Bonus parità di genere: come funziona il nuovo sostegno in Lombardia

In Lombardia arriva un apposito bando per il bonus parità di genere: ecco come funziona, chi può chiederlo e quali sono i contributi.

di Valeria Oggero

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Bonus parità di genere
  • La Regione Lombardia propone un bando specifico per incentivare la parità di genere.
  • Il bando prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto da 4.000 euro, per le imprese e Partite Iva che intendono ottenere la certificazione di parità di genere.
  • La certificazione della parità di genere permette alle imprese di accedere a importanti agevolazioni di tipo fiscale.

Arriva nella Regione Lombardia un importante bando che va ad incentivare la parità di genere in azienda. Si tratta di un sostegno strettamente legato alla certificazione di parità di genere, che va ad attestare che una determinata impresa applica strategie di contrasto al gender gap presente nel paese, ovvero alle differenze di genere in ambito lavorativo.

Il bando garantisce l’accesso ad un contributo a fondo perduto per le aziende che intendono ottenere questa certificazione. Il sostegno riguarda un contributo a fondo perduto che parte da 4.000 euro, per le imprese virtuose. Al conseguimento di questa certificazione seguono anche diversi sgravi di tipo fiscale.

Il bando apre nella regione Lombardia, ed è possibile partecipare accedendo all’apposito portale online dedicato. Si tratta di un bando esteso per un lungo periodo di tempo, ovvero fino alla fine del 2024, salvo esaurimento dei fondi messi a disposizione.

Cos’è il bonus parità di genere

Il bonus per la parità di genere previsto in Lombardia garantisce un sostegno alle imprese che intendono ottenere la certificazione di parità di genere, rispettando determinati requisiti.

Si tratta di un contributo a fondo perduto, ovvero le imprese che ne beneficiano non dovranno restituire queste somme in un secondo momento. Questo bando permette a diversi soggetti di avere un supporto nell’ottenimento della certificazione, ovvero:

  • PMI, piccole e medie imprese italiane;
  • professionisti con partita Iva;
  • micro e piccole imprese;
  • studi associati;
  • imprese individuali;
  • grandi imprese.

Si tratta di un incentivo che viene quindi destinato anche alle imprese di piccola dimensione, e ai professionisti autonomi con una partita Iva. Il sostegno permette di coprire i costi per ottenere la certificazione di parità di genere, partendo dall’erogazione di 4.000 euro, che possono aumentare in base al numero di dipendenti dell’impresa.

Il sostegno è quindi erogato in base alle iniziative e alle risorse del Fondo sociale europeo plus (Fse+), per contrastare il fenomeno del gender gap, ovvero delle differenze di genere che si possono trovare sul lavoro. L’occupazione femminile in Italia infatti è caratterizzata da diverse disparità, sia in termini di salario, sia di accesso a ruoli manageriali, rispetto all’occupazione maschile.

Per contrastare questo fenomeno è stata introdotta la certificazione di parità di genere, a cui le imprese possono accedere se applicano strategie volte a limitare il gender gap. Le aziende, come vedremo tra poco, possono ottenere importanti vantaggi fiscali con questa certificazione.

Bonus parità di genere come funziona

Cos’è la certificazione di parità di genere

Vediamo nel dettaglio cos’è la certificazione di parità di genere. Si tratta di uno strumento introdotto di recente, nel 2022, per contrastare il gender gap tra lavoratori. L’obiettivo di questo strumento è incentivare le imprese a mettere in campo azioni mirate per diminuire le differenze tra lavoratrici donne e lavoratori uomini, come l’equità remunerativa e la tutela della genitorialità.

Arriva inoltre l’obbligo per tutte le imprese di grandi dimensioni di redigere un documento che attesti le condizioni di lavoro dei dipendenti rispetto al gender gap, che devono procedere all’invio ogni due anni tramite apposito portale online. A seguito dell’invio, le stesse aziende possono chiedere la certificazione di parità di genere, rispettando specifici parametri.

La certificazione infatti viene rilasciata da appositi organi in base ad una valutazione a punteggi che tiene conto di diversi fattori e iniziative promosse dalle imprese in questo senso.

Tuttavia questo documento è facoltativo per le imprese con meno di 50 dipendenti. Il recente bando annunciato dalla regione Lombardia tiene conto proprio della necessità di incentivare le piccole realtà imprenditoriali a ottenere la certificazione in modo volontario, e accedendo così ad importanti sgravi fiscali.

Le imprese che ottengono questa certificazione infatti possono accedere ad alcuni sgravi sul versamento dei contributi per i dipendenti. Si parla di uno sgravio contributivo dell’1%, fino al massimo di 50.000 euro annui. Ma è previsto anche un premio, sotto forma di punteggio, per poter aderire ad alcuni importanti bandi europei.

Come funziona il bonus parità di genere

Va tenuto presente che ottenere la certificazione di parità di genere per le imprese può comportare un costo, sia per eventuale consulenza che per il conseguimento della certificazione.

Il bonus parità di genere proposto dal bando in Lombardia garantisce una copertura sui costi per l’ottenimento della certificazione. Vengono garantiti contributi per due obiettivi:

  • per servizi di consulenza per l’accompagnamento alla certificazione;
  • per il servizio di certificazione di parità di genere.

Il sostegno viene garantito alle imprese che possono accedervi attraverso appositi voucher, partendo dalla cifra di 4.000 euro. Nello specifico, per le imprese con meno di 9 dipendenti è possibile accedere a un bonus di 2.000 euro per servizi di accompagnamento alla certificazione, e altri 2.000 euro per la certificazione stessa.

Fino a 49 dipendenti invece è possibile ottenere 4.000 euro per il primo obiettivo e per il secondo. Gli importi aumentano ancora con l’aumentare del numero dei dipendenti, e le erogazioni possono anche arrivare a cifre intorno a 9.000 euro per le imprese più grandi.

Come accedere al bonus parità di genere

Per poter accedere al bonus, fino ad esaurimento dei fondi, è necessario che l’impresa sia in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali ai dipendenti, accertati tramite DURC.

Bisogna poi presentare una apposita domanda al portale telematico messo a disposizione per l’iniziativa dalla Regione Lombardia, ovvero tramite Sistema Informativo Bandi Online.

Per ciò che riguarda l’erogazione dello sgravio contributivo associato alla certificazione di parità di genere invece bisognerà attendere la comunicazione, a livello nazionale, di appositi bandi.

La Lombardia non è l’unica regione che si sta muovendo per garantire un supporto alle imprese per incentivare la parità di genere, perché anche altre regioni stanno programmando iniziative similari.

Bonus parità di genere – Domande frequenti

Cos’è il bonus parità di genere?

Questo sostegno è erogato in Lombardia tramite apposito bando, e vi possono partecipare le imprese di grande o piccola dimensione per chiedere un supporto al conseguimento della certificazione di parità di genere. Tutti i dettagli su come funziona, qui.

Come funziona il bonus parità di genere?

Il bonus parità di genere è erogato dalla regione Lombardia alle imprese che vogliono accedere alla certificazione di parità di genere, e comporta l’assegnazione di contributi a fondo perduto a partire da 4.000 euro. Ecco come richiederlo.

Come chiedere l’accesso al bonus parità di genere?

Le imprese in Lombardia possono procedere alla richiesta online tramite portale dedicato con il Sistema Informativo Bandi Online.

Autore
Giornalista pubblicista, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.

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