Dopo la sospensione prudenziale dello scorso marzo, dovuta a un boom di richieste che ha sfiorato gli 1,3 miliardi di euro in pochi giorni, il GSE ha ufficialmente riaperto i battenti. Da oggi, 13 aprile 2026, il Portaltermico 3.0 torna operativo, portando con sé alcune importanti proroghe e conferme per chi punta all’efficienza energetica. La riapertura non è solo una boccata d’ossigeno per il mercato, ma rappresenta l’ultima chiamata per intercettare i fondi del plafond 2026, pari a 900 milioni di euro complessivi.
Indice
Cos’è il Conto termico 3.0
Il Conto Termico 3.0 è l’evoluzione dell’incentivo statale gestito dal GSE (Gestore dei servizi energetici) per promuovere l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Introdotto dal decreto ministeriale del 7 agosto 2025 ed entrato pienamente in vigore tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, questo strumento si distingue dalle detrazioni fiscali perché consiste in un contributo a fondo perduto erogato direttamente sul conto corrente del beneficiario.
Cosa è successo, dalla sospensione alla riapertura
Il portale era stato chiuso il 3 marzo 2026 per permettere al gestore di smaltire l’enorme mole di pratiche e verificare la capienza dei fondi. Con la riapertura odierna, il GSE ha introdotto una proroga dei termini per tutte quelle domande la cui scadenza (solitamente i 90 giorni dalla fine lavori) ricadeva nel periodo di blocco dello sportello.
Un dettaglio non da poco per i professionisti che temevano di perdere l’accesso al fondo perduto a causa dei tempi tecnici dell’ente.
Chi sono i beneficiari
Possono accedere al Conto termico 3.0:
- pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore (ETS);
- privati (persone fisiche e condomini);
- imprese e professionisti;
- comunità energetiche rinnovabili (CER) e gruppi di autoconsumo.
Mentre per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili l’accesso è esteso anche agli immobili residenziali, per gli interventi di pura efficienza energetica (coibentazioni, infissi, ecc.) le aziende possono operare esclusivamente su edifici del settore terziario.
Conto termico 3.0: quanto spetta
Per i privati e le imprese, l’incentivo standard raggiunge solitamente il 65% dei costi sostenuti, mentre nel caso specifico dell’installazione di sistemi ibridi con pompe di calore integrate, la copertura si attesta al 50%. La pubblica amministrazione può beneficiare invece di un rimborso totale, pari al 100% della spesa, quando i lavori riguardano ospedali, scuole o la trasformazione di stabili in edifici a energia quasi zero (nZEB). Un trattamento di favore analogo è riservato ai piccoli Comuni con meno di 15.000 abitanti, per i quali è prevista la copertura integrale dei costi legati agli interventi di efficientamento energetico.
| Soggetto / intervento | Percentuale di copertura | Note |
| Standard (privati/imprese) | 65% | Tetto ordinario per la maggior parte dei lavori. |
| Sistemi ibridi | 50% | Con pompe di calore integrate. |
| PA, scuole, ospedali | 100% | Copertura totale per strutture pubbliche strategiche. |
| Piccoli Comuni (<15k ab.) | 100% | Incentivo integrale per l’efficientamento locale. |
È prevista una maggiorazione del +10% se si utilizzano componenti prodotti interamente nell’Unione Europea e un ulteriore +5-15% per moduli fotovoltaici iscritti al registro ENEA.
Come vengono pagati i soldi?
Sotto i 15.000 euro il contributo arriva in un’unica rata direttamente sul conto corrente. Sopra i 15.000 euro, l’erogazione avviene in rate annuali costanti (la durata dipende dal tipo di intervento).
Gli interventi ammissibili 2026
Il nuovo decreto ha ampliato notevolmente la platea dei lavori incentivabili, promuovendo la logica degli interventi coordinati. Oltre ai classici sistemi radianti e caldaie a biomassa, sono presenti:
- involucro e illuminazione (isolamento termico, sostituzione infissi e nuovi sistemi di illuminazione LED interno/esterno per il terziario);
- tecnologia e automazione (sistemi di building automation, termoregolazione e contabilizzazione del calore);
- sinergie green (installazione di impianti fotovoltaici con accumulo e infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, a patto che siano abbinati alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione con pompe di calore elettriche);
- rinnovabili termiche (pompe di calore elettriche/gas, sistemi ibridi factory made, solare termico e scaldacqua a pompa di calore).
Le regole d’oro per le imprese
Per le PMI, l’accesso al Conto termico 3.0 segue binari rigorosi che, se ignorati, portano all’inammissibilità della domanda. Innanzitutto le imprese devono inviare un’istanza preliminare obbligatoria al GSE prima dell’avvio dei lavori. E ricordare che non sono ammessi interventi che prevedano l’installazione di apparecchiature alimentate a fonti fossili, incluso il gas naturale. Per gli interventi sull’involucro, è necessario garantire un miglioramento della prestazione energetica di almeno il 10% (che sale al 20% in caso di interventi multipli).
Scadenze per presentare domanda al GSE
Sebbene il portale GSE sia riaperto, il monitoraggio dei fondi resta serrato. Oggi 13 aprile è prevista la riapertura dell’invio delle domande in accesso diretto. Il 15 aprile 2026 ci sarà la pubblicazione del nuovo catalogo apparecchi prequalificati (fondamentale per velocizzare le pratiche). Entro 90 giorni occorrerà presentare domanda dalla fine dei lavori (salvo le proroghe legate al periodo di sospensione).
Per i professionisti, il consiglio è quello di consultare immediatamente le nuove FAQ del GSE e verificare la conformità dei preventivi con le regole applicative aggiornate, specialmente per quanto riguarda il divieto di fonti fossili per le imprese.













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it