Entro il 25 maggio 2026, chi effettua scambi commerciali abituali all’interno dell’Unione Europea è chiamato a presentare i modelli Intrastat, i documenti che riepilogano le vendite e gli acquisti di beni o servizi effettuati con altri Paesi membri. Tuttavia, non si tratta di un appuntamento uguale per tutti. L’obbligo di invio mensile scatta infatti solo al superamento di determinate soglie di fatturato, calcolate separatamente per gli acquisti e per le vendite.
Indice
Scadenza Intrastat mensile: chi è obbligato all’invio entro il 25 maggio 2026
L’adempimento mensile è obbligatorio se – in almeno uno dei quattro trimestri precedenti – professionisti e PMI che operano con l’estero hanno superato i limiti riportati in tabella e distinti per singola categoria di operazione.
| Categoria operazione | Modello | Soglia di obbligatorietà mensile |
| Cessioni di beni | INTRA 1-bis | Oltre 50.000 euro nel trimestre |
| Acquisti di beni | INTRA 2-bis | A partire dal 2026, la soglia è innalzata a 2.000.000 euro |
| Servizi resi | INTRA 1-quater | Obbligo mensile per tutte le operazioni, indipendentemente dall’importo |
| Servizi ricevuti | INTRA 2-quater | Oltre 100.000 euro nel trimestre |
La distinzione tra l’invio mensile o trimestrale degli elenchi Intrastat dipende principalmente dal volume di affari generato dagli scambi commerciali con l’Unione Europea. Comprendere in quale categoria si rientri è essenziale per una corretta pianificazione amministrativa.
Intrastat mensile o trimestrale: quali sono i limiti
Mentre l’invio mensile diventa obbligatorio non appena si supera il limite dei 50.000 euro in un singolo trimestre (una volta superata questa soglia, la comunicazione deve essere inviata con cadenza mensile per garantire un monitoraggio più frequente delle operazioni), l’invio trimestrale è la modalità standard per chi mantiene un volume di scambi contenuto. Vi accede chi, in ciascuno dei quattro trimestri precedenti, non ha mai superato la soglia dei 50.000 euro per categoria.
Come effettuare l’invio telematico entro i termini
La dichiarazione Intrastat deve essere trasmessa esclusivamente online attraverso i servizi telematici ufficiali dell’Agenzia delle Entrate o tramite il portale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
In linea generale, la dichiarazione Intrastat mensile va trasmessa entro il giorno 25 del mese successivo al periodo di riferimento (se il 25 cade di sabato, domenica o giorno festivo, il termine slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo). Tuttavia, l’indicazione per i reparti amministrativi è di chiudere i file e procedere alla validazione qualche giorno prima, per prevenire qualsiasi contestazione.
Sanzioni per mancato invio
In caso di mancato invio, ritardo o compilazione errata degli elenchi riepilogativi Intrastat, le sanzioni amministrative sono regolate dall’articolo 11 del D.Lgs. n. 471/1997, che prevede il pagamento di una sanzione amministrativa da 500 a 1.000 euro per ciascun modello non inviato, incompleto, inesatto o irregolare.
In caso invece di invio tardivo, se la regolarizzazione avviene su richiesta dell’amministrazione entro 30 giorni dalla richiesta formale degli uffici finanziari, la sanzione è ridotta alla metà (da 250 a 500 euro).
Per i soggetti con grandi volumi di scambio (obbligati anche alla sezione statistica), l’omissione o l’inesattezza dei dati statistici può far scattare le sanzioni previste per le violazioni statistiche (da 516 a 5.164 euro per enti e società).
Come rimediare
Chi è in ritardo o si accorge di un’omissione, prima che la violazione venga formalmente contestate dagli uffici finanziari, può ricorrere al ravvedimento operoso e procedere al contestualmente invio telematico del modello omesso. Il versamento va effettuato tramite modello F24 utilizzando il codice tributo 8911 (indicando come anno di riferimento quello in cui è stata commessa la violazione). In questo modo sarà possibile beneficiare di una riduzione delle sanzioni per il mancato rispetto della scadenza.
| Tempistiche di regolarizzazione | Misura della riduzione | Sanzione da versare (per elenco) |
| Entro 90 giorni dalla scadenza originaria | 1/9 del minimo | 55,56 euro |
| Entro il termine della dichiarazione IVA annuale dell’anno in cui è commessa la violazione | 1/8 del minimo | 62,50 euro |
| Entro il termine della dichiarazione IVA annuale dell’anno successivo | 1/7 del minimo | 71,43 euro |
| Oltre il termine della dichiarazione IVA dell’anno successivo | 1/6 del minimo | 83,33 euro |
Correzioni spontanee senza sanzioni
Se il modello Intrastat è stato inviato nei termini ma contiene dati inesatti o incompleti, la presentazione spontanea di un modello integrativo o rettificativo per correggere gli errori non è sanzionata, a patto che non siano già iniziate attività di controllo formale da parte dell’Agenzia delle Entrate o delle Dogane.













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it