Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, durante un recente question time al Senato, ha confermato la proroga del taglio delle accise sui carburanti oltre il 6 giugno, ufficializzato così l’intenzione del governo di mantenere gli sconti su benzina e diesel anche oltre la scadenza fissata dal decreto carburanti quater. Questa volta, però, non verrà varato un nuovo decreto legge, poiché è in arrivo un decreto ministeriale (MEF) che ricorrerà a un meccanismo più flessibile, ovvero quello delle accise mobili.
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Come funzionano le accise mobili: la formula contro i rincari
A differenza dei precedenti interventi che prevedevano un taglio fisso e lineare, la nuova misura strutturata dal MEF utilizzerà il maggior gettito IVA derivante dall’aumento dei prezzi industriali di benzina e gasolio per ridurre temporaneamente l’imposta di accisa applicata alla pompa. In questo modo, le maggiori entrate fiscali generate dai rincari vengono restituite a famiglie e imprese per contenerne il prezzo finale.
Il prossimo decreto ministeriale dovrà definire la durata temporale dello sconto energetico, le aliquote effettivamente applicabili e i carburanti coinvolti nel provvedimento.
Poiché l’entità del taglio sarà strettamente vincolata alle risorse reali derivanti dall’extragettito IVA e dalle condizioni di mercato, non si tratterà di uno stanziamento fisso ma di un intervento strettamente modulato.
Perché il governo ha deciso di cambiare strategia
Le accise mobili non richiedono scostamenti di bilancio o coperture esterne, poiché si auto-finanziano con le maggiori entrate fiscali prodotte dai rincari stessi. E questo approccio permette di non venire meno ai patti che l’Italia ha preso con l’UE per avere maggiore flessibilità di gestione finanziaria.
I prezzi dei carburanti fino al 6 giugno
L’esigenza di una proroga immediata emerge con chiarezza esaminando gli ultimi dati dell’Osservatorio MIMIT aggiornati al 4 giugno. Sulla rete stradale nazionale ordinaria, i prezzi in modalità self-service vedono la benzina a 1,930 euro al litro e il gasolio a 1,988 euro al litro. Sulla rete autostradale la pressione è ancora più evidente, con la benzina self a 2,028 euro e il diesel a 2,068 euro, cifre che mantengono in costante allarme i gestori delle flotte aziendali.
Fino alla firma del nuovo decreto ministeriale, il quadro normativo di riferimento certo resta quello del decreto carburanti quater, che ha confermato l’agevolazione sulla benzina riducendo progressivamente quella sul gasolio:
| Carburante | Aliquota agevolata in vigore fino al 6 giugno 2026 |
| Benzina | 622,90 euro per mille litri |
| Gasolio (uso carburante) | 572,90 euro per mille litri |
| GPL (uso carburante) | 242,77 euro per mille chilogrammi |
| Gas naturale (uso carburante) | zero euro per metro cubo |
| HVO e Biodiesel | 572,90 euro per mille litri |
Cosa cambia con il nuovo sistema di accise mobili
A partire dal 7 giugno si prospettano due possibili percorsi per i costi alla pompa. Se il nuovo provvedimento governativo sulle accise mobili diventerà operativo nei tempi previsti, lo sconto fiscale verrà applicato subito sul prezzo finale. Questo intervento dovrebbe riuscire a bloccare i rincari, mantenendo i prezzi stabili ed evitando che la benzina e il gasolio superino la soglia psicologica dei 2 euro al litro sulla rete stradale ordinaria.
Nel caso in cui l’approvazione del decreto ministeriale dovesse subire ritardi, le tasse sui carburanti tornerebbero immediatamente ai livelli standard. Senza lo scudo dello sconto, si ritornerebbe alle accise ordinarie, con un conseguente rincaro della spesa per il pieno.










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it