Partita Iva ottico optometrista: come aprirla, codice Ateco, costi e regimi contabili

Per aprire un negozio di ottica è necessario non solo rispondere ai requisiti morali e professionali, ma anche aprire la Partita Iva come ottico optometrista. Leggi la guida per sapere quali sono i costi previsti, la procedura da seguire, il codice Ateco e i regimi fiscali.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
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  • L’ottico optometrista per poter avviare la sua attività, ossia per aprire un negozio di ottica, è tenuto ad aprire la Partita Iva.
  • Il codice Ateco dell’ottico optometrista è 47.78.20: “Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia”.
  • L’ottico optometrista che ha aperto la Partita Iva può aderire al regime contabile forfettario e pagare dal 5% al 15% con l’aliquota sostitutiva.

È obbligatorio aprire la Partita Iva per l’ottico optometrista? Aprire un negozio di ottica è un’opzione che può portare a molti vantaggi, ma prima di compiere questo passo è bene sapere quali sono gli adempimenti e i requisiti necessari.

L’ottico non si occupa solamente di proporre e vendere occhiali da vista e da sole, ma l’ottico optometrista si occupa anche di scoprire i difetti della vista dei clienti e suggerire soluzione idonee alla rieducazione visiva.

Ma è obbligatorio aprire la Partita Iva? E se è così, in quali casi? In questa guida vedremo quando aprire la Partita Iva come ottico optometrista, come fare, i costi da sostenere e i regimi contabili a cui aderire.

Chi è l’ottico optometrista?

Le professioni legate al mondo della vista sono principalmente quattro: l’oculista, l’ortottista, l’ottico e l’optometrista. Ognuna di queste figure professionali svolge ruoli ben distinti dalle altre, con responsabilità e campi d’azione differenti.

Infatti, l’oculista è un medico specializzato in oftalmologia, mentre l’ortottista è un professionista sanitario specializzato nello screening diagnostico e nella riabilitazione visiva. L’ottico, invece, è un artigiano che si occupa della realizzazione e della vendita di ausili visivi, come occhiali e lenti a contatto.

L’optometrista, invece, è quel professionista che si occupa di riconoscere i difetti visivi come miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia e valutare le possibili misure correttive. Tuttavia, non può diagnosticare patologie o prescrivere trattamenti riabilitativi.

Sono molti gli ottici che sono in possesso del diploma di optometrista, qualifica professionale che allarga il raggio d’azione del semplice tecnico ottico.

Cosa da l'ottico optometrista

Di cosa si occupa l’ottico optometrista

L’optometria è una disciplina scientifica ma non medica, che studia il processo visivo. Gli optometristi sono esperti delle disfunzioni della funzione visiva ma non possono intervenire in caso di malattie oculari.

Di conseguenza, non possono effettuare diagnosi e neanche prescrivere terapie farmacologiche o chirurgiche per la cura di patologie.

La figura dell’optometrista è, come stabilito dai giudici della Cassazione:

“Un operatore sanitario intermedio tra l’ottico e l’oculista; si tratterebbe di un professionista che misura la vista e prescrive occhiali o trattamenti non implicanti l’uso dei medicinali o interventi chirurgici. Come tale non intaccherebbe la sfera di competenza della professione del medico oculista”.

Partita Iva ottico optometrista: è obbligatoria?

Per poter aprire un negozio di ottica è necessario essere in possesso di determinati requisiti. Tra questi vi sono i requisiti morali, che sono:

  • non essere stato interdetto o inabilitato;
  • non essere stato condannato, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione, per i seguenti delitti:
    • delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, l’economia pubblica, l’industria ed il commercio, ovvero per il delitto di omicidio volontario, furto, rapina, estorsione, truffa, appropriazione indebita, ricettazione e per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commini la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni;
  • non essere stato sottoposto a misure di prevenzione disposte con provvedimento definitivo a norma del D.Lgs n. 159/2011, della L. n. 575/1965 e della L. N. 646/1982;
  • non essere sottoposto a provvedimenti antimafia;

Vi sono, poi, i requisiti di natura professionale. Ciò significa che l’ottico per poter aprire l’attività deve aver frequentato corsi e aver conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione sanitaria ausiliaria.

Infine, deve aver superato un esame di Stato che consente di ottenere la qualifica di ottico. Una volta che si rispettano questi requisiti bisogna ottenere le necessarie autorizzazioni. La prima è la SCIA, Segnalazione Certificata di Inizio Attività, disponibile presso il SUAP del Comune di riferimento.

Altri requisiti necessari sono:

  • l’apertura della Partita Iva;
  • l’iscrizione al Registro delle Imprese;
  • l’iscrizione all’INPS gestione commercianti.

Di conseguenza, per poter aprire un negozio di ottica, l’ottico optometrista è obbligato ad aprire la Partita Iva attraverso la Comunicazione Unica.


Come aprire Partita Iva per ottico optometrista

Per aprire la Partita Iva bisogna prima di tutto stabilire alcuni aspetti fondamentali, tra cui:

  • individuare il codice Ateco che corrisponde all’attività da avviare;
  • stabilire il regime contabile a cui aderire;
  • individuare la cassa previdenziale di appartenenza.

Quest’ultima, nel caso degli ottici e optometristi, è la Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS. Tutti questi dati andranno indicati nel modello AA9/12 da inoltrare all’Agenzia delle Entrate 30 giorni prima dell’apertura dell’attività.

L’apertura della Partita Iva può avvenire per via telematica gratuitamente. L’effettiva apertura della Partita Iva, tuttavia, può richiedere qualche giorno, poiché è necessario effettuar l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente.

L’ultimo passaggio è quello di comunicare la dichiarazione di inizio attività al Comune di appartenenza presentando la SCIA allo sportello SUAP. L’attività può essere iscritta come impresa artigiana nel caso in cui sia prevalente l’attività di laboratorio.

Inoltre, è prevista l’scrizione all’INAIL dei dipendenti oltre che dell’artigiano, se si assumono lavoratori.

Partita Iva ottico optometrista

Codice Ateco Partita Iva ottico optometrista

Il codice Ateco è l’insieme di numeri che corrisponde in modo univoco ad un’attività economica. Il codice Ateco corrispondente all’attività di ottico optometrista è:

  • Codice 47.78.20: “Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia” (impresa con laboratorio) ;
  • Codice 86.90.29: “Altre attività paramediche indipendenti” (professionista).

Questi codici Ateco prevedono un coefficiente di redditività nel regime di flat tax variabile, per il commercio è pari al 40%. Il codice 47.78.20 è utilizzato anche per il commercio al dettaglio di apparecchiature fotografiche e ottiche, per attività di ottici, e per strumenti e apparecchiature ad uso scientifico.


Partita Iva ottico optometrista: regimi contabili

I regimi contabili comportano l’insieme di obblighi e documenti contabili previsti per essere in regola con il fisco. In Italia i regimi contabili sono tre:

  • forfettario;
  • semplificato;
  • ordinario.

Il primo è il regime agevolato, che prevede costi e obblighi inferiori. Gli altri due, invece, prevedono costi più elevati e l’obbligo di tenere diversi documenti contabili.

Tra il regime ordinario e quello semplificato vi sono poche differenze, e riguardano principalmente il regime di competenza e di cassa, relativi alla registrazione delle transazioni e al calcolo delle imposte.

Partita Iva ottico optometrista: regime forfettario

Il regime fiscale forfettario è quello con costi e obblighi più contenuti. Si tratta, quindi, di un regime che offre agevolazioni fiscali e una serie di vantaggi rispetto agli altri due regimi contabili.

Il primo vantaggio riguarda il calcolo delle tasse da versare. Infatti, nel regime forfettario si applica una quota annuale fissa, detta anche aliquota sostitutiva, pari al 5% sul reddito imponibile, per i primi cinque anni, e del 15% dal sesto anno. Con questo regime fiscale non è previsto il pagamento di tributi come l’IRAP, l’IVA, addizionali o i contributi IRPEF.

Anche la gestione della contabilità è più semplice. Infatti, le Partite Iva forfettarie sono esentate dall’applicazione dell’IVA in fattura. Inoltre, l’emissione della fattura elettronica è obbligatoria solamente per le Partite Iva che nell’anno precedente hanno realizzato un fatturato superiore a 25.000 euro. Non è neanche necessario compilare i registri delle fatture. È, infatti, sufficiente emettere le fatture numerandole in ordine progressivo.

Per poter aderire a questo regime bisogna rispettare i seguenti requisiti:

  • fatturazione fino a 65.000 euro lordi annui;
  • fatturazione fino a 30.000 euro lordi annui per lavoratori dipendenti;
  • spese per il personale inferiori a 20.000 euro.

Partita Iva ottico optometrista: regime semplificato e ordinario

Se non è possibile aderire al regime forfettario bisogna aderire a quello semplificato o ordinario. Il regime contabile semplificato è riservato alle ditte individuali, ai liberi professionisti e alle società di persone (Sas o Snc) con fatturato inferiore a 400.000 euro annui, per attività che effettuano prestazione di servizi, o di 700.000 euro annui per le altre tipologie di attività.

Questo regime è caratterizzato dal principio di cassa, per cui il reddito si determina su ciò che è stato effettivamente incassato. Invece, il regime contabile ordinario prevede i seguenti obblighi e adempimenti:

  • obbligo di fatturazione elettronica e applicazione dell’Iva;
  • versamento dell’Iva mensile o trimestrale;
  • comunicazione trimestrale dell’esterometro sulle fatture estere;
  • compilazione modello ISA;
  • applicazione della ritenuta d’acconto anticipando parte delle tasse sulle fatture;
  • conservazione delle scritture contabili (Registri Iva, Registro di incassi e pagamenti, Registro di beni ammortizzabili, Libro unico del lavoro sui dipendenti, Libro giornale, Libro inventario, Documenti di magazzino).

I regimi semplificato e ordinario prevedono, poi, il pagamento dell’IRPEF con aliquote a scaglioni per fasce di reddito, che vanno dal 23% fino al 43%.

Costi Partita Iva ottico optometrista

Partita Iva ottico optometrista: costi

Se da una parte l’apertura della Partita Iva come ottico e optometrista è gratuita, dall’altra bisogna considerare i costi necessari per mantenerla aperta e i tributi da versare. Tra i costi per la Partita Iva da considerare in caso di regime forfettario vi sono:

  • commercialista;
  • contributi INPS;
  • aliquota sostitutiva;
  • iscrizione alla camera di commercio;
  • diritto camerale annuo;
  • contributi aliquota sostitutiva.

La gestione previdenziale INPS Gestione Commercianti prevede un pagamento annuale del 24%  del reddito, con un minimo di euro 3.983,73.  Tuttavia, è possibile richiedere la riduzione del 35% dei contributi dovuti e sopra indicati in caso di adesione al regima agevolato per i forfettari.

Partita Iva ottico optometrista – Domande frequenti

È obbligatorio aprire la Partita Iva come ottico optometrista?

L’apertura della Partita Iva come ottico optometrista è obbligatoria nel caso in cui si desidera aprire un negozio di ottica. Non è, invece, necessaria per esercitare la professione come dipendente.

Qual è il codice Ateco della Partita Iva di ottico optometrista?

Il codice Ateco per svolgere l’attività di ottico optometrista è 47.78.20: “Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia”, con coefficiente di redditività del 40%. Scopri qui come funziona la Partita Iva come ottico optometrista.

Quanto costa la Partita Iva come ottimo optometrista?

Aprire la Partita Iva è un’operazione gratuita. Bisogna, però pagare annualmente i contributi INPS e l’IRPEF o, nel caso del regime forfettario, l’aliquota sostitutiva pari al 5% della base imponibile per i primi 5 anni e poi del 15%.

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Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 10 Dicembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.

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