dovuto, se il pagamento avviene entro 365 giorni dopo la scadenza;
  • 2% mensile a partire dal 366esimo giorno dopo la scadenza.

L’importo della sanzione in ogni caso non può superare il 60% dell’importo dei contributi dovuti e non versati. La sanzione viene ridotta a un ottavo se il pagamento avviene entro 60 giorni dalla scadenza, oppure viene ridotta a un quinto se effettuato entro il 120esimo giorno dalla scadenza.

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Laura Pellegrini

Giornalista e content editor

Dopo la Laurea in Comunicazione e Società, ho iniziato la carriera da freelance collaborando con diverse realtà editoriali. Ho scritto alcuni e-book sui bonus e ad oggi mi occupo della redazione di articoli di economia, risparmio e lavoro.

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