Il mondo dell’e-commerce globale si prepara a una rivoluzione fiscale che colpirà direttamente le tasche dei consumatori europei. L’Unione europea ha dato il via libera a una nuova misura che introduce un dazio doganale fisso di 3 euro – e non più 2 euro – su tutti i pacchi provenienti da Paesi extra-UE (come Cina, Stati Uniti o Regno Unito) con un valore inferiore ai 150 euro. Questa decisione segna la fine di un’era per le piattaforme di fast commerce e per i piccoli acquisti transfrontalieri che, fino ad oggi, beneficiavano di una franchigia sui dazi doganali per i beni di modesto valore.
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Tassa sui pacchi, la fine dell’esenzione sotto i 150 euro
Fino a questo momento, i pacchi con un valore intrinseco inferiore a 150 euro erano soggetti esclusivamente al pagamento dell’IVA, ma erano esenti dai dazi doganali. La nuova normativa elimina questo privilegio, introducendo un contributo forfettario di 3 euro per ogni singola spedizione. L’obiettivo dell’Unione europea è duplice:
- proteggere il mercato interno, ovvero contrastare la concorrenza aggressiva dei giganti dell’e-commerce asiatici che inondano il mercato europeo con prodotti a bassissimo costo;
- snellire le procedure di sdoganamento, evitando calcoli percentuali complessi su milioni di piccoli colli che transitano ogni giorno nelle dogane europee.
L’impatto sui consumatori e sui giganti del web
La misura colpirà in modo particolare gli utenti di piattaforme popolari come Temu, Shein e AliExpress, dove il valore medio del carrello è spesso contenuto. Un rincaro di 3 euro su un acquisto di 10 o 20 euro rappresenta una percentuale significativa che potrebbe scoraggiare l’acquisto compulsivo di piccoli oggetti.
Inoltre, il dazio di 3 euro si sommerà all’IVA già prevista, rendendo meno conveniente l’importazione diretta per i consumatori finali e spingendo potenzialmente le aziende extra-UE a stoccare le merci direttamente in magazzini situati all’interno del territorio europeo per evitare il balzello ai propri clienti.
Quando entra in vigore?
L’introduzione della tassa fa parte di una più ampia riforma doganale dell’UE volta a rendere il sistema più digitale e trasparente ed entrerà in vigore dal 1° luglio 2026. Infatti, sebbene l’accordo politico sia stato raggiunto, l’implementazione tecnica richiede tempi più lunghi per l’adeguamento dei sistemi informatici delle dogane e dei corrieri espresso, che saranno incaricati della riscossione del dazio al momento della consegna o tramite le piattaforme di vendita.













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it