Sciopero treni 11 marzo, quanto dura lo stop: chi si ferma, corse a rischio e fasce orarie garantite

L'agitazione si inserisce in un contesto di confronto sindacale relativo al comparto ferroviario e colpirà l'intera rete nazionale.

Adv

sciopero treni 3 ottobre

Oggi, mercoledì 11 marzo 2026, è stato indetto uno sciopero nazionale del personale di Italo treni, proclamato dalla sigla sindacale UILT-UIL. L’astensione dal lavoro, formalizzata il 1° marzo scorso, avrà una durata di 8 ore. Sebbene rimangano salvaguardate le fasce di garanzia, il blocco è stato confermato nelle ore che più interessano professionisti e pendolari che utilizzano i mezzi per spostamenti interurbani e meeting di giornata.

Sciopero treni 11 marzo 2026, chi si ferma

Lo sciopero coinvolgerà, dalle ore 9:01 alle ore 16:59, i lavoratori operativi sui treni e nelle stazioni della rete servita da Italo. Sono principalmente a rischio i collegamenti sulla lunga percorrenza, con potenziali ripercussioni sulla puntualità e sulla continuità del servizio lungo la dorsale AV (Alta Velocità). Non è escluso, inoltre, che il servizio subisca variazioni già prima dell’inizio ufficiale e nelle ore immediatamente successive al termine dello sciopero. In ogni caso, i treni in partenza entro l’orario di inizio dello sciopero devono arrivare a destinazione finale, purché questa sia raggiungibile entro un’ora dall’inizio della protesta

Quali sono le fasce orarie garantite

Poiché l’astensione del personale di Italo NTV è programmata esattamente dalle ore 9:01 alle ore 16:59, l’agitazione si colloca interamente al di fuori dei periodi di tutela obbligatoria, che sono i seguenti: mattina dalle ore 6 alle ore 9; sera dalle 18 alle 21.

Come richiedere il rimborso del biglietto

Qualora il treno venisse soppresso, il viaggiatore può scegliere tra rimborso o riprogrammazione del viaggio. La restituzione del 100% del prezzo del biglietto senza trattenute spetta se si rinuncia alla partenza. Al contrario, è possibile optare per la prosecuzione del viaggio il prima possibile, scegliendo tra gli orari e i giorni successivi disponibili, senza costi aggiuntivi.

Qualora il viaggio venga portato a termine ma il convoglio giunga a destinazione in ritardo, Italo prevede un sistema di indennizzo proporzionale al disagio subito. Nello specifico, per ritardi compresi tra i 60 e i 119 minuti, il passeggero ha diritto a un ristoro pari al 25% del costo del biglietto. L’importo sale al 50% se il ritardo supera i 120 minuti.

È bene precisare che l’indennizzo per ritardo è spesso automatico. Per i clienti iscritti al programma fedeltà Italo Più, viene solitamente accreditato sotto forma di “borsellino Italo” entro 30 giorni dall’evento. I passeggeri non registrati ricevono invece un voucher monetizzabile tramite il portale web della società.

Il rimborso per rinuncia al viaggio, invece, va sempre richiesto. Per i biglietti acquistati sul sito ufficiale o tramite l’app Italo, la richiesta può essere inoltrata nella sezione “gestisci prenotazione” o “i miei viaggi”. In molti casi di sciopero nazionale, il sistema abilita la funzione di rimborso automatico senza penali, che viene riconosciuto tra i 7 e i 30 giorni successivi alla data dell’evento.

Chi ha acquistato il titolo di viaggio presso le biglietterie Italo in stazione o nelle agenzie di viaggio autorizzate, deve presentare richiesta direttamente presso il punto vendita.

I motivi della protesta

La mobilitazione del personale di Italo è conseguente a una serie di tensioni legate al rinnovo del contratto collettivo (CCNL) mobilità/attività ferroviarie. La sigla UILT-UIL, promotrice dello sciopero, ha sottolineato come la trattativa con l’azienda abbia raggiunto un punto di stallo. Il fulcro del dissenso risiede nella richiesta di un adeguamento salariale che rispecchi l’aumento del costo della vita e l’impegno professionale. I sindacati denunciano un gap retributivo rispetto agli standard di settore, puntando il dito contro la mancata definizione di indennità accessorie e la gestione del servizio mensa.

Inoltre, viene richiesto un potenziamento delle tutele genitoriali e dell’organico. Secondo le rappresentanze, l’attuale configurazione degli organici non sarebbe sufficiente a tutelare i lavoratori.

Autore
Foto dell'autore

Redazione

Il team editoriale di Partitaiva.it

Siamo un team di giornalisti, consulenti, commercialisti e altri professionisti che ogni giorni si occupano di temi legati al lavoro, fisco, economia, previdenza e finanza.

Lascia un commento

Continua a leggere

Iscriviti alla Newsletter

Il meglio delle notizie di Partitaiva.it, per ricevere sempre le novità e i consigli su fisco, tasse, lavoro, economia, fintech e molto altro.

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.