Credito di imposta sulla pubblicità: tutte le istruzioni per ottenerlo

Come funziona il credito di imposta per la pubblicità? In questo articolo vediamo come ottenerlo, chi può richiederlo e dove presentare la domanda.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
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  • Il credito di imposta per la pubblicità è rivolto a autonomi, società e imprese;
  • Si può ottenere il credito di imposta per la pubblicità tramite investimenti su stampa, tv e radio locali;
  • Il credito di imposta sulla pubblicità copre il 50% del valore degli investimenti effettuati in pubblicità dall’impresa.

Il credito d’imposta per gli imprenditori che effettuano degli investimenti pubblicitari incrementali, è stato istituito attraverso l’articolo 57-bis del Decreto Legge n. 50 del 24 aprile 2017.

Dal 2018, i diretti interessati hanno la possibilità di ottenere questa particolare agevolazione, purché abbiano incrementato, nel corso dell’anno, gli investimenti pubblicitari dell’1% rispetto a quelli effettuati nell’anno precedente.

Ad essere interessati da questa particolare agevolazione sono i lavoratori autonomi, le imprese e gli enti non commerciali che abbiano investito nella pubblicità su quotidiani e periodici cartacei (locali e nazionali) e digitali, e sulle emittenti radio-televisive a diffusione locale.

Credito d’imposta per la pubblicità: come funziona

Il credito d’imposta per la pubblicità viene concesso rispettando i limiti dei regolamenti dell’Unione Europea, che condizionano gli aiuti de minimis. A partire dal 2019, l’agevolazione viene erogata nella misura massima del 75% rispetto al valore incrementale degli investimenti che sono stati effettuati.

Limitatamente per i periodi d’imposta 2020, 2021 e 2022 il credito d’imposta per la pubblicità è stato ulteriormente ridotto, limitandosi a coprire il 50% del valore degli investimenti effettuati. Viene meno, però, il requisito dell’incremento minimo dell’1% rispetto alla spesa pubblicitaria effettuata l’anno precedente.

Come accade per altre agevolazioni di questo tipo, per poterla richiedere si fa riferimento all’Agenzia delle Entrate, a cui presentare opportuna domanda di accesso.

Credito di imposta pubblicità

Come accedere al credito di imposta per la pubblicità

Le modalità attraverso le quali accedere all’agevolazione sono rese note con il D.P.C.M. n. 90 del 16 maggio 2018, il quale è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 170 del 24 luglio 2018. Attraverso questo decreto regolamentare, il legislatore ha provveduto a stabilire criteri e modalità attraverso i quali attuare la normativa.

Un particolare riguardo è stato riservato agli investimenti, che daranno accesso al beneficio. Ma soprattutto sono stati elencati i casi che potrebbero portare all’esclusione. È stata, inoltre, regolamentata la procedura di concessione del credito di imposta sulla pubblicità, elencando i documenti necessari per potervi accedere, i controlli che verranno effettuati ed il modo in cui si cercheranno di rispettare i limiti di spesa.

Il Capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, con un provvedimento datato 31 luglio 2018, ha provveduto, inoltre, ad approvare il modello di comunicazione telematica, attraverso il quale presentare la domanda sull’apposita piattaforma dell’Agenzia delle Entrate, per poter fruire del credito d’imposta sulla pubblicità. Inoltre è possibile chiedere informazioni più dettagliate all’indirizzo email: info.bonuspubblicita@governo.it.

Nella pratica, per accedere alla richiesta è necessario accedere al portale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, tramite un metodo di autenticazione digitale, come lo SPID, inviando la “comunicazione per l’accesso al credito di imposta”.

Chi può accedere al credito di imposta per la pubblicità

Come abbiamo accennato in apertura di articolo, potranno accedere all’agevolazione i lavoratori autonomi, gli enti non commerciali e le imprese che, nel corso dell’anno, abbiano effettuato delle campagne pubblicitarie.

Queste devono essere effettuate sulla stampa quotidiana e periodica, sia cartacea che online, ma anche sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, indipendentemente che siano analogiche o digitali.

Fino al 2019, era possibile accedere all’agevolazione solo se l’investimento pubblicitario era aumentato almeno dell’1% rispetto all’anno precedente; dal 2020 fino al 2022 decade l’obbligo di incrementare la pubblicità. Quindi sarà possibile accedere al beneficio anche se gli investimenti non sono cresciuti.

Per poter essere ammessi ai benefici, è necessario effettuare degli investimenti pubblicitari in giornali, quotidiani o periodici, pubblicati sul cartaceo o online, su emittenti televisive o radiofoniche locali, che siano regolarmente iscritte al Tribunale di competenza e che siano dotate di un direttore responsabile.

L’editore dovrà essere iscritto al Roc, ossia al Registro degli Operatori di Comunicazione.

Come accedere al credito di imposta pubblicità


Quando deve essere presentata la domanda

Per poter ottenere il credito di imposta sulla pubblicità, è necessario presentare l’apposita domanda attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Entrando più specificatamente nello scadenzario è necessario ricordare queste date:

  • nel periodo compreso tra il 1° ed il 31 marzo dell’anno per il quale si chiede l’agevolazione, si dovrà inviare la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”. Questa è una prenotazione delle risorse, che dovrà contenere l’elenco degli investimenti già effettuati e quelli che si intende effettuare nel corso dell’anno;
  • nel periodo compreso tra il 1° ed il 31 gennaio successivo, si dovrà inviare la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati”, con la quale si attestano gli investimenti che sono stati realmente effettuati.

Il credito d’imposta che si riuscirà ad ottenere grazie al bonus pubblicità, potrà essere utilizzato presentando il modello di pagamento F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Ai fini della fruizione del credito è necessario indicare, in sede di compilazione del modello F24, il codice tributo “6900“, istituito dall’Agenzia delle Entrate con Risoluzione n. 41/E del 8 aprile 2019.

Come funziona il credito di imposta sulla pubblicità per il 2022?

Quest’anno il credito di imposta sulla pubblicità è stato ridotto del 50%. Ma è venuto a decadere l’obbligo dell’incremento della spesa pubblicitaria dell’1%.

Chi può richiedere il credito di imposta sulla pubblicità?

L’iniziativa è aperta ai liberi professionisti, alle imprese e agli enti non commerciali. Scopri come funziona e come richiederlo, qui.

Come è possibile usufruire del credito d’imposta per la pubblicità?

È possibile beneficiare del credito di imposta per la pubblicità presentando un modello di pagamento F24, con l’importo da portare in detrazione.

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 10 Dicembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Ho una laurea in materie letterarie. Ho iniziato ad occuparmi di Economia fin dal 2002, concentrandomi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i miei interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrivo di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

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