Partite Iva nuove in calo nel 2023: il MEF registra 118.215 aperture nel secondo trimestre

Nel secondo trimestre del 2023 scende il numero di nuove partite iva aperte rispetto agli stessi mesi dell'anno scorso: ecco i dati e le possibili cause.

di Valeria Oggero

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  • Una recente comunicazione del MEF conferma che sono almeno 118.215 le Partite Iva aperte in Italia nel secondo trimestre 2023.
  • A raccogliere questi dati è l’Osservatorio sulle partite Iva, a cui segue un comunicato da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
  • I dati rilevano alcune informazioni importanti sulla propensione italiana ad aprire attività autonome, in flessione rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Arrivano dati interessanti intorno alle nuove Partite Iva aperte nel 2023, in particolare in riferimento ai mesi da aprile a giugno. Si parla di almeno 118.215 nuove posizioni Iva aperte in questi mesi, in leggera diminuzione rispetto allo stesso trimestre del 2022.

Anche se i numeri sono piuttosto elevati, rilevano comunque una contrazione del 6,1% rispetto allo scorso anno. Le Partite Iva sarebbero in calo, tuttavia altre informazioni importanti di questi dati ci dicono qual è la componente della popolazione italiana maggiormente propensa ad avviare un’attività di tipo autonomo.

Una parte consistente delle Partite Iva aperte nel secondo trimestre 2023 da persone fisiche è da ricondurre a giovani di età inferiore a 35 anni, un segnale positivo che riguarda il lavoro autonomo per questa fascia di età. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i dati pubblicati recentemente dal MEF.

Nuove Partite Iva aperte nel 2023: il comunicato stampa

A indicare con precisione i dati rilevati dall’Osservatorio sulle partite Iva è il MEF, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il recente comunicato stampa n.142 dell’11 settembre 2023. Il MEF riporta un leggero calo nelle aperture delle posizioni IVA nel secondo trimestre 2023:

“Nel secondo trimestre 2023 sono state aperte 118.215 nuove partite IVA, con una flessione del
6,1% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.”

Questo vuol dire che nel periodo da aprile a giugno 2022 sono state aperte più Partite Iva rispetto agli stessi mesi dell’anno in corso. Va evidenziato tuttavia che bisogna ancora distinguere le tipologie di posizioni IVA aperte.

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Molti infatti decidono di aprire una Partita Iva per lavorare come professionisti autonomi, ovvero freelance, mentre altri associano questo codice a nuove attività come ditte individuali, società, ditte familiari, e così via.

Il comunicato stampa del MEF riporta anche le statistiche sulle tipologie di Partite Iva aperte quest’anno, rilevando i seguenti dati:

  • il 70% delle nuove posizioni Iva è aperto da persone fisiche (il 48,3% sono giovani con età inferiore a 35 anni);
  • il 22,6% delle nuove posizioni Iva è aperto per società di capitali;
  • il 2,9% delle nuove posizioni Iva è aperto per società di persone.

Questi dati sono interessanti per capire come si distribuiscono le attività autonome, e rilevano che la maggior parte sono da ricondurre a persone fisiche, ovvero freelance che avviano una attività professionale o comunque indipendente.

Nuove Partite Iva 2023: i settori in cui vengono aperte

I nuovi dati del MEF rilevano anche i settori principali in cui sono state avviate nuove attività nel secondo trimestre 2023. Al primo posto si trovano le attività nel commercio, con il 18,8% del totale. Questo settore negli ultimi anni ha avuto un vero e proprio boom non solo per la vendita al dettaglio, ma soprattutto per l’utilizzo massiccio delle piattaforme di vendita online.

Gli e-commerce infatti apportano un notevole vantaggio nella vendita di beni e prodotti di diverso tipo, accorciando tempi e distanze per la vendita. Chi decide di aprire una Partita Iva in questo ambito può beneficiare di diverse agevolazioni fiscali (pensiamo ad esempio al regime forfettario), appoggiarsi a nomi noti per la vendita online come Amazon, oppure creare un proprio negozio online tramite un sito web.

Non c’è da stupirsi quindi se le nuove attività aperte negli ultimi mesi facciano riferimento al settore del commercio. A seguire questo ambito, con il 17,8% di nuove aperture, ci sono le attività professionali, ovvero quelle che vengono svolte in autonomia con una Partita Iva.

Alcuni esempi possono essere: avvocati, architetti, commercialisti, giornalisti, e così via. In molti casi è presente un Albo specifico a cui il professionista si iscrive, e talvolta anche una cassa previdenziale di riferimento.

Per i professionisti senza Albo invece è possibile svolgere comunque la propria attività da freelance, iscrivendosi alla Gestione Separata INPS. Anche per i professionisti un modo vantaggioso per iniziare è aprire la posizione Iva con regime fiscale forfettario.

Al terzo posto per numero di aperture di Partite Iva troviamo il settore dell’edilizia, con il 10,4% di nuove aperture sul totale. Anche questo ambito negli ultimi anni ha ricevuto un notevole impulso, grazie soprattutto all’arrivo di bonus per l’edilizia come il superbonus 110%, il bonus facciate e altri sostegni similari.

Negli ultimi anni l’edilizia ha avuto uno sviluppo notevole, che ha dato impulso alla nascita di nuove piccole imprese e ha contribuito a fornire occupazione anche per ciò che riguarda il lavoro dipendente.

Dove vengono aperte le Partite Iva

Un altro aspetto da considerare riguarda le zone, in Italia, in cui i cittadini sono maggiormente propensi ad avviare un’attività autonoma, decidendo di aprire una Partita Iva. Il MEF individua i seguenti dati:

  • il 47,1% delle nuove aperture è da ricondurre alle zone del Nord del paese;
  • il 21% delle nuove aperture è da ricondurre alle zone del Centro Italia;
  • il 31,5% delle nuove aperture è da ricondurre alle zone del Sud e delle Isole.

La netta prevalenza delle nuove aperture al Nord rileva che ci sono ancora differenze considerevoli tra le regioni del nord Italia e quelle del sud del paese. Ricordiamo che per dare una spinta all’imprenditoria nel sud il governo ha proposto di istituire una ZES, ovvero una Zona Economica Speciale, per garantire maggiori crediti di imposta e sostegni a queste zone.

Nuove Partite Iva e regime fiscale forfettario

Un dato interessante comunicato dal MEF riguarda anche le posizioni Iva avviate con il regime fiscale forfettario: 56.663 soggetti hanno avviato una attività autonoma con questo particolare regime agevolato, che permette di accedere ad una tassazione ridotta sui redditi prodotti.

Il 47,9% del totale delle nuove aperture è da ricondurre a questo regime fiscale, che permette di accedere ad una tassa unica al 15% sui redditi prodotti fino a 85.000 euro, che scende al 5% per i primi 5 anni di attività. Si può dire che questo regime fiscale sia molto vantaggioso quindi soprattutto per le startup, ovvero per tutti i nuovi progetti imprenditoriali o professionali.

Una caratteristica vantaggiosa di questo regime fiscale è anche la sua contabilità semplificata, per cui è sufficiente numerare in ordine progressivo le fatture, e non viene applicata l’IVA. Uno degli svantaggi invece è l’impossibilità di detrarre le spese per l’attività, per cui questo regime fiscale si consiglia a chi non ha troppe spese da sostenere.

Le restanti nuove Partite Iva aperte hanno aderito al regime ordinario, per cui vengono applicate le diverse aliquote Irpef sui redditi percepiti. Nonostante il vantaggio del regime forfettario, tuttavia nel 2023 si è riscontrato un calo delle nuove aperture delle posizioni Iva.

I giovani scelgono attività autonome

I dati del MEF rilevano come una grande fetta delle nuove aperture di Partite Iva sia da ricondurre ai giovani sotto i 35 anni di età. Ma quali sono le motivazioni dietro a questo dato? Cerchiamo di fare qualche ipotesi.

Negli ultimi anni il concetto di lavoro dipendente, o “posto fisso” viene sempre più abbandonato dalle giovani generazioni, anche a causa della frammentazione dei contratti di lavoro e dell’instabilità generale dell’economia.

Molto spesso i giovani scelgono come alternativa quella di lavorare in autonomia, per sviluppare un’idea innovativa, oppure per svolgere una professione. L’ambito digitale in particolare ha dato una spinta all’autonomia, grazie alle nuove professioni che sono nate intorno agli strumenti del web.

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Programmazione informatica, vendita tramite e-commerce, copywriting, grafica, sono solo alcuni esempi di professioni piuttosto recenti che si possono svolgere in autonomia con un computer. Si tratta di lavori per cui è limitata anche la spesa di investimento: talvolta basta un pc e una connessione internet, e le spese maggiori sono invece per la formazione.

Con una Partita Iva è possibile lavorare senza vincoli di orari, accedere ad una tassazione vantaggiosa, e le possibilità di guadagno possono anche essere maggiori rispetto a quelle di un lavoro dipendente. A questi aspetti va anche considerata la possibilità per molti di lavorare in smart working, senza dover rimanere in un unico posto.

A questi aspetti vantaggiosi tuttavia si sommano anche alcuni aspetti più critici, come quello relativo a trovare e mantenere clienti nel tempo, la gestione autonoma delle spese e dei guadagni, e la gestione autonoma dell’aggiornamento professionale. Tuttavia sempre più giovani scelgono questa strada al posto del lavoro dipendente.

Scendono le nuove Partite Iva rispetto al 2022

Se da un lato il dato positivo rileva un incremento delle nuove Partite Iva tra i giovani, e soprattutto con il regime forfettario, scendono invece le attività autonome avviate come vere e proprie aziende. Il MEF ha registrato infatti una discesa delle nuove aperture del 6,1%, e i dati rilevano che sono sempre meno le aziende ad aprire in Italia.

In Italia le attività autonome sono da ricondurre per lo più a lavori freelance o a piccole realtà, ovvero alle PMI. Difficilmente vengono avviate imprese di grosse dimensioni. Anche su questo dato possiamo fare diverse ipotesi sulle cause.

Dalla tassazione sui redditi delle imprese molto elevata, alla mancanza di agevolazioni specifiche per i ricavi che superano gli 85.000 euro annui, fino ad arrivare all’andamento attuale dell’economia, per cui l’inflazione ha colpito molte realtà a causa dei rincari di bollette, prodotti e materie prime.

Partite Iva nuove in discesa – Domande frequenti

Quante nuove Partite Iva sono state aperte nel secondo trimestre 2023?

Secondo le recenti stime comunicate dal MEF, sono 118.215 le nuove partite IVA aperte nel secondo trimestre 2023, con una prevalenza di alcuni settori: scopri qui quali.

Quali sono i settori più gettonati per le Partite Iva nel 2023?

Nel 2023 i settori dove si apre il maggior numero di Partite Iva sono: il commercio, le attività professionali e l’edilizia.

Come mai diminuiscono le nuove Partite Iva nel 2023 rispetto al 2022?

Le cause possono essere molteplici, tra cui la tassazione elevata e l’inflazione.

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Autore
Giornalista pubblicista, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.

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