Nuovo Testo unico IVA: cosa cambia per imprese e professionisti dal 2027

Si tratta di un intervento atteso da tempo, volto a superare la frammentazione normativa che ha caratterizzato l'applicazione dell'imposta fin dalla sua entrata in vigore

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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo n. 10/2026, debutta il nuovo Testo unico sull’IVA, destinato a diventare il nuovo punto di riferimento normativo per professionisti e imprese. Composto da 171 articoli organizzati in 18 titoli, al suo interno sono state raccolte: le regole sugli scambi con gli altri paesi UE, le norme per chi rivende beni usati o oggetti d’arte, la disciplina per chi paga l’imposta solo dopo aver incassato la fattura e le regole su fatture e corrispettivi telematici.

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Cosa prevede il nuovo Testo unico IVA per gli scambi internazionali

Per quanto riguarda il commercio oltre i confini nazionali, ma entro i confini dell’Unione europea, le disposizioni che un tempo erano contenute nel decreto legge n. 331/1993 sono state integrate nel nuovo testo. Tuttavia, le vecchie operazioni “intracomunitarie” vengono ora definite “intraunionali”. Questa scelta non è solo formale, ma serve ad allineare il linguaggio burocratico italiano a quello utilizzato a Bruxelles. Per le imprese che acquistano o vendono beni e servizi in altri Stati membri, il quadro di riferimento diventa così più lineare e coerente a livello nazionale ed europeo.

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Regime del margine per i beni usati e oggetti d’arte

Un’altra importante integrazione riguarda il cosiddetto regime del margine, per chi si occupa di rivendita di beni usati, oggetti d’antiquariato o da collezione. Questo regime permette ai rivenditori di calcolare l’IVA non sull’intero prezzo di vendita, ma solo sulla differenza (il margine, appunto) tra il prezzo di vendita e quello d’acquisto. Ora le regole, precedentemente frammentate tra il Dl n. 41/1995 e successive modifiche, sono state disposte in un unico provvedimento (il testo unico, appunto).

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IVA per cassa: l’imposta si versa solo dopo l’incasso

Per le piccole imprese e i professionisti che spesso devono anticipare l’imposta allo Stato prima ancora di aver ricevuto il pagamento dal cliente, il legislatore ha confermato la disciplina dell’IVA per cassa. Questa opzione, introdotta originariamente dal D.L. n. 83/2012, permette di esigere l’IVA solo al momento dell’effettivo incasso della fattura. Con l’inserimento di questa norma nel nuovo testo unico, le condizioni e i limiti previsti per l’accesso a questo beneficio sono stati organizzati e ordinati, per rendere più agevole la consultazione e la gestione della liquidità aziendale.

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Fatturazione elettronica e corrispettivi telematici

Anche le regole sulla fatturazione elettronica e sull’invio telematico degli scontrini (disposte dal D.Lgs. n. 127/2015) sono state incorporate nel nuovo testo. Con questo passaggio, la gestione digitale dei dati fiscali non è più considerata una normativa speciale, ma diventa una parte integrante e ordinaria del sistema IVA. Quindi, il formato digitale viene confermato come lo standard definitivo e necessario per documentare ogni operazione economica. Per imprese e professionisti, ciò significa che la fattura elettronica non è più un’aggiunta ai vecchi registri, ma il pilastro su cui poggia l’intera architettura delle tasse sui consumi.

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Quando entra in vigore il nuovo Testo unico IVA

Sebbene il decreto legislativo n. 10/2026 sia stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 gennaio 2026, il legislatore ha previsto un periodo di transizione per permettere a professionisti e imprese di adeguarsi. Le nuove disposizioni e la riclassificazione normativa diventeranno pienamente efficaci a partire dal 1° gennaio 2027. Fino a quella data, il sistema continuerà a poggiare sulle fondamenta storiche del 1972, dando tempo agli operatori di aggiornare i propri gestionali e le proprie procedure interne.

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