BTP a 5 e 10 anni: tassi e scadenze dei nuovi titoli in asta del MEF. Conviene sottoscrivere?

Nuova emissione di titoli a medio-lungo termine con cedole fisse (BTP) e variabili (CCTeu). Raccolta stimata in 9,5 miliardi di euro, cosa sapere.

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Il 27 ottobre 2025 il ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato una nuova emissione di titoli di Stato con scadenze pluriennali, in particolare di BTP a tasso fisso, a 5 e 10 anni, e CCTeu, obbligazione che adegua il rendimento ai tassi di mercato europei (CCTeu). L’emissione è destinata agli operatori specialisti e non al pubblico retail diretto, che tuttavia può prenotare tramite intermediari.

I rendimenti BTP e CCTeu

Il MEF metterà sul mercato quattro titoli di Stato, per un ammontare massimo complessivo di 9,5 miliardi di euro. Si tratta di:

  • BTP a 5 anni;
  • BTP a 10 anni;
  • CCTeu a 6 anni;
  • CCTeu a 7 anni.

Il BTP a 5 anni ha scadenza il 1° febbraio 2031 e offre un rendimento annuale lordo del 2,85%. Il nuovo BTP decennale, invece, scadrà il 1° febbraio 2036 e garantirà un rendimento annuo lordo del 3,45% all’anno.

I CCTeu offrono invece un rendimento variabile, legato al tasso di riferimento dell’area euro (Euribor a 6 mesi) maggiorato da uno spread fisso, garantendo così una protezione (parziale) dal rialzo dei tassi. Il tasso annualizzato indicato dal MEF è del 3,253% per i CCTeu a 6 anni e di 3,153% per i CCTeu a 7 anni, ma si tratta di una cifra di riferimento legata all’ultima cedola o al tasso di riferimento pre-asta e non rappresenta il tasso garantito per i futuri stacchi, che varierà in base all’Euribor.

Il calendario dell’asta

Il pubblico potrà prenotare i titoli entro il 29 ottobre 2025, mentre le domande in asta dovranno essere presentate entro le ore 11:00 del 30 ottobre. Seguirà una sessione supplementare, aperta fino alle 15:30 del 31 ottobre, e infine la data di regolamento, cioè il momento effettivo della sottoscrizione, fissata per il 3 novembre 2025.

Chi può partecipare

I BTP a 5 o 10 anni vengono venduti tramite asta marginale. L’accesso diretto a queste aste è riservato esclusivamente a grandi operatori finanziari, come le banche e le società di investimento, che hanno lo status di specialisti in titoli di Stato o aspiranti specialisti. Questi soggetti agiscono come intermediari tra lo Stato e il mercato.

Il risparmiatore retail non può partecipare direttamente all’asta, ma può acquistare i Titoli di Stato attraverso il mercato secondario (dopo l’asta) o nella fase che precede l’asta, tramite una prenotazione presso la propria banca o un intermediario finanziario autorizzato.

Conviene investire?

Il nuovo BTP a 10 anni si presenta con una cedola lorda annuale del 3,45%, che può essere conveniente in un contesto dove le aspettative di mercato, pur non essendo certe, tendono a prefigurare una possibile discesa dei tassi di interesse nei prossimi anni. L’acquisto infatti permette all’investitore di bloccare quel rendimento per un intero decennio, e se i tassi di mercato dovessero effettivamente scendere, un rendimento del 3,45% risulterebbe superiore a quello delle future emissioni rendendo il titolo redditizio e ricercato.

La scelta tra 5 e 10 anni infatti non si basa solo sul rendimento nominale, ma sulle previsioni economiche e sulle esigenze personali dell’investitore. Se nei prossimi 5 anni i tassi d’interesse saliranno in modo significativo, il BTP a 5 anni, anche se ha un rendimento del 2,85% (cioè minore del BTP decennale) offre comunque un vantaggio strategico.

Infine ci sono i CCTeu, che offrono una strategia opposta. Essendo collegati all’andamento dell’Euribor, il tasso di riferimento interbancario, più uno spread fisso, offrono all’investitore una forma di protezione naturale contro i rialzi inattesi del costo del denaro e, di conseguenza, dell’inflazione.

La cedola erogata ogni semestre si adegua automaticamente al costo del denaro, e questo permette al capitale di mantenere un rendimento in linea con le condizioni economiche attuali. In questo caso, avrà un ruolo rilevante lo spread applicato sul CCTeu: più è alto, maggiore sarà l’appetibilità dell’obbligazione sul mercato, soprattutto se si prevedono tassi base in discesa.

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