In risposta al recente focolaio internazionale legato alla nave MV Hondius, il ministero della Salute ha emanato l’11 maggio 2026 ha inviato una circolare urgente che definisce le linee guida per la gestione del rischio Hantavirus nel nostro Paese. Sebbene il livello di allerta per la popolazione generale rimanga “molto basso”, il documento introduce misure rigorose per la sorveglianza sanitaria, la gestione dei voli e, soprattutto, la valutazione del rischio biologico per specifiche categorie professionali.
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Hantavirus, il focolaio MV Hondius e la situazione in Italia
Secondo l’ultimo aggiornamento dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), i casi totali notificati sono undici: otto confermati, due probabili e uno non conclusivo. Nonostante il focolaio sulla nave MV Hondius abbia mostrato un tasso di mortalità del 33%, l’ECDC e il ministro della Salute Orazio Schillaci confermano che il rischio per la popolazione europea resta “molto basso”.
In Italia, i segnali sono rassicuranti: i test effettuati sui casi sospetti in Calabria, Messina e Milano (inclusi i turisti britannici che hanno viaggiato con i soggetti contagiati) sono risultati tutti negativi. Il sistema di sorveglianza nazionale, come sottolineato dal ministro Schillaci, ha dimostrato di funzionare con efficacia e tempestività .
Le rassicurazioni degli esperti: “Nessuna nuova pandemia”
Come riportato da La Repubblica, il virologo Fabrizio Pregliasco e il direttore dell’Istituto zooprofilattico sperimentale, Antonio Fasanella, hanno chiarito alcuni punti fondamentali per evitare paragoni impropri con il SARS-CoV-2: a differenza del Covid-19, l’Hantavirus – noto dagli anni ’50 – non si trasmette per via aerea con la stessa facilità . Il contagio richiede solitamente il contatto diretto con roditori o l’inalazione di polveri contaminate in ambienti chiusi (casolari, magazzini).
Andreas Hoefer (ECDC) ha dichiarato che non vi sono evidenze di mutazioni che rendano il virus più trasmissibile da persona a persona.
I protocolli del ministero: quarantena e restrizioni
Nonostante il basso rischio comunitario, la circolare del ministero della Salute dell’11 maggio 2026 impone misure di isolamento rigorose per i contatti ad alto rischio:
- quarantena di 42 giorni per coprire il lungo periodo di incubazione del virus in caso di contatti con persone che hanno contratto il virus;
- divieto di utilizzo di voli commerciali per i contatti ad alto rischio. In caso di contagio confermato a bordo, tutti i passeggeri del volo vengono classificati come contatti ad alto rischio;
- obbligo di mascherine FFP2 per il personale sanitario e protezione medica resistente ai fluidi per i contatti negli spostamenti autorizzati.
Sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008): cosa devono fare le PMI
Per le imprese, il riferimento normativo resta il D.Lgs. 81/2008. I datori di lavoro di settori specifici devono integrare il rischio Hantavirus nel proprio DVR:
- per l’edilizia e le manutenzioni, occorre prestare particolare attenzione alle ristrutturazioni di edifici disabitati dove possono accumularsi escrementi di roditori;
- uso tassativo di mascherine FFP2 o FFP3 durante la pulizia di locali chiusi o magazzini. È fondamentale inumidire le superfici prima di pulire, per evitare che le particelle virali vengano sollevate nell’aria (aerosolizzazione);
- le imprese con dipendenti in Sud America (specialmente Argentina, Uruguay, Bolivia, Brasile meridionale, Cile) devono formare il personale sulle misure igieniche (stoccaggio ermetico del cibo e divieto di spazzare a secco ambienti potenzialmente infestati).










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it