Decreto Milleproroghe 2026 in GU, confermato il fondo per PMI e la proroga dei bonus: le novità

Il testo contiene misure che riguardano imprese, professionisti, ma anche fisco, giustizia e famiglie.

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Decreto milleproroghe 2026 approvato dal Consiglio dei ministri

Il decreto Milleproroghe 2026 convertito in legge è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Tra le novità, introdotte dal provvedimento, diverse interessano le imprese , specie le piccole e medie e quelle del comparto turistico. Ci sono poi interventi che coinvolgono famiglie e territorio e aggiornamenti relativi al Codice della strada, al mondo fiscale e al comparto giustizia. Confermato invece nel 2026 il fondo di garanzia PMI e i bonus donna, giovani e ZES.

Sostegno a imprese: le novità del decreto Milleproroghe 2026

Con il Milleproroghe il governo ha deciso di mantenere il Fondo di garanzia per le PMI, garantendo l’accesso facilitato al credito, a professionisti e piccole e medie imprese, fino al 31 dicembre 2026. Viene prorogato inoltre al 31 marzo 2026 il termine entro cui piccole e microimprese, incluse quelle dei settori del turismo e della somministrazione, possono stipulare polizze assicurative contro i rischi catastrofali. In questo modo le aziende tenute a rispettare quest’obbligo avranno più tempo per adeguarsi e fare una scelta più consapevole (valutando, senza fretta, le coperture assicurative più valide.).

Proroga bonus assunzioni

Con un emendamento alla versione originaria, il testo convertito in legge e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 febbraio 2026 proroga i bonus per le assunzioni di donne, giovani under 35 e lavoratori over 35 nell’area ZES.

In particolare, il bonus donne è stato prorogato fino al 31 dicembre 2026 per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici considerate svantaggiate, ovvero donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi. Il periodo di disoccupazione minimo richiesto per accedere all’agevolazione scende a 6 mesi se si tratta di donne residenti nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna) o lavoratrici (ovunque residenti) ma impiegate in settori o professioni dove il tasso di disparità uomo-donna supera il 25%. L’incentivo prevede l’esonero totale (100%) dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro fino a un tetto di 650 euro mensili (7.800 euro annui) per 24 mesi.

I bonus assunzioni per giovani e regioni ZES, invece, si possono richiedere per le assunzioni effettuate fino al 30 aprile 2026. Nel primo caso, lo sgravio contributivo è rivolto agli under 35 (fino a 34 anni e 364 giorni) che non sono mai stati occupati a tempo indeterminato in precedenza. Se l’azienda dimostra che c’è stato un incremento occupazionale spetta lo sgravio totale dei contributi (100% fino a un massimo di 500 euro mensili). Senza incremento, invece, la percentuale scende al 70%. In entrambi casi, copre un periodo massimo di 24 mesi.

Ale imprese operanti nelle aree ZES Sud (ovvero Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna), l’INPS riconosce invece un esonero totale dei contributi fino a 650 euro mensili , per l’assunzione di lavoratori over 35 disoccupati da almeno 24 mesi. Il bonus è riservato inoltre a datori di lavoro privati con un massimo di 10 dipendenti nel mese di assunzione. È gestito dall’INPS, che lo riconosce su domanda e fino ad esaurimento fondi.

Famiglie e territorio: contributi estesi e più tempo per l’autonomia differenziata

Per i cittadini colpiti da calamità naturali, il decreto prolunga fino al 31 dicembre 2026 il contributo per l’autonoma sistemazione (CAS), il sostegno economico riconosciuto a chi ha dovuto lasciare la propria abitazione a causa di danni o rischi di inagibilità. Viene estesa alla stessa data anche la scadenza per decidere quali sono i servizi essenziali minimi garantiti (chiamati LEP) che lo Stato deve assicurare a ogni cittadino, da Nord a Sud. È un passaggio fondamentale questo per portare a termine la riforma sull’autonomia differenziata delle regioni, che in questo modo viene rimandata. Prima di concedere più autonomia ai singoli territori, infatti, bisogna stabilire con precisione quali diritti (come la sanità, la scuola o i trasporti) devono essere uguali per tutti.

Il decreto rinnova pure il bonus per l’occupazione nella ZES meridionale e gli incentivi all’autoimpresa nei settori tecnologici e della transizione ecologica. Sul fronte sicurezza, invece, arriva la proroga per stipulare le polizze contro i rischi catastrofali.

Nuove assunzioni a scuola

Il decreto prevede, anche per l’anno scolastico 2026-2027 le assunzioni di docenti di religione cattolica che abbiano partecipato al concorso ordinario del 2024. Viene inoltre prorogata, fino al 2026, la sospensione dell’obbligo per le regioni di cofinanziamento dei piani triennali di attività degli Its Academy, per almeno il 30% dei fondi statali stanziati.

Stop all’aumento multe stradali e proroga delle riunioni a distanza

Tra le novità di tipo amministrativo e regolatorio, il decreto milleproroghe prevede la sospensione per tutto il 2026 dell’aggiornamento automatico delle sanzioni del Codice della strada, che normalmente avviene ogni due anni sulla base dell’inflazione. Le multe, quindi, non aumenteranno nel 2026. Inoltre, il CDM ha prorogato al 30 settembre 2026 le modalità speciali per lo svolgimento delle assemblee di società ed enti introdotte nel 2020, che potranno continuare a essere fatte in modalità semplificate e anche da remoto.

Giustizia tributaria, riscossione e versamenti: slittano al 2027 i testi unici

Con il decreto arriva anche lo slittamento al 2027 dell’entrata in vigore dei nuovi testi unici in materia di giustizia tributaria, riscossione, versamenti e imposta di registro. Il rinvio riguarda i pilastri operativi della riforma fiscale, che avrebbero dovuto prendere migliaia di leggi confuse, scritte in cinquant’anni, e riunirle in pochi volumi chiari e ordinati. Tuttavia, mettere ordine in materie come la riscossione (e le cartelle esattoriali) o la giustizia tributaria (e i ricorsi contro il fisco) si è rivelato più difficile del previsto.

Il governo ha scelto di spostare la data di entrata in vigore principalmente perché riscrivere le regole dei pagamenti e dei processi fiscali richiede che tutti i sistemi informatici dell’Agenzia delle Entrate e dei professionisti siano aggiornati perfettamente. Far partire regole nuove in modo affrettato rischierebbe di bloccare i rimborsi, i versamenti o i processi in corso.

Per quanto riguarda l’imposta di registro, lo slittamento implica che le semplificazioni previste (digitalizzazione, meo burocrazia e procedure più agili) dal decreto ministeriale n. 18 del 30 gennaio 2025, per i contratti e gli atti immobiliari, rimangono nel cassetto per un altro anno. Si continuerà quindi a usare il vecchio sistema.

Le novità per il turismo

Un capitolo specifico è dedicato al settore turistico. In particolare, il decreto Milleproroghe ha disposto che fino al 31 dicembre 2026 le strutture ricettive e termali potranno utilizzare le procedure semplificate per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili. Grazie a questa norma, nata tre anni fa e poi prorogata negli anni, un albergo o un centro termale può progettare un impianto fotovoltaico fino a 1.000 kWp e iniziare i lavori subito dopo aver depositato la DILA al Comune (senza aspettare mesi per l’autorizzazione unica). Inoltre, non è obbligato alla valutazione di impatto ambientale (VIA), risparmiando tempo e costi burocratici

Il Consiglio dei ministri ha poi deciso di concedere, alle strutture ricettive, tempo fino al 15 dicembre 2026 per presentare gli atti di aggiornamento del catasto relativi agli allestimenti mobili. Il governo concede cioè più tempo ai proprietari di strutture turistiche (come campeggi o villaggi vacanze) per mettersi in regola con la documentazione del catasto riguardante i bungalow, case mobili o roulotte, che però sono posizionati stabilmente all’interno di un’area turistica. Anche se queste strutture sono “irrilevanti” per legge, i proprietari devono comunque presentare dei documenti (atti di aggiornamento catastale) per dichiarare ufficialmente la loro presenza e le loro caratteristiche, così da permettere eventuali verifiche. La scadenza per adempiere a questo obbligo, però, è stata rimandata ora al prossimo anno.

Sanità e ricerca

Sul fronte sanitario, viene estesa al 31 dicembre 2026 la limitazione della responsabilità penale dei professionisti sanitari. Si tratta del cosiddetto “scudo penale”, che limita le responsabilità degli operatori ai soli casi di colpa grave. La misura era stata introdotta durante l’emergenza Covid e, pur rimanendo oggetto di dibattito, viene mantenuta per garantire maggiore serenità operativa a medici e operatori.

Per quanto riguarda invece la ricerca scientifica, il decreto abroga alcuni divieti sull’uso del modello animale in studi legati a xenotrapianti d’organo e sostanze d’abuso. Una modifica che allinea la normativa italiana agli standard europei di sperimentazione e potrebbe facilitare la ricerca in settori medici avanzati.

Quando entra in vigore

La conversione in legge del decreto Milleproroghe 2026 è stata pubblicata in Gazzetta il 28 febbraio 2026. Come previsto dalla normativa, le misure entrano in vigore dal giorno dopo, quindi a partire dal 1° marzo 2026. Tuttavia, per diversi interventi, il legislatore ha rimandato l’attuazione ai singoli decreti attuativi.

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