Global minimum tax, aggiornati i sistemi: come funziona la tassa globale sulle imprese

Con l'inizio di aprile 2026, il sistema è stato ufficialmente attuato grazie al rilascio degli strumenti software per la compilazione dei modelli fiscali.

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La Global minimum tax (GMT), entra nella sua fase operativa. Nota anche come pillar two del quadro Ocse/G20 del 2021, si tratta di un’imposta minima del 15% applicabile a tutte le multinazionali. L’Agenzia delle Entrate ha rilasciato due software gratuiti per permettere proprio a questi gruppi adempiere ai nuovi obblighi, riconoscendo anche quali sono i casi di esenzione.

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Che cos’è e come funziona la Global Minimum Tax

La Global Minimum Tax è un sistema di tassazione minima del 15% rivolto a gruppi multinazionali o nazionali con un fatturato consolidato annuo di almeno 750 milioni di euro. Scatta quando l’aliquota effettiva di tassazione (ETR) in una determinata giurisdizione è inferiore al 15%. Quindi può essere considerata un’imposta integrativa.

questo meccanismo si mette in pratica in tre modi diversi, a seconda di chi deve pagare. Nel dettaglio, se una casa madre italiana ha delle sedi all’estero che pagano poche tasse (sotto il 15%), è la capogruppo in Italia a dover versare la differenza allo Stato italiano. In questo caso va versata l’imposta minima integrativa (IIR). A questa si affianca l’imposta minima nazionale (QDMTT), che serve a garantire che le sedi italiane dei grandi gruppi raggiungano sempre la soglia del 15% di tassazione. In questo modo, l’Italia incassa direttamente l’imposta dovuta sulle attività presenti sul proprio territorio.

Infine, è previsto il versamento di un’imposta minima suppletiva (UTPR) quando l’imposta integrativa non è stata riscossa in altri Paesi. Serve a recuperare la tassazione mancante, assicurando che nessun profitto sfugga al prelievo minimo globale.

La proposta dell’Osce

Il progetto iniziale dell’Osce, presentato nel 2021, si inseriva in un contesto politico favorevole. L’accordo fu firmato da oltre 140 Paesi, tra cui tutti gli Stati dell’Unione europea, il Regno Unito, la Norvegia, l’Australia, il Canada, la Corea del Sud e il Giappone. Il sistema si reggeva su due pilastri:

  • la rilocalizzazione della tassazione, con l’imposizione fiscale avviene dove le multinazionali generano i loro profitti, non solo dove hanno la sede legale;
  • l’introduzione di una tassa minima effettiva globale del 15%, da applicare a livello di gruppo, indipendentemente dal luogo in cui si localizzano le società.

Oggi, 22 dei 27 Paesi membri hanno già recepito in modo completo la global minimum tax. In Lituania, le normative sono ancora in fase di bozza mentre in Slovacchia due delle tre componenti del tributo sono state posticipate, data la scarsità di grandi gruppi aziendali nel Paese. Invece,  Malta, Lettonia ed Estonia hanno preferito ritardare le misure di adozione al 2030.

In Italia, la tassa è stata recentemente inserita nel riassetto del sistema fiscale tramite il decreto legislativo 209/2023, accompagnato da vari decreti attuativi. Tuttavia, il sistema di tassazione delle imprese multinazionali pensato dall’Osce sembra sgretolarsi. Durante l’ultimo G7, Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia e Regno Unito hanno accettato l’esenzione delle multinazionali USA, comprese le cosiddette big tech, dalla global minimum tax.

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Modalità di trasmissione

L’ordinamento italiano ha stabilito un iter rigoroso per la trasmissione dei dati necessari, basato sulla distinzione tra tre tipologie di documenti:

  • la comunicazione rilevante, che costituisce il documento principale in cui viene descritta la struttura del gruppo e vengono esposti i calcoli analitici per la determinazione dell’imposta e la sua ripartizione tra le diverse giurisdizioni.
  • il modello di notifica, che serve a individuare ufficialmente quale entità del gruppo è incaricata di trasmettere la Comunicazione Rilevante. Questo passaggio è fondamentale nei casi di esonero, ovvero quando la capogruppo invia i dati in un altro Paese che ha attivi accordi di scambio di informazioni con l’Italia.
  • la dichiarazione fiscale, che rappresenta l’atto conclusivo per la liquidazione effettiva delle tre imposte (integrativa, nazionale e suppletiva). Si tratta di un modello semplificato rispetto alla Comunicazione, focalizzato sui dati necessari al versamento del tributo.

I modelli devono essere inviati esclusivamente in via telematica attraverso i canali dell’Agenzia delle Entrate, direttamente dall’impresa o tramite un intermediario abilitato. Per facilitare l’adempimento agli obblighi previsti dalla legge, sono stati rilasciati gratuitamente due applicativi sul sito AdE, ovvero:

  • NotificaGlobe, strumento dedicato alla compilazione del modello di notifica per individuare il soggetto incaricato di trasmettere la comunicazione rilevante;
  • DichiarazioneGlobe, servizio specifico per il modello di dichiarazione fiscale relativo alle tre imposte minime (integrativa, suppletiva e nazionale).

Un’impresa italiana può essere esonerata dalla comunicazione eilevante se la capogruppo la invia in un Paese con cui l’Italia ha un accordo di scambio informazioni, a patto di presentare regolarmente il modello di notifica

ModelloFunzione PrincipaleRiferimento Normativo
Comunicazione RilevanteIllustra la struttura del gruppo e i calcoli dell’imposizione.Art. 51, dlgs 209/2023
Modello di NotificaIndividua chi trasmette la Comunicazione (per conto del gruppo).DM 25 febbraio 2025
Dichiarazione FiscaleLiquidazione delle imposte (integrativa, suppletiva, nazionale).DM 7 novembre 2025
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Scadenze 2026: le date da segnare

La presentazione dei flussi documentali deve avvenire entro il 15° mese successivo alla chiusura dell’esercizio di riferimento. Per il primo anno di applicazione, il termine è esteso al 18° mese successivo alla chiusura dell’esercizio, offrendo un margine temporale maggiore per la prima gestione dei dati. La normativa stabilisce inoltre che, indipendentemente dalla durata dell’esercizio, la prima scadenza utile per l’invio non può comunque essere anteriore al 30 giugno 2026.

Autore
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Cristina Siciliano

Giornalista e scrittrice

Giornalista pubblicista, classe ‘97, con una solida formazione classica. Dopo la laurea conseguita con lode in Filologia Moderna, ho frequentato un Master in giornalismo politico-economico multimediale presso la 24ORE Business School. Ho collaborato con testate nazionali, come Leggo.it, e locali. Sono autrice del libro Breviario del silenzio: tra anima e parole, edito da Affiori, marchio di Giulio Perrone Editore.

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