Limite contanti: quali sono le regole da rispettare nel 2022

Come funziona il limite per i pagamenti ai contanti e quali sono le regole da rispettare nel 2022. Ecco quali sono gli errori non commettere.

revisione a cura di Rosario EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Limite contanti: quali sono le regole da rispettare nel 2022
  • Il limite ai pagamenti in denaro in contante per il 2022 è fissato a 2.000 euro.
  • Nel 2023 il limite ai pagamenti in contanti viene diminuito a 1.000 euro.
  • Non ci sono limiti di prelievo o versamento di contanti sul proprio conto corrente, tuttavia le banche possono stabilire regole precise e commissioni.

In questi primi mesi del 2022 si è fatta molta confusione sul limite dei contanti spendibili. In un primo momento la soglia era scesa a 1.000 euro: dal 1° gennaio 2022 questo doveva essere il nuovo massimale spendibile. Grazie ad un emendamento al Decreto Milleproroghe il tetto è salito nuovamente a 2.000 euro. Ma i cambiamenti non finiscono qui.

Il limite per i contanti è destinato a scendere nuovamente a 1.000 euro dal 1° gennaio 2023. Ma cosa succede a quanti non dovessero rispettare queste nuove regole? La modifica alla soglia dell’uso del contante influisce direttamente anche sulle eventuali violazioni, che qualcuno potrebbe aver commesso da inizio anno, quando il limite dei contanti era stato fissato a 1.000 euro per i pagamenti.

In questi casi, viene applicata la regola del favor rei, ossia gli eventuali trasferimenti di denaro oltre la soglia successivamente modificata, si considerano come se non fossero mai stati effettuati. Non si deve, però, aver oltrepassato il tetto massimo di 1.999,99 euro.

Limite contanti 2022

Quando parliamo del limite all’uso dei contanti i cambiamenti sembrano continui. Dal 1° gennaio 2022 la soglia sarebbe dovuta passare a 1.000 euro: grazie ad un emendamento approvato in sede di conversione del Decreto Milleproroghe, il tetto massimo è passato a 2.000 euro per tutto il 2022.

Anche questa soglia, però, non è ancora definitiva, perché il tutto è stato differito al 1° gennaio 2023, la data in cui il tetto massimo scenderà di nuovo a 1.000 euro. Questa novità ha coinvolto tutte le operazioni che sono state effettuate da inizio anno, anche quando il limite dei contanti era stato temporaneamente fissato a 1.000 euro.

In questo caso viene applicato il cosiddetto principio del favor rei: eventuali trasferimenti di denaro compiuti oltre la soglia modificata, sono considerati come se non fossero mai stati compiuti. L’unica condizione è che non sia stato superato il tetto massimo di 1.999,99 euro.

Quali sono le operazioni a cui si applica il limite

La disposizione sul limite ai contanti ha un ambito applicativo molto ampio. Si deve rispettare il tetto massimo del trasferimento per qualsiasi operazione, indipendentemente dalla causale che lo ha determinato e dai rapporti che intercorrono tra i due soggetti interessati.

La regola dovrà essere applicata soltanto per acquistare beni e servizi. Ma anche alle donazioni. L’esempio classico potrebbe essere costituito dal padre che doni al figlio una determinata somma per acquistare un’automobile.

Se la donazione dovesse superare la soglia dei 1.999,99 euro, l’operazione dovrà essere effettuata tramite un mezzo di pagamento tracciabile: un bonifico o un assegno bancario circolare.

Limite pagamento contanti

Divieto di frazionare i pagamenti

La normativa è molto severa e fissa alcuni paletti. Non è possibile aggirare il limite contanti frazionando l’operazione. Non si potrà oltrepassare il tetto massimo, nemmeno suddividendo in più parti il pagamento, rimanendo per ogni singola operazione al di sotto della soglia prevista dalla legge.

Sarà opportuno, quindi, evitare di frazionare troppo artificiosamente le operazioni. Su questo punto è necessario richiamare l’art. 1, comma 2, lettera v), D. Lgs. n. 231/2007, dove viene chiaramente precisato che per operazione frazionata si debba intendere quella operazione unitaria, sotto il profilo economico, che sia superiore al tetto massimo stabilito dalla normativa, ma che si sviluppi in più operazioni che singolarmente sono inferiori ai suddetti limiti ed in un periodo circoscritto di tempo, fissato in sette giorni.

A questo punto parrebbe evidente che, nel caso in cui l’operazione venga frazionata in un arco di tempo superiore agli otto giorni, sarebbe corretta. In realtà non è così. La norma che abbiamo appena citato precisa che rimane ferma la sussistenza dell’operazione frazionata, nel momento in cui ci siano degli elementi perché la si possa ritenere tale. Anche se sono passati più di sette giorni.

In estrema sintesi sarà necessario verificare di volta in volta se ci siano degli elementi tali da far presupporre che le parti in causa abbiano deciso di frazionare i pagamenti. L’intento, ovviamente, è quello di ovviare al trasferimento del denaro contante.

Contanti pagamento

Limite contanti: casi particolari

Nel momento in cui si stia procedendo a pagare a rate una fattura, in contanti, non si incorre in alcuna infrazione. Purché i singoli importi siano inferiori a 2.000 euro. Questa regola vale anche se l’importo totale della fattura supera complessivamente il limite di contanti.

Ormai sappiamo che rientra nella prassi commerciale effettuare i pagamenti dei fornitori a 30, 60 e 90 giorni dalla data di emissione della fattura. Pagare in più rate la fattura in questo caso è consentito, perché lo scopo non è quello di eludere la soglia prevista dalla legge.

Limite ai contanti per versamenti o prelievi

Il legislatore non ha previsto dei limiti nel versamento o nel prelievo di contanti dal proprio conto corrente. In questo caso il diretto interessato non sta compiendo alcun tipo di trasferimento di denaro in favore di un soggetto terzo.

Il denaro è già disponibile sul conto corrente dell’interessato, e in quanto giacenza non prevede passaggi a soggetti terzi. Tuttavia anche se non c’è una violazione della normativa, almeno in astratto, se il cliente utilizza eccessivamente il contante, questo potrebbe indurre l’istituto di credito a ritenere che queste operazioni siano poste in essere con finalità di riciclaggio.

Potrebbero quindi essere richieste spiegazioni aggiuntive sulla provenienza del denaro o sulle finalità del prelievo, nel caso in cui il soggetto sia a rischio riciclaggio.

Nel 2022 quanto si può spendere in contanti?

Per quest’anno è possibile spendere fino a 1.999,99 euro in contanti. Il 1° gennaio 2023 l’importo scende a 999,99 euro. Tutte le informazioni nell’articolo.

Si può frazionare il pagamento di una fattura in contanti?

Sì, ed è possibile pagare in contanti, purché si rispettino le soglie previste dalla legge.

Ci sono dei limiti nei prelievi in contante dal proprio conto corrente?

No, perché non ci sono passaggi di denaro tra più soggetti. Ma attenzione a prelevare troppo contante: l’operazione potrebbe scaturire controlli per riciclaggio.

Fact-Checked
Rosario Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 5 Luglio 2022
Dottore commercialista specializzato in startup e pmi innovative, operazioni di equity crowdfunding, e-commerce, food and casual dining. Con uno sguardo sempre rivolto al futuro, trova sistemi innovativi nello sviluppo dell’attività professionale.
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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Ho una laurea in materie letterarie, conseguita presso l'Università degli Studi di Torino. Ho iniziato ad occuparmi di Economia fin dal 2002, concentrandomi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i miei interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrivo di attualità, fisco, tasse e tributi, diritto, economia e finanza.

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