SPID rinnovato per cinque anni: cosa devono fare i professionisti e le imprese

Via alla transizione verso un nuovo sistema basato su CIE e IT-Wallet.

Adv

spid infocert pagamento
partitaiva.it fonti google

Aggiungi Partitaiva.it

alle tue fonti preferite su Google

Arriva il rinnovo dello SPID. L’incertezza degli ultimi mesi sul sistema di identità digitale, alimentata dalla scadenza delle convenzioni e dalle voci sule possibili dismissioni, è stata spazzata via con l’accordo siglato tra l’Agenzia per l’Italia digitale (AGID) e i gestori del servizio, che ne assicura la proroga per i prossimi due anni, con l’opzione di estenderla fino a un massimo di cinque. Dopo, però, si cambierà sistema.

hype business

Lo SPID resta attivo: cosa cambia con l’accordo

La nuova intesa, siglata l’8 ottobre, arriva a un passo dalla scadenza della convenzione e permette a cittadini, professionisti e imprese di continuare a utilizzare SPID come finora, per accedere a portali pubblici e privati.
Tuttavia, il rinnovo non significa che SPID rimarrà in modo permanente. Il Governo ha chiarito che questo periodo servirà a preparare la transizione verso un nuovo sistema basato su CIE (carta d’identità elettronica) e IT-Wallet, la futura “identità digitale europea” che integrerà documenti e credenziali in un’unica piattaforma.

Il sottosegretario all’Innovazione, Alessio Butti, ha sottolineato come il rinnovo rappresenti una fase ponte verso un sistema “unico, completo e interoperabile a livello europeo”, integrato con gli standard del digital identity wallet previsto dal regolamento europeo eIDAS 2.0.

Rinnovo SPID, cosa devono fare professionisti e imprese

Per professionisti e imprese, il rinnovo significa che non sono richiesti nuovi adempimenti immediati, perché lo SPID resta pienamente valido per l’accesso a piattaforme come INPS, Agenzia delle Entrate, Camere di commercio e portali regionali, così com’è. Quindi anche i gestori continueranno a offrire il servizio nelle modalità già attive, mentre per eventuali modifiche, come l’introduzione di canoni a pagamento, dipenderanno dai singoli provider e non dall’accordo istituzionale.

Autore
Foto dell'autore

Redazione

Il team editoriale di Partitaiva.it

Siamo un team di giornalisti, consulenti, commercialisti e altri professionisti che ogni giorni si occupano di temi legati al lavoro, fisco, economia, previdenza e finanza.

Lascia un commento

Continua a leggere

Iscriviti alla Newsletter

Il meglio delle notizie di Partitaiva.it, per ricevere sempre le novità e i consigli su fisco, tasse, lavoro, economia, fintech e molto altro.

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.