Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto bollette 2026. Il provvedimento prevede uno stanziamento di 1,94 miliardi di euro, che saranno utilizzati per finanziare un pacchetto di aiuti volto ad alleggerire i costi energetici a carico di famiglie e imprese. Tra questi ci sono nuovi bonus luce e gas, oltre al potenziamento degli incentivi già esistenti.
Indice
- Gli aiuti in arrivo per le famiglie
- Novità per imprese e PMI
- Nuovi supporti per la transizione ecologica
- Contratti PPA: energia pulita a lungo termine per le PMI
- Gestione degli impianti a fine incentivo e conti energia
- Taglio dei costi di trasporto del gas
- Semplificazioni per i data center
- Sblocco della rete elettrica: stop alle prenotazioni fantasma
Gli aiuti in arrivo per le famiglie
Il testo introduce un contributo straordinario di 115 euro per i nuclei familiari già percettori del bonus sociale elettrico (che riceveranno in questo modo un sostegno doppio). Rientrano in questa categoria le famiglie che nel 2026 presentano un ISEE inferiore a 9.796 euro o, nel caso di nuclei numerosi con almeno 4 figli a carico, non superiore a 20.000 euro. Sono ammessi al contributo extra a prescindere dal reddito, invece, gli utenti in condizioni fisiche vulnerabili, ovvero che necessitano di apparecchiature elettromedicali per il mantenimento in vita.
Per il biennio 2026-2027, inoltre, è previsto un contributo fino a 60 euro sulla bolletta elettrica per i soggetti esclusi dal bonus sociale, ma comunque con un reddito ISEE inferiore a 25.000 euro. Lo sconto viene applicato direttamente sulla bolletta elettrica, a copertura dei costi di acquisto dell’energia relativi al primo bimestre utile dell’anno (solitamente le prime fatture del 2026 e del 2027) ed è riconosciuto su base volontaria dalle imprese venditrici di energia elettrica. Le aziende che decidono di farsi carico dello sconto riceveranno un riconoscimento ufficiale. Questo può essere utilizzato nelle loro campagne di marketing e comunicazione per accrescere la propria reputazione, presentandosi come realtà attente al sociale e al sostegno dei consumatori (una sorta di “bollino di sostenibilità sociale”).
Novità per imprese e PMI
Per alleggerire le fatture elettriche delle imprese italiane, il decreto ha istituito un fondo che opererà su un orizzonte di tre anni. Questa misura non peserà sulle casse pubbliche generali, poiché viene finanziata attraverso un prelievo mirato. Le grandi aziende del settore energetico vedranno infatti un aumento di due punti percentuali dell’aliquota IRAP, una sorta di contributo di solidarietà applicato ai profitti della filiera dell’energia.
Il beneficio per le imprese si tradurrà in uno sconto diretto sul costo di ogni megawattora consumato, con un impatto variabile nel tempo. In particolare, nel 2026, grazie a uno stanziamento di 431 milioni di euro, le aziende potranno contare su una riduzione di 3,4 euro per MWh. Nel 2027, invece, il fondo salirà a 500 milioni di euro, portando lo sconto in bolletta a 4 euro per MWh. E infine, nel 2028 è prevista una fase di chiusura della misura con gli ultimi 68 milioni di euro, che garantiranno un risparmio residuo di 0,54 euro per MWh.
Recupero oneri di sistema
Un’altra novità riguarda lo sblocco di 850 milioni di euro, grazie al recupero delle risorse bloccate nelle casse dei distributori di energia. Si tratta degli oneri di sistema che i fornitori incassano dai clienti e che, solitamente, sostano in cassa prima di essere trasferiti agli enti competenti. Ebbene, il provvedimento interviene accorciando questi tempi di giacenza. E grazie a questa semplificazione tecnica, recupera liquidità per restituirla sotto forma di agevolazioni all’intero sistema produttivo. In questo modo verrà garantito – alla generalità delle imprese – uno sconto pari a 6,8 euro per ogni megawattora di energia elettrica consumata.
Gas Release e valorizzazione degli stoccaggi
Il decreto interviene anche sulla gestione del metano per contenere i costi energetici. Nel dettaglio, viene semplificata la procedura del cosiddetto gas release per aumentare i volumi di gas estratti direttamente nel nostro Paese e offrirli a prezzi calmierati (ovvero più bassi di quelli di mercato) alle industrie energivore. Inoltre, è prevista una gestione più dinamica del gas conservato nei depositi nazionali da parte di GSE e SNAM. Questo gas stoccato sarà venduto ai prezzi correnti di mercato. I ricavi ottenuti non verranno trattenuti, ma saranno utilizzati per abbattere gli oneri generali e altre componenti delle tariffe del gas. In questo modo, il beneficio economico non riguarderà solo i grandi impianti, ma si rifletterà positivamente sulle bollette di tutte le imprese.
Per abbassare il prezzo finale dell’elettricità, il governo ha inoltre previsto un sistema di rimborsi che copriranno una parte dei costi del gas e delle relative spese di trasporto. Nello specifico, il rimborso sul costo del combustibile sarà calcolato da ARERA entro i limiti del valore dei permessi di emissione (ETS). Tuttavia, poiché si tratta di un intervento che incide sulle dinamiche di mercato, la misura è attualmente in attesa del via libera definitivo da parte della Commissione europea.
Nuovi supporti per la transizione ecologica
Sono previste poi con misure specifiche per l’abbattimento delle emissioni inquinanti che garantiscano, allo stesso tempo, un risparmio economico alle imprese. È previsto infatti un sostegno alle imprese ad alta intensità energetica per l’acquisto di biometano. Questa fonte di energia pulita permetterà alle fabbriche di decarbonizzare i propri consumi, riducendo così la necessità di acquistare i costosi permessi di emissione previsti dal sistema europeo ETS (Emission Trading System). In questo modo, utilizzando combustibili più sostenibili, le imprese potranno inquinare meno e, di conseguenza, pagare meno tasse ambientali, migliorando la propria competitività.
Infine, è prevista una riduzione degli oneri generali per gli impianti che producono energia da fonti rinnovabili verdi ma non intermittenti, come quelli alimentati da bioliquidi, biomasse e biogas. Alleggerendo il carico fiscale su queste tecnologie, si punta a rendere più competitiva l’energia prodotta da scarti organici e agricoli, contribuendo a una stabilità maggiore dell’intera rete elettrica.
Contratti PPA: energia pulita a lungo termine per le PMI
Il legislatore ha deciso di promuovere anche i cosiddetti power purchase agreement (PPA), ovvero contratti di acquisto di energia a lungo termine che consentono di fissare il prezzo dell’elettricità per molti anni, proteggendosi dai rincari improvvisi. Fino a oggi, questi accordi erano quasi un’esclusiva delle grandi industrie, poiché le piccole e medie imprese (PMI) spesso non hanno la forza contrattuale necessaria per negoziare singolarmente condizioni così vantaggiose. Per superare questo ostacolo, la nuova normativa promuove l’aggregazione della domanda: le imprese potranno unirsi attraverso le associazioni di categoria o affidarsi all’acquirente unico per stipulare contratti collettivi.
In questo caso, il GSE (gestore servizi energetici in Italia) interverrà come garante, offrendo una sicurezza in più ai produttori di energia pulita che firmano l’accordo. Il vantaggio di questa operazione è che il prezzo dell’elettricità viene sganciato da quello del gas. Il che permette alle PMI di acquistare energia rinnovabile a costi più bassi e, soprattutto, stabili nel tempo.
In questo senso, il provvedimento punta anche una maggiore trasparenza e protezione dei consumatori attraverso il rafforzamento del regolamento REMIT. L’obiettivo è monitorare con più severità i mercati all’ingrosso per prevenire e sanzionare eventuali comportamenti speculativi che potrebbero gonfiare artificialmente i prezzi.
Gestione degli impianti a fine incentivo e conti energia
Per chi possiede impianti fotovoltaici, il decreto introduce due opzioni interessanti per stabilizzare i costi. In primo luogo, chi beneficia dei vecchi conti energia (ovvero dei programmi statali di incentivazione che, negli anni passati, hanno sostenuto la costruzione degli impianti garantendo un compenso per l’energia prodotta) avrà la possibilità di rimodulare il proprio sostegno. Nello specifico, potrà scegliere di accettare una riduzione dell’incentivo (pari al 15% o al 30%) limitatamente al periodo tra la metà del 2026 e tutto il 2027, in cambio di un’estensione della durata del contratto per ulteriori 3 o 6 mesi. Questa misura serve a ridurre la componente ASOS della bolletta elettrica, ovvero quella quota pagata da tutti i cittadini per finanziare le energie rinnovabili.
In secondo luogo, la norma facilita il cosiddetto repowering, ovvero il rinnovamento tecnologico degli impianti esistenti. Quindi, chi decide di rinunciare ai vecchi incentivi per investire in tecnologie più moderne e potenti potrà accedere a nuovi meccanismi di supporto. In questo modo, i sistemi di incentivazione attuali riconosceranno e supporteranno l’incremento di energia prodotto grazie ai nuovi pannelli. Questo rende più conveniente l’aggiornamento dei vecchi parchi fotovoltaici.
Taglio dei costi di trasporto del gas
Una misura molto concreta riguarda l’eliminazione del cosiddetto “spread TTF-PSV”, un sovrapprezzo che pesa mediamente per 2 euro per megawattora. Questo costo aggiuntivo è dovuto al trasporto del gas attraverso il territorio di altri Stati per arrivare in Italia. Per azzerare questa spesa, viene introdotto un servizio di liquidità del gas finanziato con 200 milioni di euro, ricavati dalla vendita delle riserve stoccate da GSE e SNAM. In questo modo, il prezzo del gas in Italia risulterà più allineato a quello dei principali mercati europei. Ma soprattutto, il meccanismo ridurrà i costi per tutti i consumatori di gas e gli utenti elettrici.
Semplificazioni per i data center
Data l’importanza strategica dei centri di elaborazione dati per l’economia digitale (data center), il governo ha deciso di accelerare i tempi per la loro costruzione. La nuova norma introduce un procedimento unico di autorizzazione che sostituisce i permessi precedenti. Per i centri con potenza fino a 300 MW, l’autorità di riferimento sarà la Regione (con possibile delega alle Province). Per i grandi poli che superano i 300 MW, invece, la competenza passerà direttamente al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE).
Sblocco della rete elettrica: stop alle prenotazioni fantasma
Il decreto affronta il problema della saturazione virtuale della rete. Per anni, la capacità di connessione elettrica è rimasta bloccata da richieste di impianti che, nei fatti, non sono mai stati realizzati, impedendo a nuovi progetti seri di vedere la luce. Le nuove norme fanno pulizia, garantendo le connessioni per chi ha impianti già autorizzati o in regola. Mentre per il resto della capacità prenotata ma non utilizzata, verranno aperte procedure periodiche per rimettere a disposizione nuovi slot di capacità libera. Questo permetterà di collegare alla rete nuovi impianti, accelerando la transizione energetica del Paese.









Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it