Vendite online: scatta l’obbligo della fattura a partire da luglio 2023

A partire d luglio 2023 sarà obbligatorio emettere fattura nella vendita online, da parte dei soggetti Iva. Ecco come funzionerà e chi coinvolgerà il provvedimento.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Obbligo fattura vendita online
  • Con la nuova Legge di Bilancio 2023 scatterà l’obbligo della fattura per le vendite online.
  • La data di partenza di questo nuovo obbligo, secondo le prime proposte, sarebbe luglio 2023.
  • L’obbligo di trasmettere le informazioni all’Agenzia delle Entrate comporterà alcuni cambiamenti per l’intero settore e-commerce.

Secondo l’ultima proposta del governo, da inserire nella Legge di Bilancio 2023, arriva una nuova stretta al settore dell’e-commerce, ovvero una nuova norma che va a regolamentare le vendite effettuate online. Questa norma prevede l’obbligo di emissione delle fatture per le vendite online, a partire dal prossimo anno.

Nel dettaglio, si ipotizza l’introduzione di questo obbligo a partire da luglio 2023, tuttavia i dettagli della misura devono ancora essere specificati con la nuova manovra, di cui per il momento è disponibile solamente la bozza del testo.

Al momento le norme sulla vendita online prevedono l’emissione della fattura, in alcuni contesti, solamente su richiesta del cliente che sta acquistando sul web. Vediamo nello specifico cosa cambierebbe con queste nuove disposizioni.

Obbligo fattura per le vendite online: la novità

Il testo della Legge di Bilancio 2023 non è ancora definitivo: nella manovra verranno inserite diverse misure che vanno a modificare alcune norme fiscali, e altre che incidono direttamente nel lavoro di imprese, attività di diverso tipo, esercizi commerciali e similari.

Una delle ultime novità consiste nell’introduzione di un obbligo di fatturazione per le vendite online, che al momento non è previsto in Italia. L’obbligo scatterebbe, se confermato nel testo definitivo della manovra, dal primo giorno di luglio 2023.

Questo significa che i soggetti passivi Iva che provvedono alle vendite verso soggetti non passivi Iva dovranno trasmettere all’Agenzia delle Entrate tutte le informazioni sui fornitori e sulle operazioni avvenute, per cui in caso di mancata comunicazione, il soggetto passivo Iva è responsabile in solido.

La misura tuttavia non è ancora stata specificata nei dettagli per ciò che riguarda i beni coinvolti e sui casi di esonero, per cui entro tre mesi l’Agenzia delle Entrate dovrà emettere un provvedimento specifico. Al momento attuale in caso di vendita per corrispondenza è prevista l’emissione della fattura solo su richiesta del cliente, ma nel 2023 sarà obbligatoria.


Obbligo fattura per le vendite online: come funziona nel 2022

Vediamo nel dettaglio come funziona attualmente l’obbligo dell’emissione della fattura in caso di vendita online. A chiarire il funzionamento del commercio elettronico dal punto di vista contabile e fiscale si è espressa l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 274/E/2009, ribadendo quali sono le regole, ancora presenti attualmente:

“Ai fini Iva, le operazioni di commercio elettronico indiretto sono assimilabili alle vendite per corrispondenza e, pertanto, non sono soggette all’obbligo di emissione della fattura (se non richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione), come previsto dall’articolo 22 del d.P.R. n. 633 del 1972, né all’obbligo di certificazione mediante emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale ai sensi dell’articolo 2, lettera oo), del d.P.R. 21 dicembre 1996, n. 696.”

Per il momento quindi il commercio elettronico è assimilato alle vendite per corrispondenza, per cui esiste un particolare esonero all’obbligo della fatturazione.

Tuttavia l’obiettivo del nuovo governo è quello di regolamentare questo tipo di commercio, diffuso su larga scala anche in Italia, estendendo l’obbligo anche a questo genere di scambi.

Va ricordato comunque che la fattura va emessa ogni qual volta il cliente la richieda in modo esplicito, al momento dell’acquisto online. Le novità introdotte dal prossimo anno andranno ad influire su un mercato di grande portata, per cui andranno ad interessare diverse attività.

E-commerce fattura obbligo

Nuove normative fiscali con la Legge di Bilancio 2023

Oltre all’obbligo della fatturazione per la vendita online, la nuova manovra introduce anche altre misure, attualmente presenti nella bozza del testo, rivolte alle Partite Iva e alle imprese. In particolare, vediamo qui alcuni degli ultimi provvedimenti proposti, che devono ancora ottenere una conferma definitiva.

Una misura che il governo intende introdurre ha l’obiettivo di dare un freno alla possibilità di aprire e chiudere una Partita Iva: al centro dell’attenzione ci sono le situazioni di concorrenza sleale provocate proprio dall’apertura e dalla conseguente chiusura di attività, con mancato versamento delle tasse.

Nel dettaglio, sarà possibile aprire una seconda Partita Iva dopo averne chiusa una precedente solo tramite una fideiussione di 50.000 euro, con presentazione in ufficio. Anche se si tratta ancora di una proposta da confermare, la misura interverrebbe a limitare il rischio di evasione fiscale collegato con il rilascio di diverse Partite Iva.

Un’altra misura nuova che coinvolgerà anche le imprese è l’estensione al limite dei contanti, per cui dal prossimo anno sarà possibile pagare fino alla somma di 5.000 euro in un’unica operazione, tramite denaro in contante. Si tratta di un dietrofront considerevole rispetto al precedente governo.

Tra le misure per le Partite Iva previste per il prossimo anno vi è anche una riduzione delle imposte a carico degli autonomi e delle imprese che rientrano nel limite di 85.000 euro di fatturato annuo, contro l’attuale soglia di 65.000 euro massimo di fatturato del regime fiscale forfettario.

Inoltre la manovra interviene anche con una estensione della detassazione sui fringe benefit, ovvero sui benefit aziendali che le imprese possono erogare ai dipendenti, che arriva a 3.000 euro, includendo anche la possibilità di provvedere al pagamento delle bollette di luce e gas.

Vendita online obbligo fattura – Domande frequenti

Come cambieranno le vendite online dal 2023?

Secondo la proposta per la Legge di Bilancio 2023, le vendite online saranno soggette all’obbligo di fatturazione, ecco i dettagli.

Come funzionerà l’obbligo di fatturazione per le vendite online?

Al momento non è obbligatorio per il settore delle vendite online emettere una fattura ai clienti che acquistano tramite web, regola che cambierà dal 2023.

Nel 2022 è obbligatorio emettere una fattura per la vendita online?

Attualmente non è obbligatorio sempre, ma solamente in caso di richiesta da parte del cliente, tuttavia con la nuova Legge di Bilancio si prevede l’introduzione dell’obbligo da luglio 2023.

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 28 Gennaio 2023
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.

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4 commenti su “Vendite online: scatta l’obbligo della fattura a partire da luglio 2023”

  1. Se fossi così i costi per gestire un e-commerce aumenterebbero molto ma io penso che si dovrebbero aiutare gli imprenditori semplificandogli la vita e non facendo esattamente il contrario

    Rispondi
  2. Ho un e-commerce e faccio fattura ogni volta che un cliente inserisce la sua partita iva. Ma vendo anche a clienti privati privi di p.iva con ricevuta e registro corrispettivi.
    Da Luglio cosa dovrò fare in più con i privati? Chiedendo il codice fiscale ai privati sono certo di perdere tantissimi clienti che preferiranno comprare all’estero in tutta “privacy”.
    Inoltre tantissimi clienti privati comprano a proprio nome e pagano con la cc del “marito” o il conto PP del figlio, in questo caso accadrebbe un anomalia fiscale/amministrativa.

    Rispondi

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