Rimborsi chilometrici dei rider esclusi dal reddito: lo conferma l’Agenzia delle Entrate

I rimborsi chilometrici erogati ai rider, che utilizzano dei mezzi propri, non costituiscono reddito da lavoro dipendente. Nell'articolo l'ultima comunicazione dell'Agenzia delle Entrate.

di Pierpaolo Molinengo

Revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

Adv

Rimborsi chilometrici rider
  • I rimborsi chilometrici dei rider non contribuiscono a formare reddito da lavoro dipendente.
  • Non contribuiscono a formare reddito nemmeno gli importi erogati forfettariamente.
  • Per poter accedere a questo particolare esonero è necessario un accordo sindacale.

Gli eventuali rimborsi chilometrici, che vengono garantiti ai rider, costituiscono reddito? Questa è una domanda che si pongono quanti svolgono questa attività e che, soprattutto, utilizzano un mezzo proprio per effettuare le consegne ai clienti finali. 

Il dubbio che affligge molti rider è semplice: i rider, su richiesta del datore di lavoro, utilizzano un proprio mezzo per effettuare le consegne. Secondo una recente presa di posizione dell’Agenzia delle Entrate, i rimborsi chilometrici riconosciuti dal datore di lavoro non risultano essere imponibili ai fini Irpef.

Questo, in estrema sintesi, è quanto ha spiegato l’AdE fornendo una risposta ad un interpello avanzato da una società operante nel settore del food delivery.

Rimborsi chilometrici per i rider, come funzionano

L’azienda in questione, che ha aperto un interpello direttamente all’Agenzia delle Entrate, ha adottato un particolare modello organizzativo (adottato anche da altre società che operano nello stesso settore). I rider, assunti con contratto di lavoro subordinato, utilizzano il proprio mezzo di trasporto per effettuare le consegne: bici tradizionale, e-bike, auto o moto.

Un accordo effettuato direttamente con le sigle sindacali prevede che ai rider, che utilizzano un veicolo personale per effettuare le consegne, sia riconosciuta una indennità come rimborso chilometrico. L’importo erogato per questo motivo viene riconosciuto a totale copertura di tutti i costi sostenuti. Tra questi rientrano il carburante, l’energia elettrica per la ricarica, la manutenzione, l’assicurazione e l’usura.

I rimborsi chilometrici erogati dall’azienda tengono conto di alcuni criteri oggettivi, come il tipo di veicolo utilizzato, le tabelle Aci ed il calcolo dei chilometri percorsi. Gli importi erogati, inoltre, tengono conto della quota di costi che vengono risparmiati dall’azienda stessa perché sostenuti dal rider.

Il rider ha diritto a ricevere i rimborsi chilometrici solo e soltanto se effettua le consegne. Non viene preso in considerazione il tragitto che i rider devono compiere per raggiungere il punto di partenza, per farvi ritorno o per muoversi da e verso la propria abitazione.

tot business

Imponibilità Irpef dei rimborsi chilometrici

I rimborsi chilometrici sono imponibili ai fini Irpef? Sostanzialmente questa è la domanda posta dalla società all’Agenzia delle Entrate, alla luce dei particolari rapporti di lavoro che la stessa ha sottoscritto con i rider. La risposta dell’AdE è chiara.

Le somme che sono state erogate come rimborso per l’utilizzo di un mezzo di trasporto personale per effettuare le consegne, non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente.

Questo significa, in estrema sintesi, che non devono essere assoggettate alle ordinarie ritenute fiscali, previdenziali ed assistenziali. I rimborsi chilometrici, infatti, hanno una natura schiettamente e meramente risarcitoria.


La risposta ad interpello dell’Agenzia delle Entrate

Ma entriamo nel dettaglio ed analizziamo quella che è stata ufficialmente la risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate. In linea di principio tutte le somme che un datore di lavoro versa ad un singolo dipendente, anche quando sono erogate a titolo di rimborso spese, costituiscono, per il lavoratore, un reddito da lavoro dipendente.

Per questa regola generale sono previste alcune eccezioni normate direttamente dall’articolo 51, comma 2 e seguenti del TUIR.

Sotto il profilo della rilevanza reddituale, i rimborsi spesa possono essere esclusi dall’imposizione fiscale, perché sono importi relativi a spese diverse rispetto a quelle che vengono sostenute per produrre il reddito, che sono di competenza del datore di lavoro, ma che vengono anticipate direttamente dal dipendente per semplici esigenze operative.

Le eventuali spese sostenute direttamente dal lavoratore e che gli sono state rimborsate in modo forfettario devono essere escluse dalla base imponibile nell’ipotesi in cui questo criterio forfettario sia stato previsto direttamente dal legislatore.

Nel caso in cui questo non si dovesse verificare, gli eventuali costi sostenuti da un dipendente nell’interesse del proprio datore di lavoro devono necessariamente essere individuati sulla base di elementi soggettivi, accertabili e, soprattutto, documentati.

I rimborsi chilometrici non formano il reddito

Nel caso preso in esame, l’articolo 14 dell’accordo aziendale sottoscritto dall’azienda di food delivery con le organizzazioni sindacali prevede esplicitamente dei rimborsi chilometrici. Questi accordi vengono determinati attraverso dei criteri e delle regole ben definite.

Partendo proprio da queste considerazioni, l’Agenzia delle Entrate ritiene che, almeno nel caso preso in considerazione, il rimborso chilometrico, che spetta direttamente ai rider che utilizzano un mezzo proprio, anziché quello fornito dall’azienda, per lo svolgimento dell’attività lavorativa, possa essere riferito a costi sostenuti nell’esclusivo interesse del datore di lavoro.

Per questo motivo non deve essere imponibile, ai fini Irpef, e non deve essere ritenuto come reddito da lavoro dipendente.

Rimborsi chilometrici rider – Domande frequenti

I rimborsi chilometrici forfettari costituiscono reddito?

Nel caso in cui vengano erogati ad un rider no. Ma, a monte, ci deve essere un accordo sindacale sottoscritto dall’azienda.

Perché i rimborsi chilometrici ai rider non costituiscono reddito?

Perché sono spese che avrebbe dovuto sostenere il datore di lavoro, ma che sono state anticipare dai dipendenti. Ecco le ultime risposte sull’argomento dell’Agenzia delle Entrate.

Le regole sui rimborsi chilometrici ai rider valgono anche per le altre categorie di lavoratori?

Il caso preso in esame dall’Agenzia delle Entrate riguarda i rider. Per altre categorie di lavoratori è necessario verificare caso per caso.

Autore
Foto dell'autore

Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Ho una laurea in materie letterarie. Ho iniziato ad occuparmi di Economia fin dal 2002, concentrandomi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i miei interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrivo di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.
Fact-Checked
Avatar di Giovanni Emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 18 Maggio 2024
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

Lascia un commento

Continua a leggere

Iscriviti alla Newsletter

Il meglio delle notizie di PartitaIva, per ricevere sempre le novità e i consigli su fisco, tasse, lavoro, economia, fintech e molto altro.

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.