BCE pronta al rialzo dei tassi, i mercati anticipano la stretta: rate e costi dei mutui aumentano già da oggi

Il conflitto tra USA e Iran e le sue immediate ripercussioni sulle catene di fornitura globali stanno ridefinendo le traiettorie della politica monetaria della Banca centrale europea

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BCE prevede aumento tassi interesse a giugno 1016

L’incrocio tra tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le fluttuazioni dei prezzi energetici sta portando la Banca centrale europea verso una linea restrittiva che influirà direttamente sul costo del denaro. Le analisi più recenti suggeriscono che la BCE sia orientata a un ritocco dei tassi di interesse nel corso dell’anno. Non si tratterebbe, però, di un evento isolato. Gli esperti ipotizzano che nel corso dell’intero 2026 possano verificarsi fino a tre aumenti complessivi, con l’obiettivo di riportare l’inflazione sotto controllo.

Tassi di interesse BCE, aumento previsto a giugno

Secondo le ricerche degli economisti di Intesa Sanpaolo, è molto probabile un primo incremento di 25 punti base dei tassi (pari allo 0,25%) già nella riunione dell’11 giugno 2026 fissata dal Consiglio direttivo della BCE.

Questo orientamento è stato confermato anche dalle parole di Isabel Schnabel, esponente di primo piano del board della BCE, la quale ha dichiarato apertamente che un aumento del costo del denaro a giugno rimane una necessità imprescindibile. Secondo Schnabel, il prolungarsi del conflitto oltre le stime iniziali ha inferto uno shock sui prezzi energetici tale che ignorare la situazione non è più un’opzione. Sulla stessa linea anche il capoeconomista Philip Lane, che ha confermato la necessità di rivedere i calcoli. Sebbene le stime iniziali di marzo parlassero di un’inflazione al 2,6%, lo scenario più critico ipotizzato prevede che possa toccare il 3,5%.

L’incognita dello Stretto di Hormuz

La radice di questa nuova ondata inflazionistica, che ad aprile ha visto l’indice dei prezzi al consumo dell’Eurozona attestarsi al 3%, risiede principalmente nella crisi geopolitica del Medio Oriente. Come spiegato nell’introduzione al rapporto sulla stabilità finanziaria dal vicepresidente della BCE, Luis de Guindos, il conflitto ha interrotto le forniture globali di energia e materie prime per troppo tempo, facendo salire i prezzi energetici e l’inflazione e indebolendo fino ad ora le prospettive di crescita. Di conseguenza, le ripercussioni sulla tenuta economica e finanziaria globale saranno ancora più gravi se si protrarrà la guerra.

Gli effetti sul mercato dei mutui

La prospettiva di una politica monetaria più rigida sta già producendo effetti sul mercato italiano, ancor prima delle decisioni ufficiali di Francoforte. Gli investitori finanziari hanno infatti già iniziato ad adeguare le aspettative future, provocando un incremento immediato dei tassi di mercato. E questo si riflette sui costi dei mutui in Italia.

Per chi ha già un mutuo a tasso fisso non cambia nulla. Le rate rimangono identiche e bloccate per tutta la durata del prestito, al riparo da qualsiasi oscillazione del mercato. Per chi chiede un nuovo mutuo a tasso fisso i costi stanno già iniziando a salire. Le banche, prevedendo la mossa della BCE, hanno aumentato fin da ora le tariffe per i nuovi clienti.

Anche chi ha un mutuo a tasso variabile rischia di vedere aumentare la rata nei prossimi mesi. L’indice Euribor si mantiene sensibile alle mosse della BCE, esponendo i mutuatari al rischio di ulteriori incrementi delle rate.

Conviene tasso fisso o variabile?

Secondo le rilevazioni di Mutuionline.it, scegliere il tasso variabile (che oggi si attesta mediamente al 2,62%) permette di ottenere un risparmio iniziale di circa 60 euro al mese rispetto al fisso. Questa opzione riduce la rata nell’immediato, ma espone al rischio che i pagamenti aumentino nei mesi successivi se la BCE dovesse confermare la linea dei rialzi. Al contrario, preferire il tasso fisso (con una media attuale del 3,37%) comporta una spesa iniziale più alta, ma garantisce che la rata resti bloccata e identica per tutti i 30 anni, offrendo una protezione totale da qualsiasi futuro scossone dell’economia.

Tipologia di tassoValore medioImpatto finanziario sulla rata
Tasso variabile2,62%Vantaggio iniziale di circa 60 euro al mese rispetto al fisso
Tasso fisso3,37%Costo iniziale maggiore, ma garanzia di stabilità contro nuovi shock economici

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