Grazie al via libera della Commissione europea, l’Italia potrà investire 14 miliardi di euro nel prossimo triennio per aiutare famiglie e imprese ad affrontare il caro energia. Per permettere questa spesa, l’Europa ha deciso di riconoscere maggiore flessibilità finanziaria al governo Meloni, sfruttando la clausola di salvaguardia nazionale, che di solito viene applicata alle spese militari. Tuttavia, non si tratta di un assegno in bianco. L’UE continuerà a monitorare con attenzione i conti pubblici italiani e ha imposto delle condizioni precise al governo.
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Italia ottiene flessibilità UE, arrivano voucher contro il caro energia e nuovi fondi per le imprese
A seguito di questa flessibilità concessa, l’esecutivo sta varando un decreto legge da circa 500 milioni di euro per approvare un nuovo voucher energia, un contributo economico mensile di circa 100 euro destinato inizialmente alla platea della carta dedicata a te. Per le imprese, invece, è previsto un piano energetico più strutturato, che il governo intende finanziare unendo la nuova flessibilità a una rimodulazione del PNRR da 2 miliardi di euro e alla revisione dei fondi di Coesione non ancora impegnati.
I 14 miliardi di euro di flessibilità equivalgono allo 0,6% del PIL e sono spendibili da oggi fino al 2028. Il governo ha comunque la facoltà di concentrare la spesa in soli due anni, per dare una spinta immediata al sistema produttivo.
Le condizioni imposte dall’UE
L’allocazione delle risorse spetterà al governo italiano, che tuttavia è tenuto a rispettare i vincoli già decisi da Bruxelles. Le nuove regole comunitarie impongono infatti lo stop dei bonus a pioggia e il rispetto di requisiti molto precisi per l’accesso agli aiuti. In particolare, i sostegni dovranno essere temporanei e diretti soltanto a chi ne ha reale bisogno, così da evitare un peso eccessivo sulle casse dello Stato. Le risorse si concentreranno sulle attività e sulle fabbriche che utilizzano grandi quantità di energia, per difendere i settori produttivi più colpiti dai rincari. Per quanto riguarda invece la natura degli interventi, l’Europa chiede di accelerare il passaggio all’elettricità e di investire con maggiore decisione sulle fonti rinnovabili.
Tuttavia, nonostante l’apertura sull’energia, l’Italia resta sotto osservazione, poiché non è riuscita a uscire dalla procedura per deficit eccessivo e dovrà continuare a tenere sotto stretto controllo il debito pubblico e il disavanzo. La Commissione UE ha formulato le seguenti raccomandazioni:
- ridurre le tasse sul lavoro (attualmente superiori alla media UE), garantire salari adeguati, intensificare la lotta all’evasione fiscale e aggiornare i valori catastali;
- accelerare l’attuazione del PNRR, efficientare la giustizia e la pubblica amministrazione, e affrontare la denatalità per garantire la sostenibilità del sistema pensionistico;
- investire in ricerca e innovazione e superare la debolezza intrinseca nel sistema industriale italiano, caratterizzato da troppe poche grandi imprese.
Stop al taglio delle accise
Per andare incontro a queste richieste, il governo si appresta ad abbandonare definitivamente la strada del taglio delle accise sui carburanti, una misura giudicata non compatibile con i requisiti di Bruxelles (la flessibilità è stata concessa con l’obiettivo stringente di rafforzare la sicurezza e l’indipendenza energetica nazionale).
Quando arrivano i nuovi aiuti
Prima che l’Italia possa formalmente attivare i nuovi voucher e fondi per le imprese, la proposta di flessibilità dovrà superare i passaggi formali all’Ecofin e al Consiglio europeo. Ottenuto l’ok, bisognerà attendere le linee guida del ministero dell’Economia e delle Finanze, ovvero i decreti e i provvedimenti attuativi con i quali verranno individuati i beneficiari e stabiliti i meccanismi di assegnazione.
Sullo sfondo resta un vivace dibattito politico. Da un lato le opposizioni progressiste spingono per frenare le spese militari e riconsiderare gli impegni in sede NATO, dall’altro la maggioranza di centrodestra ha scelto di accelerare l’esame della legge delega sul nucleare.










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it