Borse europee caute e carburanti in frenata, arrivano le liste per i cda di Enel, Enav, Eni e Leonardo: i nomi

Un'eventuale escalation tra Israele e Hezbollah potrebbe vanificare i tentativi di dialogo tra USA e Iran, riportando volatilità sui prezzi del greggio e sui listini azionari.

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Riapertura termini rottamazione quater, ok del MEF

I mercati globali oggi restano in bilico tra le speranze diplomatiche per l’avvio dei colloqui USA-Iran e le rinnovate tensioni sul campo tra Israele e Hezbollah. Se da un lato l’apertura dei negoziati e la frenata del prezzo del gas offrono una necessaria boccata d’ossigeno alle imprese, dall’altro la crisi nello Stretto di Hormuz e l’incognita dell’inflazione americana mantengono alto il livello di allerta per investitori e professionisti.

In questo scenario di estrema volatilità geopolitica, il governo mette sul tavolo la sospensione del Patto di stabilità per sostenere la crisi. Il sistema Italia definisce la sua strategia industriale attraverso il nuovo assetto dei vertici delle grandi partecipate statali come Eni, Enel e Leonardo, i cui nuovi board saranno chiamati a navigare le sfide della transizione energetica e della difesa in un contesto internazionale sempre più frammentato. Le scelte del MEF sono state accolte con cautela dai mercati.

Borse europee alla prova della tregua mediorientale

Le Borse europee aprono la seduta odierna sulla parità, cercando di dare continuità ai rialzi di Wall Street e alla solida chiusura di Tokyo (+1,78%). A sostenere il sentiment degli investitori è l’atteso avvio, previsto per il weekend, dei colloqui diplomatici tra Washington e Teheran.

Tuttavia, il clima di fiducia è minato da una tregua fragile. Nelle ultime ore, Hezbollah ha lanciato attacchi missilistici verso Tel Aviv e Ashdod, mettendo sotto pressione gli sforzi diplomatici. Sul fronte valutario, l’Euro si indebolisce sotto quota 1,17 dollari, riflettendo l’incertezza globale.

Lo scontro sullo Stretto di Hormuz

Il nodo centrale resta il controllo dello Stretto di Hormuz. L’Iran ha imposto una restrizione drastica: il passaggio di sole 15 navi al giorno e l’ipotesi di nuovi pedaggi. Una mossa definita “imbarazzante” dal presidente Donald Trump, che via Truth ha attaccato duramente Teheran: “L’Iran sta gestendo in modo pessimo, disonorevole direbbero alcuni, il transito del petrolio. Questo non è l’accordo che abbiamo. Con me l’Iran non avrà mai l’arma nucleare”, ha detto.

Petrolio e gas in frenata

Nonostante le tensioni nello Stretto, la corsa dell’oro nero sembra rifiatare, un segnale monitorato con attenzione dalle PMI energivore.

CommodityPrezzoVariazione
Brent< $97/ barile+0,8%
WTI~ $98/barile+0,5%
Gas (TTF Amsterdam)€45/MWh-2,0%

L’oro spot scende leggermente a 4.755 dollari l’oncia, mentre il Bitcoin si attesta sui 71.955 dollari.

Macroeconomia, inflazione USA e rallentamento cinese

La giornata di oggi, venerdì 10 aprile, è segnata dal calendario macroeconomico. Alle 14:30 italiane verrà pubblicato il dato sull’inflazione USA di marzo. Le attese sono per un rialzo, che inizierà a scontare i recenti shock energetici. Di segno opposto i segnali che arrivano dall’Oriente: in Cina, l’indice dei prezzi al consumo ha mostrato un rallentamento (+1% annuo, -0,7% mensile), suggerendo una domanda interna ancora debole.

Partecipate pubbliche, arrivano le nuove liste del MEF: i nomi

Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha ufficializzato le liste per il rinnovo dei vertici dei giganti di Stato, una rivoluzione a metà che mira a consolidare il controllo governativo sui settori strategici. In Leonardo, la novità più rilevante è l’uscita di Roberto Cingolani: al suo posto, come nuovo AD, è stato indicato Lorenzo Mariani (già a capo di Mbda Italia), affiancato da Francesco Macrì alla presidenza.

Per Eni, si punta sulla continuità operativa con la riconferma di Claudio Descalzi per il suo quinto mandato, ma con un cambio alla presidenza dove approda Giuseppina Di Foggia (uscente da Terna). Nessuna sorpresa per Enel, dove vengono confermati sia l’AD Flavio Cattaneo che il presidente Paolo Scaroni. Infine, per Enav, il MEF indica Igor De Biasio nel ruolo di amministratore delegato e Sandro Pappalardo alla presidenza. Questi assetti, nati anche dall’esigenza di un monitoraggio più serrato su dossier cruciali come il Michelangelo Dome e il Gcap, ridisegnano la governance dell’industria e dell’energia italiana per i prossimi anni.

La reazione dei mercati

A Piazza Affari, l’accoglienza dei nuovi assetti al vertice delle partecipate è stata segnata da una cautela diffusa: Leonardo ha registrato il calo più marcato (-2,45%) in scia all’uscita di Cingolani, seguita da Enav (-1,00%) ed Eni (-0,42%), mentre Enel (-0,01%) e Terna (+0,04%) si sono attestate sulla parità. Di segno opposto la performance di altri titoli del listino, trainati da risultati societari e giudizi degli analisti: svetta Brunello Cucinelli (+4,82%) grazie a ricavi trimestrali superiori alle attese e alla conferma della guidance 2026, affiancata da Prysmian (+2,55%) dopo la promozione di UBS. In deciso rialzo anche STMicroelectronics (+2,01%), che beneficia dei buoni conti della taiwanese TSMC, mentre chiudono in coda alla seduta Avio (-3,25%) e Tenaris (-1,55%).

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