L’Agenzia delle Entrate ha rideterminato i codici tributo per il versamento dell’imposta sostitutiva sulle imprese estere controllate (Cfc, acronimo di Controlled Foreign Companies), pubblicando la risoluzione 15/2026 che recepisce le ultime modifiche al regime di tassazione minima globale. Il provvedimento si è reso necessario per allineare il modello F24 alle novità introdotte dal decreto legge 84/2025, con cui il governo ha riscritto le regole per determinare il carico fiscale delle società controllate fuori dai confini nazionali.
La tassazione al 15%
La nuova disciplina stabilisce che la tassazione effettiva delle controllate estere è considerata congrua se i soggetti che esercitano il controllo pagano un importo pari al 15% dell’utile contabile netto dell’esercizio. Si tratta di un meccanismo opzionale che mira a semplificare la determinazione del carico fiscale estero e questo garantisce il rispetto dei livelli minimi di tassazione previsti dalle direttive europee contro l’elusione fiscale.
L’opzione permette di evitare calcoli complessi sulla tassazione effettiva dei paesi in cui hanno sede le controllate, cosa che riduce il rischio di contenziosi e semplifica gli adempimenti per le multinazionali e le imprese italiane con interessi all’estero. Il calcolo viene effettuato direttamente sui dati di bilancio della società estera, e poi viene applicata l’aliquota fissa per assolvere gli obblighi tributari in Italia.
I nuovi codici F24
Per permettere il versamento tramite il modello F24, l’amministrazione finanziaria ha aggiornato i codici tributo già esistenti e ne ha ridenominato le descrizioni per renderle coerenti con il nuovo perimetro della norma. Gli importi devono essere versati seguendo le scadenze e le modalità previste per le ordinarie imposte sui redditi, il che significa che il calendario degli acconti e dei saldi rimane quello consueto.
| Tipologia | Acconto I rata | Acconto II o Unica soluzione | Saldo |
| Soggetti Irpef | 4077 | 4078 | 4079 |
| Soggetti Ires | 4080 | 4081 | 4082 |
La risoluzione distingue tra i soggetti che pagano l’Irpef (persone fisiche) e quelli soggetti all’Ires (società di capitali), e per questo motivo è necessario prestare attenzione alla corretta selezione del codice in base alla propria natura giuridica.
L’operazione di aggiornamento non cambia la sostanza tecnica: restano valide tutte le istruzioni fornite in precedenza dall’Agenzia riguardo alla compilazione pratica del modello di pagamento.








Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it