Il prestito d’onore dell’ENPAM è uno strumento poco pubblicizzato. Eppure, per un giovane medico o odontoiatra che deve attrezzare il primo studio, un finanziamento fino a 120.000 euro con interessi a carico dell’ente e garanzia pubblica vale più di molti bandi più pubblicizzati.
Il bando 2026 è già concluso. Dopo le edizioni 2024, 2025 e 2026 è ragionevole attendersi un nuovo bando, anche se non è garantito, e chi non è stato accolto può ripresentare la domanda. Chi vi guarda adesso lo fa quindi per prepararsi, ed è il momento giusto: come si vedrà, alcuni requisiti richiedono anni per maturare.
Prestito d’onore ENPAM: come funziona
Il prestito non lo eroga l’ENPAM, ma una banca scelta dall’iscritto, che decide in autonomia se concederlo. L’ente interviene in tre modi: rimborsa gli interessi fino a un tasso pari all’IRS della durata del prestito maggiorato di uno spread; rimborsa le spese di istruttoria fino a 300 euro; per i soli professionisti, offre la garanzia del Fondo di garanzia PMI, sottosezione ENPAM-CDP.
I quattro importi e le durate
Gli importi sono quattro, differenziati per finalità.
- 10.000 euro in due rate per gli studenti del quinto anno di Medicina od Odontoiatria;
- 5.000 euro per quelli del sesto anno;
- da 5.000 a 30.000 euro per un master dopo la laurea;
- da 30.000 a 120.000 euro per le spese di impianto del primo studio.
La durata massima è di cinque anni per studi e master. Per la formazione sono previsti 30 mesi di preammortamento e 48 di ammortamento; per lo studio, 12 di preammortamento e 60 di ammortamento.
Le risorse destinate ai nuovi prestiti 2026 erano 900.000 euro, di cui 700.000 per il primo studio. Va ricordato che non è il capitale prestato, ma la somma per pagare interessi e istruttoria per tutta la durata. Con i livelli di tasso degli ultimi anni, la mia stima è che copra qualche decina di prestiti al massimale, non centinaia.
Una sola domanda
Il bando ammette una sola domanda per iscritto e la limitazione comprende le domande presentate nei bandi precedenti e in quelli successivi. Inoltre non si può avere in corso un altro finanziamento ottenuto tramite l’ENPAM.
È qui la scelta più importante. Perché lo studente che a 24 anni chiede 10.000 euro per completare gli studi rinuncia, di fatto, al prestito da 120.000 euro per il primo studio. A parità di tasso, il beneficio economico di quest’ultimo vale circa dieci volte quello del prestito per gli studi, considerando capitale e durata.
Non sempre la scelta è libera, perché a volte il bisogno è immediato. Ma quando lo è, conviene valutarla come una vera opzione da esercitare una volta.
I limiti del prestito per la formazione
Anche il prestito per la formazione ha vincoli stringenti. Il bando 2026 finanziava un solo master e soltanto i costi di iscrizione e partecipazione, escludendo viaggio, vitto e alloggio. Richiedeva inoltre la partita IVA, come per lo studio: lo specializzando che ha il solo contratto di formazione, senza partita IVA, non vi accede.
Il limite di reddito e perché premia chi è già uscito di casa
Il reddito complessivo medio degli ultimi tre anni del nucleo familiare non deve superare otto volte il trattamento minimo INPS 2025, cioè 62.753,60 euro, aumentati di 7.844,20 euro per ogni componente oltre al richiedente e del doppio per ogni componente con invalidità almeno all’80%.
Si considerano anche i redditi esteri, i canoni in cedolare secca e il reddito da regime forfettario o dei minimi. Il nucleo comprende sempre il coniuge non legalmente separato, anche se residente altrove, il convivente se inserito nello stato di famiglia e i familiari che compaiono nello stato di famiglia.
Un giovane medico che vive con i genitori e un fratello ha un limite di 86.286,20 euro, riferito ai redditi di tutti e quattro: due genitori con stipendi medi possono già superarlo. Lo stesso medico, con una propria residenza effettiva, è valutato sul proprio reddito.
La conseguenza è che una misura pensata per chi inizia favorisce chi ha già lasciato la casa dei genitori, perché il riferimento è lo stato di famiglia anagrafico. La residenza deve ovviamente corrispondere alla realtà, ma chi sta pianificando un trasferimento deve sapere che anche questo incide sull’accesso.
Il requisito che richiede anni
C’è infine un altro requisito che compare nel bando. Per il prestito sul primo studio occorre aver presentato almeno due dichiarazioni dei redditi utilmente valutabili ai fini del modello di rating del Fondo di garanzia PMI.
Insieme alla partita IVA e al limite di età sotto i 35 anni, significa avere già almeno due anni di storia fiscale da professionista. Il medico che ha aperto la partita IVA nel 2025, ad esempio per sostituzioni o turni di continuità assistenziale, avrà la seconda dichiarazione nel 2027. Presentarla presto, invece che a ridosso della scadenza ordinaria, può fare la differenza per rientrare nella finestra di un eventuale bando 2027.
Va considerato anche il contenuto di quelle dichiarazioni, in quanto il rating del Fondo si basa su di esse e un reddito dichiarato molto basso non aiuta.
Il trattamento fiscale del rimborso
Il bando non affronta il trattamento fiscale del rimborso degli interessi. In regime ordinario, se il prestito finanzia lo studio, gli interessi passivi sono un costo inerente e il rimborso dell’ENPAM, percepito in relazione all’attività, rientra nel reddito per effetto del principio di onnicomprensività del nuovo articolo 54 del TUIR. L’effetto complessivo dovrebbe essere sostanzialmente neutro.
Nel regime forfettario gli interessi non si deducono, perché i costi non contano. Se il rimborso venisse considerato un compenso, ne deriverebbe un’asimmetria, con imposta e contributi su una somma che si limita a coprire un costo. È un punto su cui manca un chiarimento e che merita una valutazione prima di impostare il piano dello studio.
Domande frequenti
Gli iscritti all’ente: studenti del quinto e sesto anno di Medicina o Odontoiatria, laureati che frequentano un master e professionisti che avviano il primo studio.
Da 5.000 a 30.000 euro per un master e da 30.000 a 120.000 euro per le spese di impianto del primo studio. Agli studenti spettano 10.000 euro al quinto anno e 5.000 al sesto.
Una banca scelta dall’iscritto, che decide in autonomia se concederlo. L’ENPAM rimborsa gli interessi e le spese di istruttoria e offre la garanzia del Fondo PMI ai professionisti.
No. È ammessa una sola domanda per iscritto, e la limitazione vale per i bandi precedenti e per quelli successivi.
Il reddito complessivo medio degli ultimi tre anni del nucleo familiare non deve superare 62.753,60 euro, con incrementi per ogni componente oltre al richiedente.
Sì, sia per il prestito sullo studio sia per quello sulla formazione.
Oltre alla partita IVA e all’età sotto i 35 anni, almeno due dichiarazioni dei redditi utilmente valutabili ai fini del rating del Fondo di garanzia PMI.
No, è concluso. Dopo le edizioni 2024, 2025 e 2026 è ragionevole attendersi un nuovo bando, senza che vi sia certezza.











Giovanni Emmi
Dottore Commercialista