Partita IVA infermiere: come aprila, costi e quando è necessaria

Quando è necessario aprire Partita Iva come infermiere? Ecco tutto ciò che devi sapere se vuoi iniziare questa attività.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Partita IVA infermiere: come aprila, costi e quando è necessaria
  • La Partita IVA da infermiere è necessaria se vuoi svolgere questa attività come libero professionista.
  • La procedura di apertura della Partita IVA può essere eseguita in via telematica, indicando il codice ATECO, il regime fiscale e quello previdenziale.
  • Non sono previsti costi per l’apertura della Partita IVA, ma dovrai valutare le spese collegate alla tassazione e ai versamenti contributivi.

Aprire una Partita IVA da infermiere può essere una valida opportunità per allargare le tue prospettive lavorative in questo settore. Oggi, questa figura professionale è sempre più richiesta sia da strutture sanitarie pubbliche, sia da quelle private.

Basta considerare che in base alle statistiche del 2020 da parte di Fnopi (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche) in Italia mancano circa 60.000 infermieri. A questo puoi aggiungere l’emergenza sanitaria e l’aumento dell’età media degli italiani, eventi che contribuiscono a rendere la figura di infermiere sempre più necessaria.

Se hai già un titolo abilitativo per svolgere questa professione o vuoi intraprendere questa attività lavorativa, è indispensabile conoscere quali sono i passaggi  per iniziare e per disporre di una Partita IVA, oltre a sapere quando è obbligatoria. Se non sai come fare, in questo articolo avrai tutte le informazioni necessarie e gli strumenti per valutare se conviene aprire Partita IVA come infermiere.

Chi è e cosa fa l’infermiere

La legge 42/99 ha definito la figura professionale di infermiere come appartenente alle professioni sanitarie come i medici, i biologi, i farmacisti, gli psicologi e le ostetriche. Quindi, se vuoi diventare infermiere nel 2022 non basterà effettuare un corso di formazione, ma tra i requisiti necessari è richiesto un percorso di studi ben definito.

Infatti, dovrai conseguire la Laurea in Scienza Infermieristiche della durata triennale, al cui interno è previsto anche lo svolgimento di un tirocinio, e poi iscriverti presso l’ordine degli infermieri raggruppati nella federazione Fnopi, superando l’esame di abilitazione. A questo punto avrai la possibilità di scegliere quale  attività svolgere.

Infatti, la figura di infermiere un tempo era relegata a un settore specifico come quello ospedaliero. Oggi, le opportunità sono molto più ampie, dato che la sua competenza è ricercata nelle scuole, all’interno di enti di promozione sportiva, nelle strutture di assistenza per i soggetti a rischio e nelle case di risposo. Inoltre, con l’aumento dell’età media è sempre più richiesta l’assistenza a domicilio.

Partita Iva infermiere

Dove lavora l’infermiere

La competenza di un infermiere è molto vasta e prevede un’elevata responsabilità. Rispetto alle figure definite ausiliare, come l’Operatore Socio Assistenziale o l’Operatore Socio Sanitario, svolge le seguenti attività:

  • assiste autonomamente i pazienti malati e feriti;
  • affianca il recupero in convalescenza di un paziente;
  • somministra cure prescritte dai medici;
  • monitora lo stato di salute di un paziente;
  • affianca un disabile durante le visite mediche;
  • valuta i bisogni psico-fisico di un paziente.

Potrai lavorare come infermiere sia nelle strutture pubbliche, sia nel settore privato. Nel primo caso, dovrai attendere i bandi, suddivisi per regione, che prevedono un concorso per un posto che ti farà accedere al sistema sanitario nazionale.

Invece, se vuoi svolgere l’attività presso una struttura privata ospedaliera, un ente o creare un tuo pacchetto di pazienti a domicilio, avrai una doppia possibilità. Infatti, potrai farlo come dipendete e quindi disporre di un contratto a tempo determinato o indeterminato. Oppure ti puoi dedicare alla libera professione. In questo caso è obbligatoria la Partita IVA.

Come aprire Partita Iva da infermiere

Se vuoi lavorare da libero professionista e trovarti in regola con la legge e con il fisco italiano dovrai aprire Partita IVA. L’operazione avviene in maniera telematica. In particolare, ecco quali sono i passaggi principali:

  • compilare la domanda;
  • scegliere il codice ATECO per la professione di infermiere;
  • valutare il regime fiscale più adatto alla tua professione;
  • aprire la tua posizione contributiva.-

La compilazione della domanda avviene sul sito dell’Agenzia delle Entrate, registrandoti alla sezione FiscOnline. Se il sistema telematico ti permette di svolgere in autonomia questi passaggi, alcune delle scelte e delle valutazioni che dovrai effettuare, prevedono una certa conoscenza in ambito fiscale, indispensabile per impostare in modo corretto la tua attività da libero professionista.

Quindi, in questa fase iniziale può essere utile farsi affiancare da un consulente specializzato al fine di evitare eventuali errori. Vediamo nello specifico quali sono le informazioni da inserire all’interno della domanda.

Aprire partita IVA da infermiere

Codice ATECO da infermiere

Il primo dato che permette di identificare la tua attività di libero professionista come infermiere è il codice ATECO. Questo termine identifica un sistema di classificazione posto in essere dall’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) utilizzato per effettuare una serie di statistiche nazionali in ambito economico.

Il codice è inoltre impiegato come parametro per stabilire la tipologia di regime fiscale e previdenziale di una singola attività. Dal punto di vista pratico, corrisponde a una serie di numeri che si riferiscono a uno specifica categoria lavorativa. Per quanto riguarda la Partita IVA da infermiere il codice ATECO è il seguente:

  • 86.90.29: altre attività paramediche indipendenti nca (non classificate altrove).

Regime fiscale da infermiere

Il passo successivo è quello di scegliere il regime fiscale. Infatti, in base alla legge, tutte le attività lavorative continuative, organizzate e che producono reddito sono soggette al versamento di un’aliquota a fini fiscali.

Le forme previste sono due: il regime ordinario e il regime forfettario. Quest’ultimo è molto utile se apri una nuova Partita IVA, dato che rientra tra quelle forme di agevolazione finalizzate a contribuire allo sviluppo di nuove professioni. Adottando il regime forfettario otterrai i seguenti vantaggi:

  • applicazione di un’aliquota unica ai fini di tasse pari al 5% per i primi 5 anni;
  • franchigia IVA;
  • semplificazione nell’emissione delle fatture;
  • esenzione fino a 25.000€ dalla fatturazione elettronica;
  • pagamento delle tasse solo in caso di realizzazione del reddito.

Se vuoi approfondire quali sono le caratteristiche di questo sistema fiscale agevolato, ti rimandiamo alla nostra guida completa sul regime forfettario. Di seguito soffermiamoci sui requisiti richiesti.

In particolare, la fatturazione annua della tua attività deve rientrare nei 65.000€ e se disponi di dipendenti, gli stipendi devono essere inferiori ai 20.000€. Inoltre, se hai uno stipendio come dipendente, il tuo reddito non deve superare i 30.000€. Infine, devi considerare che non potrai scaricare le spese collegate alla tua Partita IVA da infermiere, dato che vi è l’esenzione IVA.

Aprire Partita Iva infermiere

Regime contributivo per Partita IVA da infermiere

L’ultimo passaggio per aprire la Partita IVA è quello di iscriversi alla cassa previdenziale di appartenenza per il versamento dei contributi IVS, ovvero quelli che andranno a creare la tua futura pensione.

Come per altre professioni sanitarie, quella degli infermieri prevede l’iscrizione alla cassa ENPAPI (Ente nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica). Dovrai considerare il versamento di tre tipologie di contributi previdenziali:

  • soggettivo;
  • integrativo;
  • contributo di maternità.

Il contributo soggettivo è pari al 16% del tuo reddito professionale netto. Dovrai però considerare che anche se non fatturi durante l’anno è previsto un versamento obbligatorio di minimo 1.600€. Questa quota verrà ridotta del 50% nel caso in cui:

  • hai meno di 30 anni;
  • sei iscritto all’albo da meno di 4 anni;
  • hai sospeso l’attività da almeno 6 mesi.

È previsto anche un contributo integrativo pari al 4% su tutte le prestazione svolte anche se esenti d’IVA con un minimo di versamento annuo di 150€. Infine, dovrai considerare anche il contributo di maternità equivalente allo 0,7%.

Partita IVA da infermiere: costi

Quali sono i costi per aprire una Partita IVA come infermiere? In linea di massima l’operazione telematica non prevede una spesa se effettuata in autonomia, mentre se ti avvali di un consulente dovrai considerare il suo onorario. Ben diversa è la situazione per quanto riguarda il mantenimento della Partita IVA.

Infatti, dovrai considerare il versamento dell’aliquota fiscale che verrà calcolata sul reddito imponibile e in base alla fatturazione effettuata durante l’anno. Inoltre, è necessario aggiungere i costi dei contributi soggettivi e integrativi obbligatori previsti dalla cassa previdenziale ENPAPI, i quali dovranno essere versati anche se non produci reddito.

A questi costi possono sommarsi quelli per corsi di formazione e aggiornamento, viaggi e spese per eventuali strumenti di lavoro come i camici.

Partita IVA da infermiere: stipendio

Per ciò che riguarda il guadagno da infermiere, dovrai distinguere tra l’attività di dipendete pubblico o privato da quella di libero professionista. In ogni caso, lo stipendio è proporzionato a una serie di fattori, come l’anzianità di lavoro, le eventuali competenze aggiuntive e l’esperienza.

Come dipendente pubblico lo stipendio medio si aggira intorno ai 1.490 euro lordi, mentre nel settore privato potrai sottoscrivere un contratto anche con importi fino ai 1.900€.

E se apri Partita IVA? In questo caso se svolgi la tua attività professionale con un pacchetto clienti diversificato, potrai arrivare a un guadagno annuale che si aggira tra i 25.000€ e i 48.000€ all’anno.

Partita IVA e lavoro dipendente

Chiariamo anche un altro aspetto. Spesso ci si confonde tra la possibilità di combinare il lavoro dipendente con la Partita IVA nel settore pubblico e privato, in quanto condizioni incompatibili. Sono due realtà che possono coesistere? La risposta è: dipende. Infatti, potrai svolgere ambedue le attività se:

  • nel contratto di lavoro pubblico è prevista la possibilità di lavorare autonomamente;
  • nel settore privato non è presente una specifica clausola di divieto;
  • l’attività che svolgi in quanto libero professionista non va in conflitto con quella di dipendete.

Se vuoi approfondire questo argomento puoi leggere anche la nostra guida completa su partita IVA e lavoro dipendete.

Patita IVA da infermiere – Domande frequenti

Quanto guadagna un infermiere con Partita IVA?

Aprire una Partita IVA da infermiere ti permette di ottenere un reddito che si aggira tra i 1.900€ e i 4.000€ mensili, in base alle strutture in cui lavori e all’esperienza maturata.

Come iniziare la libera professione da infermiere?

Per iniziare la libera professione dovrai superare l’esame di abilitazione all’Albo degli infermieri e aprire Partita IVA da infermiere. Scopri qui tutti i passaggi.

Quali attività può svolgere un infermiere con Partita IVA?

Con la Partita IVA da infermiere potrai lavorare per strutture ospedaliere private, presso centri di assistenza, comunità, case di cura, enti sportivi o direttamente a domicilio.

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 8 Agosto 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Ho lavorato per la testata Money.it, oggi scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

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